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Il naufragio di Natale

Una montagna di libri da leggere per Natale. Come sempre, ogni giorno, specialmente in questi giorni, i libri inondano le librerie, le riviste, la tv, la radio, i giornali, insomma compaiono dappertutto. Cartacei o digitali, italiani o stranieri, per giovani o adulti, di fantasia o di evasione, per studio o per diletto, i libri restano i migliori amici di sempre. Una volta i libri si conservavano, per diventare librerie e biblioteche. Oggi che sono diventati digitali, fatti di “bits & bytes”, evaporano come i pensieri di chi li scrive e li legge. Nessuno ha più voglia di conservarli, non c’è più tempo per leggerli e nemmeno per studiarli. Ma è bene che se ne parli, che la gente li veda, li compri e li regali. Eccone alcuni scelti a caso da questo bibliomane “al quale è bello naufragar in questo mare”.

* Ritratto di gruppo con assenza * di Luis Sepúlveda (Ed. Guanda, trad. di Ilide Carmignani, pp. 158, euro 16,00). Nel 1991, dopo quattordici anni di esilio, Luis Sepúlveda ritorna nel Cile liberato dal regime di Pinochet, sulle tracce dei volti sorridenti di alcuni ragazzini immortalati in una fotografia. È determinato a trovarli, a raccontare le loro storie e i loro destini, che altro non sono se non la storia e il destino del suo Paese finalmente libero dalla dittatura e posto di fronte a un bivio. Inizia così un intreccio di racconti e di vicende lontane tra loro nel tempo e nello spazio: valorosi combattenti, bambini abbandonati e senza futuro, la voce di Radio Mosca che offre calore e conforto alla resistenza cilena, la Miss colombiana morta durante un intervento di chirurgia plastica, l’ironia tagliente verso i cliché dell’intelligencija, fino all’incontro fondamentale, il più importante, quello che segnerà per sempre la vita del Sepulveda uomo e scrittore. È l’incontro con un vecchio che vive da solo in una minuscola capanna perduta nel cuore della foresta amazzonica, e che inganna il tempo leggendo romanzi d’amore.

* La paziente delle quattro * di Noam Shpancer (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Guido Calza, pp. 252, euro 16,80). Protagonista di questo romanzo è uno psicologo, che si divide tra gli appuntamenti con pazienti affetti da disturbi d’ansia, le lezioni all’università e una complicata situazione sentimentale. Di colpo, questa routine è scossa da una nuova paziente, una spogliarellista che non riesce più a esibirsi in pubblico, e che gli chiede di essere ricevuta alle quattro di pomeriggio. Poco a poco, mentre la terapia procede e la giovane rivela i propri segreti e sofferenze, per la prima volta lo psicologo vede incrinarsi il guscio del proprio distacco e si sente suo malgrado sempre più coinvolto. E così, in un pericoloso assottigliamento dei confini tra vita personale e professionale, il protagonista si ritrova a doversi confrontare con la propria fragilità e i nodi irrisolti della sua esistenza. Al suo esordio narrativo, lo psicologo Noam Shpancer mostra il dietro le quinte di uno dei luoghi sacri dei nostri tempi, il teatro della psicoterapia, rompendo per certi versi un tabù e conducendo il lettore nel vivo delle sedute “segrete” con i pazienti.

* Come sabbia è il mio amore * di Kyoichi Katayama (Ed. Salani, trad. di Lidia Origlia, pp. 252, euro 13,50). Che cosa accade quando due solitudini si incontrano? Quanto di noi stessi siamo pronti a sacrificare per la persona amata? Un viaggio nelle profondità di un grande amore. Sono giovani, sono sposati da cinque anni, sono affiatati; amano le passeggiate notturne e trascorrono tutto il tempo libero insieme, loro due soli. Lei è incinta, ma quel bambino non sarà mai loro figlio. Quando nascerà, tornerà alla madre e al padre genetici. È vietato dalla legge, ma lei ha scelto di farlo per amore di sua sorella, che sarà la madre del bambino. Tutto è organizzato nei minimi dettagli. Eppure a un certo punto qualcosa cambia, l’equilibrio s’incrina, quel mondo perfetto sembra crollare. In casa si odono passi misteriosi, fuori compaiono personaggi indecifrabili, inquietanti. E l’amore inizia a camminare in equilibrio sul filo della follia. E le mura della loro casa non basteranno più a ripararli dalle minacce che incombono al di fuori di tutte le “piccole” esistenze.

* Il club degli incorreggibili ottimisti * di Jean-Michel Guenassia (Ed. Salani, trad. di Francesco Bruno, pp. 702, euro 18,60). Parigi, 1959. Sono anni vertiginosi: la Seconda guerra mondiale è finita da troppo poco tempo per essere Storia, mentre la guerra d’Algeria segna le vite dei francesi d’oltremare. Michel Marini, undici anni, figlio di immigrati italiani, esce dall’infanzia e si affaccia a un’adolescenza inquieta e piena di emozioni. Vagabonda per il quartiere, si ritrova con gli amici a giocare a calcio balilla e un giorno entra in un bistrò, il Balto. È attratto da una stanza sul retro dove si ritrova un gruppo di uomini, che parlano un francese a volte approssimativo e portano dentro di sé storie e passioni sconosciute. Sono profughi dei Paesi dell’Est, uomini traditi dalla Storia, ma visionari che ancora credono nel comunismo. Incorreggibili ottimisti. Frequentare il Balto vuol dire scoprire il mondo. Michel cresce con Igor, Leonid, Imré, Pavel, Tibor, Sasha; impara a conoscere l’amicizia, l’amore, la complessità degli ideali. Nel retro di un bistrò si litiga, si beve, si gioca a scacchi, si raccontano barzellette su Stalin, si offre se stessi e le proprie storie, storie terribili di esilio che si intrecciano sullo sfondo di un decennio epocale, tra filosofia e rock’n'roll, Sartre e Kessel, la conquista dello spazio e l’inizio della Guerra fredda.

* La ragazza che rubava le stelle * di Brunonia Barry (Ed. Garzanti, trad. di Alba Mantovani, pp. 396, euro 18,60). È notte e il silenzio avvolge la baia di Salem. Zee Finch è ferma sul molo e fissa il mare. Le stelle brillano nel cielo senza luna e si riflettono sulle acque dell’oceano disegnando un sentiero luminoso. Una volta Zee conosceva bene quel sentiero. Aveva tredici anni e passava le notti in mare aperto a guidare barche rubate, ma trovava sempre la strada di casa grazie alle stelle. Eppure, un giorno, aveva perso quella rotta, e aveva giurato a se stessa di non percorrerla più. Perché quel giorno sua madre si era suicidata, all’improvviso. Zee era fuggita da tutto e da tutti, dedicandosi agli studi in psicologia. Sono passati quindici anni da allora. Ma adesso è venuto il momento di ripercorrere quella rotta perduta. Il suicidio di Lilly Braedon, una delle pazienti più difficili di Zee che ora fa la psicoterapeuta, la costringe a fare ritorno. Le analogie fra il caso della donna e quello della madre sono troppe. Zee è sconvolta, ma non ha altra scelta: l’unico modo per fare luce sulla morte di Lilly è capire la verità sul suo passato irrisolto. Un passato pieno di menzogne e segreti che molti, nella chiusa comunità di Salem, hanno cercato di rimuovere.

* Anatomia di un istante * di Javier Cercas (Ed. Guanda, trad. di Pino Cacucci, pp.462, euro 18,50). Sostiene Javier Cercas che non è possibile “cogliere il presente senza comprendere il passato”, proprio perché il passato è una “dimensione necessaria del presente”. Allora Cercas cristallizza il tempo, lo condensa nell’istante esatto del tentato golpe del colonnello Antonio Tejero, il 23 febbraio del 1981, per poi espanderlo in trent’anni di storia spagnola. Ed è in questo istante sospeso che è possibile leggere il valore degli uomini. Quelli che fuggono, quelli che si nascondono, quelli che cercano riparo sotto i banchi del parlamento. E quelli che, pure diversissimi, restano al loro posto, fronteggiando il golpe e la Storia stessa.

* La mia lotta. Vol. I * di Karl Ove Knausgaard (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Lisa Raspanti, pp. 496, euro 18,60). Raccontare la vita, con le sue banalità, i suoi drammi, le tragedie, le gioie, le delusioni e i tradimenti, esperienze in cui, più o meno, chiunque di noi può ritrovarsi: un’impresa per molti folle, scomoda, forse persino inutile, ma che nelle mani di Karl Ove Knausgard acquista un senso e un fascino particolari. Varcata la soglia dei quarant’anni, infatti, l’autore norvegese impugna la penna e realizza un’opera imponente, affrontando con franchezza disarmante i nodi principali della propria vita, di uomo e di artista. Un percorso che, quasi naturalmente, prende avvio dall’infanzia, da quel rapporto sofferto con la figura del padre, così distante, così insondabile, che diventa l’oggetto principale della riflessione di questo primo volume. Una narrazione appassionata ed emozionante, che sorprende per le osservazioni profonde e originali. Un flusso di parole inarrestabile, che sgorga naturale, senza forzature, dall’autore, catturando il lettore nel suo potente vortice.

* La psichiatra * di Wulf Dorn (Ed. Corbaccio, trad. di Alessandra Petrelli, pp. 400, euro 18,60). Il caso di una paziente maltrattata e impaurita diventa l’incubo della psichiatra Ellen Roth. La donna ha il terrore di essere rapita dall’Uomo Nero. Lo bisbiglia a Ellen ma poi sparisce dall’ospedale senza lasciare traccia. Nessuno l’ha vista, nessuno ha avuto modo nemmeno di registrarne il nome. Ellen vuole trovarla a tutti i costi, ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire salvando la paziente e se stessa. Chi è veramente l’Uomo Nero e come fa a sapere tante cose sul passato di Ellen? Che cosa è successo alla donna scomparsa? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e terrore. Eppure è sicura che alla fine tutti i nodi verranno al pettine.

* L’esecutore * di Lars Kepler (Ed. Longanesi, trad. di A. Bassini, M. Corbetta e B. Fagnoni, pp. 574, euro 18,60). Joona Linna è finlandese, ma vive a Stoccolma ormai da anni, e di quella città conosce ogni angolo. Joona Linna è stato in ogni vicolo, in ogni piazza, in ogni viale, ma non è mai stato in un certo appartamento elegante e lussuoso, da cui proviene una musica struggente e rarefatta, e non ha mai visto il salottino dell’appartamento: spoglio in modo inquietante, nudo, vuoto. Vuoto, se si esclude il corpo. Il corpo fluttua nell’aria, è sospeso a pochi centimetri da terra e sembra ondeggiare: come se danzasse al suono del violino che si confonde con il ronzare indolente delle mosche. Il collega che ha chiamato Joona sulla scena del crimine aveva ragione: c’è qualcosa di inspiegabile. Ma dopo anni spesi a lavorare come ispettore della squadra omicidi di Stoccolma, Joona Linna sa che le apparenze non sono che il velo dietro cui si nascondono i crimini, e che l’unico vero movente di ogni crimine sono i desideri. Quello che Joona ancora non sa è che anche i desideri più intensi possono realizzarsi, e che la paura può trasformare ogni sogno, per quanto meraviglioso, in un orribile incubo.

* Limit * di Frank Schätzing (Ed. Nord, trad. di Romina Tappa e Rosa C. Stoppani, pp. 1370, euro 23,50). Vic Thorn ha pochi secondi di vita. È stato colpito da un braccio meccanico mentre riparava lo Shuttle che doveva portarlo sulla Luna, e mentre galleggia nello spazio in attesa della morte capisce che il suo segreto scomparirà assieme a lui. Julian Orley è un uomo che realizza sogni. È il proprietario dell’OSS, la stazione orbitante collegata alla Terra da un ascensore spaziale. È suo anche il Gaia Hotel, il primo albergo costruito sulla Luna. Ma il turismo spaziale non è il vero obiettivo: il progetto più ambizioso di Orley è estrarre e trasportare sulla Terra l’elio-3, una fonte di energia pulita e illimitata che si ricava dalla polvere lunare. Un progetto visionario che potrebbe mutare per sempre gli equilibri di potere sul nostro pianeta. Un progetto che, per qualcuno, deve fallire. Chén Hóngbing non ha notizie di sua figlia Yoyo da due giorni. Yoyo è una dissidente, così Chén decide di rivolgersi al detective Owen Jericho, chiedendogli di indagare con la massima discrezione. Ma quella che sembrava essere una semplice scomparsa si rivela l’inizio di una fitta trama che dall’Estremo Oriente si diffonde fino agli Stati Uniti, all’Europa, al cuore segreto dell’Africa. Una trama che minaccia non soltanto il futuro della Terra, ma anche quello della Luna.

* Cicatrici * di Gianluca Morozzi (Ed. Guanda, pp. 232, euro 16,00). Gianluca Morozzi torna a tessere un intreccio fittissimo e intricato, la cui materia prima è il nostro tempo, con i suoi orrori e l’assurdo che quotidianamente sprigiona, e in cui il noir non è che una forma espressiva, il mezzo scelto come più adeguato per colpire - e colpirci - dritti al cuore. Nemo Quegg è un grigio tipografo che vive in una anonima città del nord Italia. Un uomo qualunque, banale fino all’anonimato, che un giorno compie un tremendo delitto: uccide uno sconosciuto con un coltello da cucina, davanti a una folla di testimoni, e poi attende tranquillo l’arrivo della polizia. Che cosa ha spinto Nemo Quegg a quello che sembra essere un raptus di follia? Che cosa c’entra in tutto questo un padre che, senza motivo, stermina la propria famiglia lasciando fuggire soltanto la figlia minore? Perché Nemo Quegg racconta alla psicologa incaricata della perizia la storia di una ragazza che compariva su un autobus notturno sempre alla stessa ora, di una nave in bottiglia e di un medico dallo sguardo gelido? La surrealtà prende il sopravvento sull’assurdo, la trama dell’intreccio si stringe fino a soffocare e la folgorante verità - se di verità si tratta - verrà svelata solamente un minuto prima della fine.

* Il ragazzo con gli occhi blu * di Joanne Harris (Ed. Garzanti, trad. di Laura Grandi, pp. 460, euro 18,60). Blu non è più un bambino cattivo. Ora è un uomo di quarant’anni. Vive ancora con la madre in un paese dello Yorkshire dove conduce una vita apparentemente normale. Un’esistenza ordinaria, molto diversa da quella che l’uomo conduce nel mondo virtuale. Sul web Blu ha fondato un blog dedicato a tutte le persone cattive in cui dà sfogo ai suoi desideri più nascosti, confessa pulsioni omicide, racconta la sua infanzia. Pensieri oscuri si agitano nella sua mente di bambino. Un bambino incompreso, dotato di una sensibilità straordinaria, e ossessionato da una terribile fantasia, quella di uccidere sua madre. Ma cosa è vero e cosa non lo è? Qual è il confine tra realtà e mondo virtuale? Forse l’inquietante amica Albertine lo sa. O forse no. Una cosa è certa: Blu non è quello che sembra. Di lui Albertine dice: loquace, affascinante, manipolatore. Ma allora chi è veramente? Non resta che scavare nel vero passato di Blu, un passato oscuro, un passato di rivalità e menzogne, segnato dalla presenza di Emily, bambina prodigio dotata di un dono unico e misterioso, quello di ascoltare i colori della musica.

* Apocalisse Z * di Manel Loureiro (Ed. Nord, trad. di Claudia Marinelli, pp. 416, euro 16,60). Ha trent’anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. Come tutti, apprende la notizia dalla televisione: in una piccola repubblica del Caucaso, un gruppo di guerriglieri ha preso d’assalto una base militare russa. Un “normale” atto terroristico in una delle zone più turbolente e instabili del pianeta? Così sembra. Ben presto, però, s’insinua il sospetto che sia successo qualcosa di più grave. Qualcosa che non può essere controllato. Un’esplosione atomica? Un virus? Poi, tra lo sconcerto generale, la Russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e, nel giro di pochi giorni, tutti i Paesi dell’Unione Europea fanno lo stesso. Intere città vengono isolate e messe in quarantena. Entra in vigore la legge marziale. Ma è tutto inutile. Ormai niente è più come prima. Non c’è elettricità, manca l’acqua potabile, la benzina è finita, gli scaffali dei negozi sono vuoti. Nessun uomo gira per le strade. Perché chi lo fa non è più un uomo. È diventato uno zombie. Ha trent’anni. È un avvocato. Vive in una piccola città della Galizia, in Spagna. E forse è l’unico sopravvissuto all’Apocalisse Z.

* Medusa * di Clive Cussler e Paul Kemprecos (Ed. Longanesi, trad. di Seba Pezzani, pp. 458, euro 19,60). Il destino del mondo è legato a doppio filo a quello della giovane e bellissima dottoressa Song Lee. Song, esperta virologa, ha pagato a caro prezzo il suo desiderio di verità e trasparenza durante l’epidemia di Sars, ed è stata allontanata dal governo di Pechino, costretta a lavorare come semplice medico generico in una delle più remote province della Repubblica Popolare. Ma una minaccia decisamente più grave della Sars incombe, e la richiama al centro della scena: un virus ancora più temibile, che sta minacciando il mondo e contro il quale gli scienziati di Cina e Stati Uniti sembrano essere inermi. Condotta in Florida, la dottoressa Lee si mette alla ricerca di un vaccino, nel tentativo di evitare una pandemia. E una speranza - come testimoniano anche alcune leggende - sembra poter venire proprio dal mare, e dai suoi abitanti più antichi e misteriosi: le meduse. Le operazioni si spostano così in un laboratorio segretissimo, nascosto nelle profondità dell’oceano Pacifico. Un laboratorio che però scompare misteriosamente nel nulla, assieme a tutti i ricercatori che ci lavorano. Toccherà a Kurt Austin e ai suoi amici della NUMA trovarli, trarli in salvo e impedire la catastrofe. Ma per farlo dovranno lottare contro un nemico dalle molte facce, pericoloso in modo letale e quasi impossibile da scovare.

* Z la città perduta * di David Grann (Ed. Corbaccio, trad. di Paolo Brovelli, pp. 392, euro 19,90). Percy Harrison Fawcett è la versione british di Indiana Jones: altrettanto spericolato ma baffuto e con l’elmetto. All’inizio del Novecento, questa ex spia per conto del governo di Sua Maestà si trasforma in un eccezionale esploratore e compie una serie di incredibili spedizioni nel cuore dell’Amazzonia, ossessionato dalla ricerca dei resti di una civiltà sconosciuta, per secoli identificata con il mitico El Dorado. Si imbatte in tribù armate di frecce avvelenate, combatte contro coccodrilli, giaguari, piraña, anaconda e insetti mortali. Nel 1925, durante l’ultima missione, scompare. Letteralmente. Nessuno saprà cosa ne è stato di lui. Molte spedizioni si sono susseguite, invano, alla ricerca dei suoi resti. Nessuna però è stata raccontata (e vissuta) come questa di David Grann, giornalista pantofolaio, che decide di partire per l’Amazzonia per ripercorrere le tracce dell’ultimo, grande, esploratore vittoriano.

* Scheggia * di Roberto Parodi (Ed. Tea, pp. 330, euro 12,00). Scheggia, Accio e Ragno, si ritrovano al funerale di un loro caro amico, Fedro, morto in Africa, da solo, in moto, in seguito a uno strano incidente. La moto, e nello specifico la Harley Davidson, era quello che aveva cementato l’amicizia del quartetto, in tanti anni di viaggi, prima che ognuno prendesse strade diverse, e meno spensierate. Ma lì, davanti alla bara di Fedro, nasce l’idea di partire di nuovo, insieme e senza esitazioni, lasciandosi tutto alle spalle per portare le ceneri dell’amico nel luogo che amava di più, nel cuore del Sahara algerino. Ne nasce un viaggio eccezionale, fitto di ricordi, di storie, di incontri e scontri, di amori, di avventure e disavventure. Un viaggio che cambierà i tre amici e in fondo al quale la moto, l’Harley, così inadatta ad attraversare il deserto, diventa simbolo di una libertà riconquistata e del desiderio di sognare ancora, anche quando sembra irragionevole.

* Se la casa è vuota * di Isabella Bossi Fedrigotti (Ed. Longanesi, pp. 142, euro 15,00). Isabella Bossi Fedrigotti indaga a fondo e con attenta compassione i legami familiari, svelando le tensioni e i veleni ipocritamente nascosti in molti inferni domestici. Quelle raccontate in questo libro sono storie di figli dimenticati e lasciati soli da genitori fragili, frustrati o semplicemente egoisti: Lorenzo, con i suoi “non voglio” gridati e le sue instancabili domande, che, sconfitto e domato, finisce con lo spegnere la sua energia e la sua curiosità diventando un adolescente silenzioso, assente e indifferente; Annalisa, intoccabile e irraggiungibile, innamorata del suo corpo senza carne; Paolina, bambina soave che finisce a vivere per strada, infagottata, sporca e arrabbiata; Pietro, che scappa continuamente di casa per sottrarsi alla triste giostra della famiglia allargata; Francesco e la sua trascinante vitalità prosciugata da videogiochi e film porno.

* Un tango a Manhattan * di Michaela Schwarz (Ed. Tea, trad. di Alessandra Petrelli, pp. 134, euro 10,00). Quel viaggio a New York doveva essere soltanto l’occasione per un corso di aggiornamento per giovani medici, e invece si era rivelato l’avventura di una vita. Mentre Mara e Robert si tenevano per mano, a occhi chiusi, cercando di sentire il calore del grande albero di Natale sotto il Rockfeller Center, la musica era partita. Al suono del violino, Robert aveva spalancato gli occhi, sorpreso. “È un tango”, gli aveva sussurrato Mara. “Sai ballare il tango?”. Tutto era cominciato così. Il giorno dopo Mara e Robert rientrano a casa, dai rispettivi partner. Nessuno dei due ha il coraggio di cambiare vita, ma il sogno di quel tango, la magia di quella notte continua a inseguirli. E lo farà per trent’anni. Per tutto quel tempo si incontreranno lo stesso giorno, il 20 dicembre, per ballare insieme un tango, per passare una notte d’amore, per celebrare quel legame unico. Ma oggi qualcosa è cambiato. Robert non vuole più rinunciare a Mara ed è disposto a qualsiasi cosa pur di vivere per sempre accanto a lei. Il destino però sembra non essere d’accordo. Per la prima volta Mara non si presenta all’appuntamento. Sulle note appassionate di un tango argentino, una storia d’amore che è la celebrazione di un sogno inseguito, desiderato, voluto a ogni costo.

* Il sorriso lento * di Caterina Bonvicini (Ed. Garzanti, pp. 216, euro 17,60). L’amicizia è un dono che ti riempie la vita. Come quella che lega Lisa e Clara fin da quando erano ragazzine: dal momento in cui le loro anime si sono riconosciute, e si sono scelte, non hanno più potuto staccarsi. Anche dopo che hanno consumato le follie di una lunga adolescenza. Anche dopo che Lisa, bocca larga, sensuale, e quell’inconfondibile “sorriso lento”, si è sposata ed è diventata mamma. Intorno ci sono Daniele e Sandra, Veronica, e poi la “coppia di ferro” Marco e Diana, alle prese anche loro con tutti i tornanti della vita. Un’amicizia come questa, un gruppo come questo, sono una benedizione del destino. Ma cosa succede quando il destino decide di riprendere, nel modo più crudele, quello che ha regalato? Quando distrugge quello che ci siamo costruiti con pazienza e attenzione? Clara deve pesare sulla bilancia della propria vita le gioie più vere e le ferite più dolorose, le lacrime e il riso, la felicità e la tragedia. Ad aiutarla a capire quello che le sta succedendo sarà Ben, musicista egocentrico dalle molte amanti, che costringerà Clara a interrogarsi - per quanto è possibile - sul senso della propria perdita.

* Quando l’amore non finisce * di Charlotte Link (Ed. Corbaccio, trad. di Alessandra Petrelli, pp. 480, euro 19,60). Il cuore di questo nuovo romanzo di Charlotte Link è quello dell’Europa sconvolta dalla Guerra dei Trent’anni, è il cuore di Margaretha von Ragnitz, che attraversando quella stessa Europa darà vita al suo destino. È il 1619, Margaretha è una giovane aristocratica cresciuta nella cattolicissima Baviera. Per amore di Richard, un nobile protestante, fugge dal convento in cui studia per trasferirsi a Praga. Ma Richard cede alla convenienza politica, troppo codardo per sposare una cattolica, e Margaretha si trova sola, ripudiata dalla famiglia e abbandonata dall’amore. Sola in una capitale straniera, trova l’appoggio e l’aiuto di Maurice, un ufficiale che non ama ma che si convincerà a sposare. Fino al giorno in cui la consapevolezza di non aver mai conosciuto la vera passione si farà troppo forte, e Margaretha abbandonerà Praga, e il marito, per fare ritorno in Baviera, nello stesso convento da cui era fuggita ragazzina, per ritrovarvi inaspettatamente il senso del suo destino, della sua vita e del suo futuro.

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