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L'Unità del Bel Paese

La domanda che è lecito porsi in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia è quanto abbiano concorso i paesi stranieri al raggiungimento di questo importante obbiettivo.

Da un esame della situazione politica internazionale del tempo scaturisce la convinzione che senza l’aiuto esterno questo importante traguardo non sarebbe stato mai raggiunto. L’opportunità di unire le diverse parti da cui il Bel Paese era formato scaturì innanzitutto dall’unione della Lombardia al Piemonte nel 1859. Il tutto fu possibile per l’appoggio che la Francia diede a questa operazione. Nel 1855, infatti, il Conte di Cavour, che era primo Ministro, fece scendere in guerra il suo Piemonte in Crimea. Un conflitto che ebbe luogo negli anni 1854/56 con il quale egli si conquistò l’amicizia della Francia. Nel 1858, Cavour e Napoleone III di Francia firmarono il Patto di Plombiers con il quale Napoleone prometteva il suo aiuto, il Piemonte annetteva Venezia e la Lombardia combattendo contro l’Austria. L’Austria venne poi sconfitta e la Lombardia venne ceduta al Piemonte.

L’unificazione dei tre stati italiani di Parma, Modena e Toscana con il Piemonte fu anche fatta grazie all’aiuto francese. Nel 1860 Cavour firmò il Trattato di Torino con la Francia e quest’ultima potè così organizzare i plebisciti nei tre Ducati dove gli Italiani votarono l’unione con il Piemonte. L’avvicinamento di Napoli e della Sicilia nel 1860 al Piemonte fu anche favorito dall’intervento straniero. Sebbene la conquista di Napoli e della Sicilia fu in gran parte dovuta all’azione di Garibaldi, l’aiuto indiretto dei Britannici fu lo stesso molto importante. La Gran Bretagna, infatti, operò una cosidetta “neutralità benevole” che mise Garibaldi in condizione di conquistare questi due stati italiani e aiutò a prevenire l’intervento straniero che avrebbe potuto ostacolare l’unificazione italiana.

L’unione di Venezia con il Regno d’Italia fu il risultato finale dell’aiuto straniero. La Prussia voleva unificare la Germania e così si alleò con l’Italia nel 1866 nella guerra contro l’Austria. La guerra austro-prussiana del 1866 si concluse con la sconfitta dell’Austria e all’Italia venne ceduta Venezia. Roma venne incorporata nell’Italia anche perchè ci fu l’aiuto della Prussia. Nel 1870, infatti, la guerra franco-prussiana sbarazzò le truppe francesi che erano a guardia di Roma. Gli Italiani occuparono la Città Eterna. Il successivo plebiscito sancì l’unione e l’unificazione potè essere portata a termine nel 1870. Alcuni storici affermano che l’Unità sarebbe stata raggiunta lo stesso anche senza questi interventi diretti o indiretti. Il che sembra poco opinabile. Il nazionalismo fu uno dei fattori più importanti che portò all’unità della Nazione Italia. Un uniforme sistema amministrativo e giudiziario, le opere di cultura di scrittori e artisti di ispirazione nazionale e patriottica, le attività nazionalistiche delle società segrete, l’opposizione dell’Austria e lo sviluppo economico diffuso ed in atto sul continente europeo contribuirono alla crescita del nazionalismo in Italia. Eppure nonostante tutto ciò, questo nazionalismo non fu sufficiente a creare uno spirito nazionale unitario. Ne fu una prova il fallimento della rivoluzione del 1848. Fu grazie all’azione di uomini come Mazzini, Garibaldi, Re Vittorio Emanuele II e Cavour che le cose andarono per il meglio. Concludendo questo rapido excursus storico, politico e diplomatico sembra giusto dire che l’aiuto straniero fu essenziale nel processo di unificazione del nostro Paese.

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