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Sud orgoglioso e sordido

Alla fine del mese di agosto scorso ho appena finito di leggere questo romanzo nella grande calura estiva, nella quale la vita fermenta di un oscuro amore per la propria decomposizione ed espiazione. "Luce d'Agosto" è un romanzo che William Faulkner pubblicò nel 1932, tre anni dopo "Santuario". Una storia quanto mai avviluppata e faticosa.


Piuttosto direi un intrico di storie, o una allusione a possibili altre narrazioni. Le une e le altre sostanzialmente inconcluse, tragiche e quanto mai aperte ad ulteriori tragedie. “Luce d’Agosto” è una tipica storia del sud, (quello americano, ma anche di altrove) un sud orgoglioso, solenne e sordido che in qualche modo riassume la condizione dell’uomo: creatura dannata a cui è affidata la solitaria dignità della pazienza. Sanguinoso e simbolico, colmo di disperazione e di amore frustrato, questo libro esemplifica la qualità più sconcertante ed autentica dello scrittore americano William Faulkner: la sua assurdità. La bontà è inefficiente e chiama violenza. In ogni caso, la conclusione è un qualche gesto brutale e necessario. Davvero non so dire come sia potuto arrivare a leggerlo tutto fino alla fine. Io che non amo molto i romanzi. Vuol dire, forse, che vale la pena leggerlo. Ma leggetelo in inverno, non d’estate, in agosto, come ho fatto io…

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