
La scelta etica è la scelta della continuità, del significato, della presenza riconoscibile del bene e del male; la scelta estetica costringe alla discontinuità, ad una vita senza significato perchè incapace di organizzarsi in valori assoluti. Il salto qualitativo, per così dire, da dove deriverà la necessità eroica dello scegliere, sarà la disperazione attiva, che nasce dalla constastata assoluta esigenza di valori eterni, nei quali la effimera presenza dell’uomo acquista un senso definitivo. L’esteta difende la sua estrema precarietà sottraendosi, prima che alla scelta, a questa illuminante disperazione. La filosofia conosce pochi libri più felici, ed anche ilari, di questo. Scritto con estro dialettico non meno affascinante del fervore morale, impetuoso e severo, quanto intimamente affettuoso e cordiale. (Soren Kierkegard: Aut Aut)

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