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Libri d'autunno

Questo spazio virtuale, come si sa ormai da quasi sette anni, non si occupa di libri in modo tradizionale ma trasversale alla patologia che è la Bibliomania. L’eventuale visitatore ha quindi la possibilità di leggere testi, recensioni, notizie, avvenimenti, scoperte, visitare luoghi, siti, conoscere persone, libri antichi e moderni, nuovi o vecchi, cartacei o elettronici così come colpiscono la mente di chi è nato lettore, si crede scrittore, è diventato bibliofilo, è finito bibliomane. Di tanto in tanto però questo bibliomane ama affacciarsi in libreria e parlare di nuovi libri. Ecco che cosa ha trovato sugli scaffali in queste prime settimane di autunno.


“Il signore degli inganni” di Zachary Mason (Ed. Garzanti, trad. di Laura Noulian, pp. 224, euro 15,60). È una giornata tersa sulle spiagge del Mar Ionio. Una piccola barca, che ha attraversato con difficoltà troppe tempeste, approda infine a riva. Ne sbarca un uomo con la pelle cotta dal sole. Dopo vent’anni, Odisseo è finalmente tornato a Itaca. Risale correndo il sentiero verso il suo palazzo. Ma quando entra, incredulo, si rende conto che sul trono, accanto a Penelope, siede un altro uomo. La donna non l’ha aspettato facendo e disfacendo instancabilmente la sua lunga tela, ma ha una nuova vita, un nuovo amore, e la felicità brilla nei suoi occhi. Odisseo, stordito, fugge. Questa non è la storia a cui la lettura di Omero ci ha abituato. Questa è la verità che nessuno ha mai raccontato, custodita per secoli in un papiro misterioso, riemerso dalle sabbie roventi del deserto egiziano. In cui non si narrano le gesta di un eroe, ma la storia di un uomo. Un Odisseo vulnerabile, che fugge dalla guerra di Troia, battaglia senza vinti né vincitori; un Odisseo perennemente inquieto che, dopo l’approdo a Itaca, percorre a ritroso il lungo viaggio del ritorno. Un Odisseo mai così fragile, insicuro, eppure proprio per questo mai così moderno ed eroico.

“Il passato non dimentica” di Elizabeth Speller (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Silvia Piraccini, pp. 480, euro 19,60). Sopravvissuto alla Grande Guerra, ma dolorosamente segnato dalla morte dell’adorata moglie e del figlio, Laurence Bertram non desidera altro che una vita da recluso. Una lettera inviatagli dalla sorella di un vecchio compagno di studi, però, lo strappa di colpo dal suo isolamento, costringendolo a riprendere contatto con il mondo e, peggio ancora, a confrontarsi di nuovo con le atrocità della Prima guerra mondiale. Perché il giovane capitano di fanteria John Emmett si è suicidato al rientro dal Fronte occidentale? Poco a poco Laurence si addentra nei meandri di un fitto mistero, portando alla luce il complicato intreccio che vede coinvolti un gruppo di poeti di guerra, una spietata faida interna a un reggimento e storie d’amore segrete. Nella cornice di una solida ricostruzione storica, l’autrice sviluppa una riflessione lucida e coraggiosa sulle devastazioni della guerra, sull’insondabilità dell’animo umano e sul peso della responsabilità.

“La sparizione” di Andrea Fazioli (Ed. Guanda, pp. 348, euro 18,00). Elia Contini ha fatto di tutto per tenersi il più possibile lontano dai guai. Ha smesso i panni del detective privato, si è rifugiato in mezzo alle montagne del Canton Ticino, si è scelto un lavoro che fosse il più possibile anonimo: giornalista per un insignificante giornale di provincia. Ma i suoi sogni di normalità sfumano nel momento stesso in cui fa la sua comparsa Natalia. Natalia ha diciassette anni, è sconvolta dall’improvvisa e tragica morte del padre, lascia Lugano con la madre in cerca di pace e quello che trova è un orrendo delitto. Un delitto di cui lei è l’unica testimone e che la sconvolge. Natalia smette di parlare, i suoi ricordi sono confusi, ha visto qualcosa ma non riesce a esprimersi. La morte stessa di suo padre potrebbe non essere stata un incidente. Di colpo niente è come sembra e la realtà prende la forma di un gioco di specchi. Che cosa ci faceva Natalia nel bosco? Da chi si sentiva minacciata? Sarà Elia Contini a indagare, in uno scenario popolato da personaggi spietati, ambigui e inquietanti.

“Il traditore di Versailles” di Arnaud Delalande (Ed. Nord, trad. di Claudia Lionetti, pp. 334, euro 18,60). Versailles, 1774. Pietro Viravolta ha abbandonato la Serenissima ed è entrato a far parte del Segreto del Re, un’organizzazione clandestina posta sotto il diretto comando di Luigi XVI. Per questo non è affatto sorpreso quando il duca di Aiguillon, ministro della corona, lo convoca affidandogli il compito di indagare sul brutale omicidio di una giovane donna. Quello che Viravolta ancora non sa è che non si tratta di un normale delitto, e che qualcuno sembra aver fatto il suo ritorno da un passato che sembrava essere ormai remoto. L’assassino ha lasciato accanto al corpo senza vita della ragazza un’elegante edizione delle opere di La Fontaine dedicata all’Orchidea Nera, il nome con cui Viravolta era conosciuto a Venezia, insieme a una pergamena sulla quale sono stati vergati col sangue dieci titoli di favole scritte da La Fontaine e una firma “il Favolista”. Il messaggio è chiaro: qualcuno sta per compiere una serie di omicidi ispirati alle favole di La Fontaine. Qualcuno che ha preso il nome del Favolista, un agitatore politico ucciso da Viravolta quattro anni prima.

“Uomini che odiano le donne” di Niels Arden Oplev (DVD con libro, Ed. Longanesi, 153′, euro 16,90). Tornano Mikael Blomqvist e Lisbeth Salander, nel film diretto da Niels Arden Oplev e tratto dal primo episodio della ormai celebre trilogia di Millennium. All’interno del cofanetto - oltre al DVD, ricco di contenuti speciali, e alle splendide foto di scena scattate sul set del film - troviamo “Il soldato politico”, un volume di 46 pagine che ci offre uno sguardo inedito sul Larsson uomo e giornalista e sulla sua profonda conoscenza dei movimenti politici di estrema destra sia svedesi che europei. I tre articoli qui pubblicati - finora inediti in Italia - spaziano dal terrore neofascista italiano, ai legami tra il British National Front e i NAR, fino a una rarissima intervista a Per Engdhal, leader storico dell’ultradestra svedese. Una testimonianza straordinaria e un nuovo affascinante sguardo sull’universo di Millennium e sui suoi protagonisti.

“Il sorriso lento” di Caterina Bonvicini (Ed. Garzanti, pp. 216, euro 17,60). L’amicizia è un dono che ti riempie la vita. Come quella che lega Lisa e Clara fin da quando erano ragazzine: dal momento in cui le loro anime si sono riconosciute, e si sono scelte, non hanno più potuto staccarsi. Anche dopo che hanno consumato le follie di una lunga adolescenza. Anche dopo che Lisa, bocca larga, sensuale, e quell’inconfondibile “sorriso lento”, si è sposata ed è diventata mamma. Intorno ci sono Daniele e Sandra, Veronica, e poi la “coppia di ferro” Marco e Diana, alle prese anche loro con tutti i tornanti della vita. Un’amicizia come questa, un gruppo come questo, sono una benedizione del destino. Ma cosa succede quando il destino decide di riprendere, nel modo più crudele, quello che ha regalato? Quando distrugge quello che ci siamo costruiti con pazienza e attenzione? Clara deve pesare sulla bilancia della propria vita le gioie più vere e le ferite più dolorose, le lacrime e il riso, la felicità e la tragedia. Ad aiutarla a capire quello che le sta succedendo sarà Ben, musicista egocentrico dalle molte amanti, che costringerà Clara a interrogarsi - per quanto è possibile - sul senso della propria perdita.

“Quando l’amore non finisce” di Charlotte Link (Ed. Corbaccio, trad. di Alessandra Petrelli, pp. 480, euro 19,60). Il cuore di questo nuovo romanzo di Charlotte Link è quello dell’Europa sconvolta dalla Guerra dei Trent’anni, è il cuore di Margaretha von Ragnitz, che attraversando quella stessa Europa darà vita al suo destino. È il 1619, Margaretha è una giovane aristocratica cresciuta nella cattolicissima Baviera. Per amore di Richard, un nobile protestante, fugge dal convento in cui studia per trasferirsi a Praga. Ma Richard cede alla convenienza politica, troppo codardo per sposare una cattolica, e Margaretha si trova sola, ripudiata dalla famiglia e abbandonata dall’amore. Sola in una capitale straniera, trova l’appoggio e l’aiuto di Maurice, un ufficiale che non ama ma che si convincerà a sposare. Fino al giorno in cui la consapevolezza di non aver mai conosciuto la vera passione si farà troppo forte, e Margaretha abbandonerà Praga, e il marito, per fare ritorno in Baviera, nello stesso convento da cui era fuggita ragazzina, per ritrovarvi inaspettatamente il senso del suo destino, della sua vita e del suo futuro.

“La figlia di Jane Eyre” di Elizabeth Newark (Ed. Tea, trad. di Daria Restani, pp. 240, euro 12,00). Vero e proprio seguito del celebre romanzo di Charlotte Brontë, “La figlia di Jane Eyre” riprende la narrazione lì dove Jane Eyre l’aveva interrotta. Jane e Rochester sono sposati da tempo, tanto che Janet, la loro figlia adolescente, sta per affrontare il suo ingresso ufficiale in società. In vista della partenza dei genitori per la Giamaica, la giovane viene affidata alla tutela del severo Colonnello Dent, e d’un tratto le cose iniziano a farsi più complicate. Sia Highcrest - la tenuta del Colonnello - sia Thornfield Hall sono teatro di misteriosi avvenimenti, che in qualche modo coinvolgono due antitetici protagonisti maschili: Roderick Landless, cinico e allo stesso tempo schivo, e Sir Hugo Calendar, intraprendente e affascinante. Qual è il vero ruolo dei due? Janet può fidarsi di loro? Di sicuro saprà essere forte e coraggiosa. In fondo è figlia di sua madre.

“La tenerezza al tempo dell’orrore” di Janusz L. Wisniewski (Ed. Salani, Raffaella Belletti, pp. 506, euro 19,00). Febbraio 1945: il mondo finisce a Dresda. Per giorni interi le forze alleate bombardano la città: una pioggia di fuoco inonda le strade, sbriciola i palazzi, spazza via in un soffio migliaia di vite umane. Dalle macerie emerge Anna Marta, ventiduenne bellissima e ormai orfana. Anna non è un soldato, ma ha un’arma con sé: la sua macchina fotografica. E con quella assale la città, scattando foto straordinarie che non sa nemmeno se potrà mai sviluppare. Dall’altra parte del mondo la notizia del bombardamento giunge alla redazione del “New York Times”, e il fotografo Stanley Bredford viene inviato in Germania a documentare le stragi. L’incontro casuale di Anna e Stanley sulla guglia di una cattedrale cambierà la vita di entrambi. Quando Anna gli consegnerà il suo rullino il legame tra loro diventerà indissolubile, e sarà pretesto per una riflessione sull’uomo e sulla sua natura, sulla storia del Ventesimo secolo e sull’amore. Un grande romanzo di guerra, dolcezza e destino, tra un’Europa devastata e la voglia di continuare a vivere, nonostante tutto.

“Nonsolodue” di Claudia de Lillo (Ed. Tea, pp. 306, euro 12,00). L’elasti-mamma è sempre più elastica, così mentre nell’elasti-casa sta per fare il suo ingresso trionfale un terzo hobbit lei continua a rimbalzare tra la redazione del giornale economico dove lavora e la magione incantata di Felicity Place. Nel frattempo Mister Incredible continua a volare a Londra tutte le settimane, alla ricerca del modello matematico giusto per abbattere il sistema capitalistico e far trionfare una volta per tutte l’economia marxista; l’hobbit più grande è cresciuto e ha sviluppato una devastante passione per - nell’ordine - “Il Signore degli Anelli” e le donne; e l’hobbit più piccolo si è fatto torvo e diffidente, occhi tondi e neri come tunnel che chiude soltanto per ballare da solo, davanti allo specchio. Loro sono senza dubbio l’elasti-famiglia più amata dai lettori, e questo è il diario delle loro nuove avventure: una lunga trasferta americana, tra centri commerciali, asili ispirati al modello emiliano e stranezze di ogni tipo; le corse in bicicletta dall’asilo all’ufficio e il sogno proibito del part-time; le partenze all’alba di Mister Wonder e le fidanzate dell’hobbit più grande; gli amici immaginari di quello piccolo, le gite pugliesi e le vacanze sudtirolesi.

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