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Halloween contro Guy Fawkes

La leggenda di Halloween narra che nella notte dell’ultimo giorno di ottobre le streghe e gli spiriti del male vagano per la terra in piena libertà. Vanno in cerca di un luogo adatto dove rifugiarsi, considerato che il giorno successivo si festeggeranno tutti i Santi dai quali devono fuggire. Nei tempi antichi, è comprensibile, abbondavano le superstizioni per questa data. Non ce ne sono molte al giorno d’oggi anche se, nella mente della gente, in molte parti anche del nostro Paese, alcune superstizioni continuano a vivere sotto diverse spoglie.

Il poeta scozzese Robert Burns due secoli fa scrisse un poema intitolato “Tam o’Shanter” in cui parla di spiriti, fantasmi e folletti in libertà durante questa notte. E’ un poema abbastanza lungo e difficile da comprendere perchè scritto in una mescolanza di inglese e scozzese. Racconta la storia in forma poetica di un uomo che dopo di essere stato troppo a bere in un pub ha delle visioni quando ritorna a casa. Venne pubblicato nel 1791. La poesia fa parte quindi della tradizione culturale inglese, o meglio scozzese. Con essa si confonde insieme a quell’altra realtà culturale irlandese che ha origini celtiche. In questo crogiuolo nasce, cresce e si diffonde la tradizione di Halloween. Diventa molto popolare specialmente con i bambini i quali vedono in essa un’occasione di giocare assumendo ruoli e scegliendo travestimenti prendendo parte a giochi, feste ed incontri di vario genere. I colori prescelti sono prevalentemente il nero e l’arancione per arredare i luoghi che vengono animati con figure di streghe volanti, gatti neri, zucche intagliate ed illuminate e maschere di vario genere. Dai bambini agli adulti il passo è breve.

La celebrazione di Halloween nel corso degli anni si è venuta a scontrare con un’altra festa del genere, con una storia tutta diversa risalente ad un fatto storico realmente accaduto qualche secolo prima. Mi riferisco a quella di Guy Fawkes che fu un evento il quale ostacolò l’accadimento di un altro evento ancora più grosso di quello che si verificò. Cosa accadde allora a Londra la notte del 5 novembre dell’anno 1605? Ci fu il tentativo di far saltare il Palazzo del Parlamento in piena seduta, con tutto il Re. I terroristi, pardon!, i cospiratori vennero scoperti, torturati, impiccati e squartati. Il capo dei cospiratori aveva il nome di Guy Fawkes, un militare inglese di professione. Guy era membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che tentarono di assassinare con un’esplosione il re Giacomo I d’Inghilterra e tutti i membri del Parlamento inglese mentre erano riuniti nella Camera dei Lord per l’apertura delle sessioni parlamentari dell’anno 1605. Il “Guy” viene così ricordato per la sua figura sinistra di attentatore delle istituzioni. E’ diventata la figura classica di fantoccio da bruciare ogni anno in questa data. Sul ricordo della sua azione si scaricano da sempre le ire, il disprezzo ed il dileggio degli inglesi ai quali sin da piccoli viene insegnata una “nursery rhyme” che ricorda il suo attentato. Non a caso, in lingua inglese il termine “guy” sta per “figura losca e sospetta”. Tanto losca e sospetta da meritarsi le fiamme in pubblico, le danze, gli schiamazzi e tutta una serie di eventi d’occasione tra i quali la raccolta di soldi per comprare i fuochi d’artifizio che non possono mancare in un rito di questo tipo. “Remember, remember the fifth of November.

“Gunpowder, treason and plot. I see no reason why gunpowder, treason should ever be forgot…” I ragazzi vanno in giro quella sera per tutti i villaggi della vecchia Inghilterra recitando e cantando questi versi. Mentre altri compagni bussano alle porte chiedendo “a penny for the Guy”, un soldo per comprare i botti e i fuochi.
Numerose sono le canzoncine dedicate all’occasione. Oggi, a distanza di tanto tempo, rimane l’aspetto folcloristico dell’evento. Si dimentica che il fatto fu un vero e proprio attentato politico. I cospiratori avevano tentato di eliminare il re Giacomo sostituendolo con sua figlia Elisabetta di nove anni. Speravano così di fare dell’Inghilterra un paese cattolico. Un complotto cattolico, quindi. Per questa ragione fino a qualche tempo fa, per tutto il 17° secolo, nella vecchia e domocratica Inghilterra si soleva bruciare in effige non solo l’immagine del Guy ma anche quella del Papa. Una usanza questa che per fortuna è scomparsa.

Per molti inglesi la giornata del ricordo di Guy Fawkes, come quella della battaglia di Trafalgar, è un’occasione di sano, patriottistico protestantesimo per riaffermare il senso di una identità collettiva che ancora oggi sopravvive in gran parte del popolo. Non è un caso che in occasione del 5 novembre i non pochi cattolici inglesi si sentano a disagio e vedono queste celebrazioni come manifestazioni di intolleranza e bigottismo. La celebrazione nazionalistica e democratica del 5 novembre è andata così lentamente e confluire in quella di populistica e pagana di Halloween che ha luogo come si sa il 31 ma che ha origini diverse. Come tutte le cose di natura americana Halloween ha assunto una piega squisitamente commerciale e consumistica. Si sa bene che quando il danaro conquista la vita degli uomini e assume un ruolo dominante anche la storia e la tradizione sono facili ad essere tradite in nome di un falso modernismo.

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