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La "caduta" dell'autunno

E’ noto che la parola “autunno” viene tradotta in due modi in lingua inglese: “autumn” e “fall”. Il primo termine deriva dal latino “autumnus” - “auctumnus”, da “auctus” part. pass. di “augere” “aumentare-arricchire”. Il secondo dall’indoeuropeo “phol” cadere. Il primo è lessicalmente legato alla tradizione culturale delle Isole Britanniche, il secondo è in uso altrove, specialmente nella realtà americana e oltre. La differenza non è affatto banale. Due modi diversi e quasi opposti nella visione della realtà di una stagione, quale quella che stiamo vivendo: l’autunno. Il senso di “caduta” si rileva in maniera evidente nella poesia che propongo qui di seguito.

Ho tradotto questa poesia del poeta vivente americano Edward Hirsch cercando di rispettare, per quanto possibile la forma poetica da lui scelta per descrivere le sensazioni della stagione dell’autunno, senza dimenticare che “traduttore” significa molto spesso “traditore”. In effetti, questa poesia non è altro che il tentativo di tradurre in parole e mettere su carta quanto egli prova per questa “caduta”. Hirsch ha avuto modo di affermare che nelle sue poesie egli cerca di riprodurre ciò che i poeti romantici cercarono di trasmettere vale a dire “la vera voce dei sentimenti e delle sensazioni” cose che appartengono a tutti gli uomini. Sta alla poesia farle emergere e comprendere.

Fall

Fall, falling, fallen. That’s the way the season
Changes its tense in the long-haired maples
That dot the road; the veiny hand-shaped leaves
Redden on their branches (in a fiery competition
With the final remaining cardinals) and then
Begin to sidle and float through the air, at last
Settling into colorful layers carpeting the ground.

Cade, cadente, caduto. Ecco come la stagione
Cambia il suo tempo nei lunghi capelli degli aceri
Che punteggiano la strada; queste foglie venate
Rossicce sui rami (competitive con orgoglio
Con i pochi cardinali rimasti) e poi cominciano
A cadere ondeggianti nell’aria, per poi fermarsi
In strati, colorati tappeti della terra.

At twilight the light, too, is layered in the trees
In a season of odd, dusky congruences—a scarlet tanager
And the odor of burning leaves, a golden retriever
Loping down the center of a wide street and the sun
Setting behind smoke-filled trees in the distance,
A gap opening up in the treetops and a bruised cloud
Blamelessly filling the space with purples. Everything
Changes and moves in the split second between summer’s
Sprawling past and winter’s hard revision, one moment
Pulling out of the station according to schedule,
Another moment arriving on the next platform. It
Happens almost like clockwork: the leaves drift away
From their branches and gather slowly at our feet,
Sliding over our ankles, and the season begins moving
Around us even as its colorful weather moves us,
Even as it pulls us into its dusty, twilit pockets.

Al crepuscolo anche la luce a strati attraversa
Gli alberi nella stagione di strane, oscure concordanze
Una tanagra scarlatta e l’odore di foglie che bruciano,
Recupero dorato che discende al centro di una grande
Strada e il sole che cala in lontananza dietro gli alberi
coperti di fumo, un varco tra le cime degli alberi e
Le sparse nuvole sfacciate riempiono di porpora
Gli spazi. Tutto cambia e tutto si muove in un attimo
Tra l’abbandono estivo e la dura minaccia dell’inverno,
Un momento procede secondo come al solito,
Un altro si ferma dove stabilito. Tutto accade come
Un orologio: le foglie si staccano dai rami
Si raccolgono ai nostri piedi, scivolano sui fianchi,
La stagione comincia a muoversi tutt’intorno
Come se si muovesse intorno a noi il tempo colorato
Tirandoci dentro le sue oscure polverose sacche.

And every year there is a brief, startling moment
When we pause in the middle of a long walk home and
Suddenly feel something invisible and weightless
Touching our shoulders, sweeping down from the air:
It is the autumn wind pressing against our bodies;
It is the changing light of fall falling on us.

E ogni anno c’è un breve momento di sgomento
Quando ci fermiamo nel mezzo di un lungo cammino
Verso casa ed all’improvviso avvertiamo qualcosa di
Invisibile e senza peso che ci tocca sulle spalle,
Che scende per aria dal cielo: è il vento d’autunno
Che batte contro i nostri corpi, è la luce che cambia,
La luce che ci cade addosso.

“Fall” by Edward Hirsch, from The Living Fire: New and Selected Poems, 1975-2010. © Random House, 2010.

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