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Le foglie dell'autunno

Stiamo per entrare nell’autunno, tutti ne parlano, ne scrivono e lo descrivono. Leggevo da qualche parte giorni fa che il mese di settembre è diventato come il mese di gennaio, nel senso che è come se iniziasse un nuovo anno. Tutto ciò accade dopo la lunga estate che ogni anno fa cadere il nostro Paese in una specie di letargo organizzato e programmato.

Con l’inizio dell’estate e la fuga verso il mare o la montagna, all’estero o all’interno, tutto sembra rimandato a settembre. Come gli studenti che dovranno riparare con gli esami (che li hanno già sostenuti e sono anche ritornati sui banchi) anche tutte le altre attività sono destinate ad essere riprese in questo mese cruciale che apre le porte all’autunno, per poi entrare nell’inverno. Arriveremo quindi, quanto mai freneticamente, tra scioperi, manifestazioni, proteste, possibili ribaltoni e ribaltini sociali e politici, non senza rischi, ai giorni che preludono al Natale. Nel frattempo la natura cambierà totalmente la sua veste, i colori dell’estate svaniranno alle prime piogge ed i venti dell’autunno apriranno la strada a nuovi colori che porteranno nuovi umori. E, ognuno spera, anche pochi dolori.

Ma com’è che la natura decide di cambiare veste andando contro corrente? Perchè le foglie in questa stagione cambiano colore? Una domanda che non tutti si fanno in una stagione che trae il suo significato dal latino “autumnus”, participio medio-passivo di un presunto indoeuropeo “autere” “rinfrescare”. E in effetti il “rinfresco”, c’è e si sente. In inglese ci sono due parole per nominare questa stagione: “autumn” e “fall”. Quest’ultima descrive appunto ciò che accade alle foglie: “cadono” dopo d’essere diventate gialle, anzi hectic red”, malate come di quel colore “rossiccio” che prelude alla fine del corpo. Ma com’è che mentre tutto sembra andare come verso un inizio di nuovo anno, ogni cosa riprende il suo movimento dopo la pausa e le follie dell’estate, com’è che la natura decide di affrettarsi verso una sosta, un letargo, una ineluttabile fine? Com’è che le foglie diventano rosse e poi gialle? Quando sono verdi è perchè esse contengono molta clorofilla, una sostanza che serve ad attirare la luce. Venendo a mancare questa viene a mancare anche la luce e quindi si verifica l’invecchiamento. Le foglie diventano rossicce e gialle. La luce quindi regola la vita e la produzione di clorofilla. Diminuendo la quantità di luce, diminuisce anche la produzione di clorofilla.

L’aumento di concentrazione di zuccheri provocherà l’aumento di pigmenti di antocianina. Le foglie perderanno le carotenoidi e l’antocianina e, con altri pigmenti mancanti oltre ad altri composti chimici, il colore verde verrà ad alterarsi. Le tannine, ad esempio, sono responsabili del colore marrone delle foglie di alcune querce. Le variazioni di temperatura influenzano le reazioni chimiche, ma è la diminuzione di luce ad avere un ruolo decisivo nel processo. E’ nelle vivide giornate di sole autunnale che gli alberi mostrano tutto lo splendore dei loro colori poichè le antocianine hanno bisogno di luce. I giorni con meno luce porteranno a giorni con più colori. Un linguaggio duro questo che descrive la decadenza dell’autunno. Ma è il linguaggio della scienza. Ad esso si oppone, ma senza conflitti, quello del poeta:

Stagione di nebbie e di molle fecondità,
amica fidata del cuore e del maturante sole;
che cospiri con lui per caricare e benedire
di frutti le viti che intorno alle grondaie corrono;
per piegare sotto le mele i muscosi alberi della capanna,
e colmare tutti i frutti di maturità fino al torso,
per gonfiare la zucca, e arrotondare i gusci delle nocciuole
con un dolce nòcciolo; per dare vita ad altri
e ancora altri, più tardivi fiori per le api,
finché esse possano pensare che i giorni tiepidi non finiranno mai,
perché l Estate ha colmate fino all’orlo le loro ricche celle

“To Autumn” by John Keats

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