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La scrittura e la lettura sociale

Qualcuno ha scritto che gli uomini leggono per non restare soli. C’è chi invece sostiene che leggere è un’azione egoistica perchè la lettura isola in un mondo artificiale. Comunque sia, oggi leggere è diventato un fatto sociale. E non solo la lettura ma anche la scrittura.

Certamente tutti coloro i quali scrivono, leggono e comprano i libri lo fanno per istruirsi, informarsi, evadere ma anche per parlarne agli altri. I gusti e le tendenze di queste due fondamentali attività umane ovviamente seguono il tempo della nostra esistenza. Allo stesso modo inseguono il mercato e le stagioni, le mode, le tradizioni che cambiano giorno dopo giorno. Non esistono più barriere fisiche, ideologiche e culturali. In libreria, oppure online, posso scegliere, consultare e comprare libri scritti in tutte le lingue, provenienti da ogni paese. Non ci sono più soltanto librerie e biblioteche cartacee e tradizionali. Sia le une che le altre sono, infatti, ormai digitali. Il che significa che entrambe possono essere facilmente condivise. I così detti social network” si occupano di tutto, non solo di libri. Ogni post pubblicato online offre a chi legge anche la possibilità di commentare quello che si scrive e si legge. Mai prima ciò era stato possibile.

Non è così col libro tradizionale. Una volta che lo hai tra le mani è tuo e te lo leggi tutto da solo. Al massimo ci fai qualche appunto sopra, lo sottolinei, te lo porti appresso in treno, in ufficio, a scuola. Ne parli con tua moglie, col tuo collega in ufficio. Tutto finisce là. Il corpo fisico del medium non può offrirti altro. Devi soltanto continuare la lettura senza interruzioni. Solo alla fine puoi parlarne con gli altri. Leggere online, invece, ti offre la possibilità di condividere i capitoli, le situazioni, i personaggi con altri lettori con i quali prendi parte a discussioni e letture di gruppo, in forma di forum in tempo reale o ritardato. Puoi intervenire quando e come vuoi. Tanto le tue idee o messaggi, anche in forma di articoli, vengono conservati sulla rete e i tuoi interlocutori potranno comunicare con te quando vogliono e come vuoi tu. Non vi sembra che ci sia una grande diversità dalla lettura tradizionale di un libro cartaceo?

La lettura e la scrittura in maniera sociale non favoriscono soltanto la lettura e la scrittura in sè ma permettono anche lo scambio di idee, opinioni ed intuizioni su argomenti eventualmente letti nel libro sulle pagine del computer, oppure del lettore digitale prescelto. Grandi operatori come Amazon, Google, Apple, Kobo, Biblet ed altri aprono le porte a nuove condivisioni sia di contenuti culturali che di opportunità commerciali. La lettura elettronica diventa lettura sociale che genera scrittura. Ogni esperienza di pensiero può essere condivisa, sviluppata, gestita, manipolata a seconda delle esigenze dei lettori che hanno affrontato la lettura del libro o del documento che sia. Si potranno inventare attività ludiche sui contenuti, aprire chat o forum, uscite laterali a quanto si legge, pensando non più isolatamente il testo letterario ma insieme ad altri, e con questi confrontarsi. Si sa che ogni lettore legge in una maniera diversa dall’altro, alla medesima maniera di come nessuno vede o sente allo stesso modo. Stessa cosa, è ovvio, con la scrittura.

“Intorno al gesto personale della lettura, molti di noi costruiscono un livello complementare di esperienza: è quello che accade quando dopo aver letto un libro ne parliamo con gli amici o lo consigliamo a qualcuno. In questo caso dopo averla vissuta, condividiamo con altri l’esperienza di lettura. É questo layer che sta diventando sempre più centrale con i libri digitali. Da un lato perchè le tecnologie oggi ci consentono di condividere le nostre impressioni in modo molto potente e su una scala molto ampia. Dall’altro perchè con l’aumento della complessità che questa transizione sta portando, le esperienze degli altri lettori diventano una necessità di sistema. Questo è il punto probabilmente più complicato da comprendere, perchè tocca diversi aspetti e raccorda diverse linee su cui il cambiamento sta agendo. Con l’aumento delle vendite in digitale dei libri fisici, e con la crescita degli ebook, lo «spazio sugli scaffali» tenderà a diminuire. La passeggiata tra i libri fisici, in libreria, era uno dei metodi strategici per far conoscere i libri. Li vedevamo, leggevamo la quarta di copertina, le prime pagine, ci facevamo un’idea. Con il numero sempre crescente di titoli disponibili negli store digitali, invece, il nostro modo più efficace per muoverci nella complessità e per accedere ai titoli è farlo attraverso le esperienze degli altri. Vedere cosa hanno comprato, che impressione ne hanno avuto, eccetera.” (*****)

Fantascienza? Forse si, ma non tanto poi. Certo, c’è da pensare e ripensare a quello che è accaduto nel corso del tempo. Non mi riferisco soltanto ai quattro-cinque secoli trascorsi dalla invenzione della stampa a caratteri mobili. A quando nella tipografia di mio padre andavo alla ricerca della “forma” tipografica da stampare. Ma a quanto è successo nel corso degli ultimi due decenni, dal giorno in cui è deceduta la macchina da scrivere ed è apparsa la scrittura elettrica, diventata poi elettronica e trasformatasi quindi in digitale. Tutti abbiamo nelle nostre case oggetti di comunicazione diventati improvvisamente obsoleti: dischi, giradischi e mangiadischi, cassette, nastri e mangianastri, floppy o cartucce di vario genere. Materiali tanto moderni ed avanzati da diventare oggetti da museo nel giro di pochi anni, se non mesi. E ancora oggi, non sappiamo dove tutti questi gadget ci porteranno.

Cosa leggerà di me la mia nipotina Chiara di appena sei anni quando anche suo nonno sarà diventato “virtuale”? Si troverà, senza dubbio, almeno lo spero, a sfogliare le migliaia di libri della biblioteca che nel corso degli anni la nostra famiglia ha accumulato nel tempo. Potrà viaggiare come ho viaggiato io tra il presente ed il passato, l’effimero e l’importante, il vero e il falso. Potrà conoscere, anzi forse riconoscere al meglio i gusti, le idee, le illusioni che suo nonno bibliomane ha inseguito in vita scorrendo le pagine piene di scaffali dei suoi libri. Enciclopedie, tomi, collezioni, collane, volumi dalle provenienze e dai gusti e generi più inaspettati. Libretti, libroni e libracci conservati nella loro imprevedibilità e forse mai letti. Avrà difficoltà di certo a comprendere come mai si trovino tra quegli scaffali e perchè mai suo nonno li abbia acquistati, letti e conservati. E chi può dire se quei libri siano stati davvero comprati e letti? Nemmeno io, a distanza di tanto tempo, sono in grado di ricordare la cronistoria di ognuno di essi. Che mai potrà pensare la mia nipotina che è già chiaramente digitale di questa realtà cartacea, lei che manipola e manovra abilmente, nonostante i suoi pochi anni, cellulari e programmi al computer oltre che canali TV? Avrà voglia di intraprendere un viaggio quanto mai impossibile e difficile tra i milioni di files che avrò lasciato in rete nelle tante aree virtuali che ho frequentato? Gli innumerevoli post pubblicati sui tanti siti, forum e gruppi di lettura e scrittura frequentati? Davvero un campo virtuale sconfinato, impossibile da leggere, classificare, o meramente visitare, che non solo io, ma tanti di noi, viaggiatori della Rete, scopriamo di fare giorno dopo giorno senza rendercene conto. Lettura e scrittura sociale.

E’ di oggi la notizia che l’Unione Europea studia norme che tutelino la scelta di cancellare le migliaia di tracce digitali che lasciamo sul Web. Davvero? E perchè mai dovremmo cancellare le tracce della nostra esistenza, del nostro passaggio su questo pianeta? Non sono d’accordo con quello che scrive Vittorio Macioce, l’autore di questo articolo che resta un esempio di scrittura stimolante in difesa del diritto all’oblio. Esiste anche la possibilità che qualcuno di noi, in nome della libertà di scelta virtuale, non voglia affondare nell’oblio. Altrimenti la mia nipotina digitale Chiara come farà a conoscere veramente chi è stato suo Nonno?

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