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L'autunno di Van Gogh

Tutti conosciamo la pittura di quel genio particolare che fu Vincent Van Gogh. Anche lui, come molti artisti nella storia della pittura mondiale, si sono occupati di questa stagione della vita. Questo “Paesaggio d’autunno” è uno dei suoi primi lavori quando l’artista privilegiava lo stile impressionista usando un gran numero di dettagli e meno colori di quanti ne avrebbe poi usato in seguito.


Vincent era molto soddisfatto di questo suo dipinto, come si evince da quanto egli scrive in una lettera, che porta la data del 1885, indirizzata a suo fratello Teo. Egli scrive: “Penso che sto facendo progressi nel mio lavoro. Ieri sera qualcosa è accaduto di cui intendo dirti tutto. Sai quelle grandi querce giù in fondo al giardino a casa. Ci ho lavorato per la quarta volta. Per tre giorni ci avevo lavorato con una tela grande diciamo quanto il “cottage” e la chiesa del cimitero. La difficoltà erano quei cespugli di foglie, dare loro forma e modellarle nel giusto colore e nella corretta tonalità. Poi a sera ho portato il quadro in casa di quel mio conoscente a Eindhoven che ha un salotto elegante dove lo abbiamo appeso al muro ricoperto di carta grigia e con mobili neri e dorati intorno. Bene, mai come prima mi sono convinto che farò cose buone come questo quadro, riuscirò a calcolare i miei colori in maniera da ottenere gli effetti giusti”.

Questo quadro piace perchè il pittore è stato capace di trasmettere a chi guarda il fermento autunnale con le varie sfumature di giallo e grigio prima che il verde scompaia del tutto. I colori delle foglie dell’albero più grande sono quelli che comunemente attirano l’attenzione quando questa stagione sta per cominciare: il verde è scomparso del tutto ed è stato sostituito dal giallo. Le foglie stanno lentamente trasmutando nelle loro tonalità dal verde al giallo al grigio che si staccano sullo sfondo del cielo azzurro il quale non è tanto chiaro come in questo caso.

La figura umana aggiunta, quasi indistinta, sullo sfondo rende la scena abbastanza misteriosa. Sembra che essa cammini come per nascondersi dietro quei quattro grandi alberi che raccontano la loro prossima fine. Non a caso l’occhio di chi osserva il quadro allinea quella minuscola sagoma umana alla linea alta e scheletrica dell’albero già privo delle sue foglie. La linea statuaria degli alberi mette in evidenza ancora più chiaramente la pochezza e piccolezza di quella presenza umana in questa scena che si avvia ad una definitiva trasformazione. Tra qualche giorno questo scenario non sarà più lo stesso. Gli alberi saranno solo scheletri senza vita. Quella figura forse di donna sarà come inghiottita dal passo inesorabile del tempo che scorre e si consuma. Il passo dell’autunno…

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