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Un "tomo" bomba per Silvio Berlusconi

La domanda è la seguente: si può “scavare” un voluminoso tomo scritto in greco, riempirlo di polvere pirica e spedirlo per pacco postale nella speranza che chi lo riceve nell’aprirlo salti in aria? Si può e lo si fa, visto e considerato che questa è una tecnica non nuova, già usata in passato a quanto si sa anche nei riguardi di altri personaggi politici.

A dire il vero questa spedizione non sembra essere la sola in giro per il mondo. Sono molti infatti i pacchi di questo tipo che in questi giorni vengono spediti sempre dallo stesso punto di partenza: la Grecia. Questo bibliomane ha deciso oggi, leggendo questa notizia dell’intercettazione di un pacco bomba indirizzato al premier Silvio Berlusconi, di cimentarsi a scrivere un post “leggero” prendendo spunto da questo episodio e dal “tomo” di cui si parla nella notizia. Un “tomo”, lo sappiamo tutti, è “ciascuna delle parti in cui si divide ogni volume di un’opera scritta”. Avete bene in mente quei grossi volumi rilegati in pelle, spesso rossiccia o marrone, con grosse lettere incise sul dorso, bellamente allineati sugli scaffali delle bilblioteche pubbliche e private che fanno mostra di sè e che presentano i pensieri di tanti illuminati che hanno lasciato le loro idee su quelle pagine ingiallite dal tempo e ricoperte di polvere? Collezioni di volumi che sono una gioia per chi li possiede, li apre e li legge. Opere in più tomi, perchè articolano sistemi, esaminano correnti culturali, viaggiano nel tempo e nello spazio di chi ha conosciuto le muse in tutte le loro varie manifestazioni.

Al giorno d’oggi, letture su “tomi” del genere diventano sempre più rare. Infatti leggere libri di questo tipo ha il sapore di un’operazione archeologica più che di lettura. E poi, vuoi mettere i problemi a cui si deve sobbarcare un povero lettore moderno. Una volta individuata la presenza dell’opera che vuole compulsare, (che si presenta spesso in più “tomi”, appunto) l’interessato deve raggiungere la biblioteca pubblica o privata, deve recuperare l’opera, la deve sfogliare e compulsarla. Una faticaccia. Al giorno d’oggi può invece facilmente godere dei servigi che offre la moderna tecnologia digitale. Potrà comodamente sfogliare i fogli sullo schermo del suo computer. Le pagine da consultare sono state opportunamente scannerizzate e sono chiaramente gestibili dalla propria scrivania. Quei polverosi, irraggiungibili tomi sono a portata di mano di tutti. Come poteva esserlo quel pacco spedito tramite corriere, quel tomo “scavato” in quel mare di lettere greche, (chissà se antiche o moderne), diventate improvvisamente possibili micidiali proiettili-caratteri in grado di far saltare le cervella a chiunque. L’agenzia che ha trasmesso la notizia dice che l’idea di questi “tomi” bomba è venuta ad alcuni gruppi di anarco-insurrezionalisti che hanno intenzione di attentare a diverse istituzioni e cancellerie europee. I tempi cambiano e con essi anche l’invito a leggere. “O tempora, o tomi! …”

Pacco bomba anche per Berlusconi

Mercoledí 03.11.2010 09:30

Un pacco incendiario destinato a Silvio Berlusconi - Palazzo Chigi. Veniva dalla Grecia ed è stato intercettato all’aeroporto di Bologna dove è stato aperto dagli artificieri: dall’involucro è scaturita una notevole fiammata. Nessuno si è fatto male. L’artificiere che lo manipolava aveva preso le dovute precauzioni.

Il pacco, come altri che stanno circolando in questi giorni in Europa, veniva da Atene ed era destinato a Parigi. Nella capitale francese, infatti, sarebbe stato smistato per la sua destinazione finale: Roma, palazzo Chigi, appunto. Ma ormai, dopo gli episodi dei giorni scorsi e il fondato sospetto che un gruppo terrorista greco (si pensa agli anarco insurrezionalisti) si sta dedicando a mandare in giro piccoli ordigni destinati a cancellerie e autorità europee, l’attenzione sulla posta è al massimo livello. Così, i controlli a distanza sugli elenchi dei plichi in partenza dalla Grecia hanno portato a scoprire che su un cargo proveniente da Atene e diretto a Parigi c’era un pacchetto destinato al capo del governo italiano.

L’aereo è stato fatto atterrare con urgenza all’aeroporto di Bologna dove è iniziata la febbrile ricerca. Alla fine, il pacchetto è saltato fuori e, quando un artificiere ha cercato di aprirlo, ecco la fiammata. Un’analisi più approfondita, l’ordigno è risultato essere stato costruito scavando un voluminoso tomo scritto in greco e riempendolo di polvere pirica. Due piccole batterie hanno fornito l’innesco all’apertura. Gli esperti dicono che la tecnica è la stessa di altri pacchi incendiari come quello che arrivò a casa Prodi nel dicembre del 2003, una tecnica che porterebbe all’internazionale anarchica.

.Affari Italiani

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