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La stanza dei libri strani

Sono sempre convinto che l’espressione “ogni uomo è un libro” corrisponde ad una verità che se non è assoluta, ci manca poco dall’esserlo. E’ inteso che la frase può benissimo essere rivoltata e quindi ogni libro diventa un uomo. Uomini e libri si confrontano nel momento in cui essi entrano nel mondo.

Devo confessare che mi sono molto divertito a scrivere questo post che riguarda libri dai titoli alquanto strani, su argomenti eccentrici, scritti chiaramente da scrittori a dir poco originali. Stranezze letterarie che in fondo rispecchiano quelle della vita in generale e della vita di ogni uomo in particolare. L’idea di stranezza ha una lunga fila di sinonimi: anomalia, anormalità, stramberia, diversità, novità, stravaganza, assurdità, curiosità, buffo, capriccio, insensatezza, bizzarria, singolarità, originalità,incomprensibilità, eccentricità, atipicità, misteriosità, irregolarità, strampaleria, pazzia, chiacchiera, leggerezza, sciocchezza, stupidaggine, eccezione, eresia, impossibilità, oscurità. Come non essere d’accordo se prendiamo in esame alcuni titoli di libri che qui appresso vi presento. Li ho ricavati da uno spazio virtuale che un bel sito dedicato ai libri ha chiamato “La stanza dei libri strani”.

“Un anno di vita da cani” di Davide Cervellin è il primo libro che ho scelto. L’autore ha un rapporto particolare con i cani. A causa della retinite pigmentosa, ha perso progressivamente la vista, divenendo cieco all’età di sedici anni. Imprenditore di successo è appassionato di tecnologie informatiche. Membro dell’osservatorio permanente per l’integrazione scolastica delle persone in situazione di handicap del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. E’ iscritto all’albo dei giornalisti e collabora con alcuni quotidiani sulle tematiche sociosanitarie e agricole. In questo tempo dove troppe cose non vanno, dove si ha la sensazione di peggiorare giorno dopo giorno, a Davide Cervellin capita per lavoro di girare l’Italia, incontrare molta gente, conoscere fatti e, nella pausa di un pranzo o di una cena, di concedersi un po’ di distensione scoprendo nella gioia del convivio spunti per la soluzione di qualche problema o, ancora, la possibilità di stabilire relazioni utili per dipanare la matassa sempre più ingarbugliata della vita. Quando, per rilassarsi, fa invece le sue passeggiate pressoché quotidiane tra le cinque e le sette di mattina con Roy, il suo fedele e bravo Labrador cane guida, oltre a riconciliarsi col mondo respirando libertà, ha l’opportunità, forse perché poco distratto, di riflettere sugli avvenimenti e di riordinare i pensieri che poi mette nero su bianco prima di cominciare la giornata lavorativa. Riflessioni su cose vissute, su idee e pensieri di questo tempo, confrontate di tanto in tanto con i modi di essere o di pensare di qualche decina di anni fa, un periodo che per la maggior parte di noi sembra ormai un’epoca lontana, dimenticata, con la quale abbiamo poco a che fare. C’è però un elemento che avvicina i due mondi, ed è il piacere della tavola e alcuni piatti che una volta erano poveri e oggi sono d’elite, ma che sempre, un tempo per la fame e oggi perché non sono consueti, regalano emozioni e piacere.

“L’antica arte di mettersi le dita nel naso”. Dal piacere della compagnia dei cani a quello di fare le caccole il passo può sembrare lungo. Ma tant’è. C’è chi anche sugli escrementi che produce il naso degli uomini ha trovato lo spunto per scriverci sopra. Sembra che scaccolarsi sia un’arte che addirittura fa bene praticare. Un’arte attiva praticata nel corso dei secoli, visibile ovunque, a cominciare da luoghi sacri come le chiese ed il parlamento, per finire nei circoli e nelle università. Vi risparmio i riferimenti a come queste caccole vengono prodotte. Ognuno di noi ne conosce la tecnica ed i luoghi di produzione. Quasi tutti lo fanno, nessuno lo ammette. Invece diciamolo: dietro questo vizietto si nasconde un intero mondo, senza confini geografici e senza barriere sociali. Un esempio perfetto di globalità e democrazia! Un libro dissacrante e carico di ironia in cui troverete: una breve storia dello scaccolamento, le tecniche dalla A alla Z, i possibili problemi, i più importanti case history, lo scaccolamento nell’arte, nella musica e nella poesia. Roland Flicket, un autorevole esperto di caccole a livello mondiale, ha concepito questa comoda guida proprio per tutti coloro che amano scaccolarsi. Già tradotta in sei lingue, L’antica arte di mettersi le dita nel naso ripercorre la storia delle caccole attraverso i secoli, traccia lo sviluppo di questa pratica e fornisce diversi consigli su ogni fase della tecnica: estrazione, appallottolamento e lancio. Se non avete ancora scoperto le gioie di quest’arte, questo volume completo vi introdurrà in una nuova realtà con esempi e descrizioni dettagliate, se invece siete scaccolatori convinti, i consigli e i suggerimenti dispensati dal professor Flicket, frutto della sua lunga esperienza, vi aiuteranno a perfezionare la vostra tecnica rendendo questa attività ancora più piacevole. Ecco alcuni esempi di caccole: Caccola nostalgica: È quella che mangiavi durante l’infanzia e che ti viene in mente ogni volta che mangi qualcosa di un po salato. Caccola suicida: Quella che si butta in piccoli pezzi nel vuoto quando starnutisci. Caccola trapezista: Quella che rimane appesa a un filo mentre tossisci e non riesci a staccarla. Caccola smarrita: È quella che si confonde e finisce in gola prima di essere sputata. Caccola atomica: Quella che tirano fuori i giocatori di calcio chiudendosi una narice. Caccola esibizionista: È quella che non puoi farne a meno di notare dopo che hai strombettato nel fazzoletto e assomiglia al pistacchio…

“La rivoluzione candida”. Questo libro può sembrare un testo strano ma in fondo non lo è. Avreste mai pensato di scrivere una storia sociale della lavatrice? Ebbene c’è qualcuno che l’ha fatto. In un percorso che si snoda tra stabilimenti industriali - Candy e Zanussi, in primo luogo - e abitazioni - che progressivamente divengono spazi più efficienti, intimi e confortevoli -, la storia “sociale” dell’oggetto lavatrice è una storia complessa e ricca di spunti di analisi. Visti dall’oblò di una lavatrice, infatti, i complessi nodi problematici del processo di costruzione della nuova identità del paese, nel passaggio cruciale del secondo dopoguerra, appaiono inevitabilmente connessi con le profonde trasformazioni della quotidianità, dei gesti e della cultura materiale, così come degli ideali e dei valori del privato e della domesticità. L’autore di questo libro è una donna che si è laureata in Storia proprio con una tesi intitolata “Per una storia sociale della lavatrice in Italia, 1945-1970”. Enrica Asquer è membro della Società Italiana delle Storiche, fa parte della commissione scientifica della Scuola Estiva Sis. Collabora come cultrice della materia alla cattedra di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Storici e Geografici dell’Università degli studi di Firenze. Un merito affatto minimo quello di avere scritto un libro del genere. Mi ha fatto emergere dal passato un mondo di ricordi di come mia madre faceva il bucato un secolo ed un millennio fa: cenere e acqua bollente per l’ammollo del bucato in un grande “cupiello” di legno. Il tutto ricoperto da uno spesso telo. Nell’ammollo venivano messe delle foglie di lauro per dare una piacevole fragranza ai panni che poi sventolavano al sole e al vento del cortile. E che dire poi di quegli antichi lavatoi pubblici di periferia nei quali donne prosperose e nerborute, dalle ampie gonne e dalle guance rosee sbattevano sulle grandi pietre i panni del bucato dopo di averli insaponati e sciacquati nelle limpide e fredde acque del fiume. Altri tempi! Quelli di un mondo perduto visto sfumare attraverso l’oblò deformante della lavatrice.

“Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano”. Un libro cult per tutti gli amanti della battuta, un viaggio lungo oltre un decennio attraverso tutte, ma proprio tutte le battute apparse nelle molteplici edizioni precedenti. Si tratta, infatti, del formicaio tutto intero con migliaia di battute, freddure e citazioni da film e libri raccolti e organizzati da Gino & Michele coadiuvati dall’autore televisivo Matteo Molinari. Completano il volume un ricco apparato composto da indice degli autori e delle battute organizzato per argomenti. Gli autori Luigi Vignali e Michele Mozzati sono milanesi, si sono conosciuti a metà degli anni Sessanta. L’interesse comune nei confronti del comico inteso come genere, li ha portati a coltivare l’hobby del cabaret, attività che i due hanno poi concretizzato in professionismo alla fine degli anni settanta, diventando autori satirici e comici. Il loro sodalizio non si è mai interrotto da allora e ha portato a numerosi successi nel campo dell’editoria, del giornalismo, dello spettacolo. Sono oltre una decina le edizioni di questo libro che è sempre richiesto ed aggiornato. Sono stati anche imitati e per questa ragione qualcuno ha avuto modo di sostituire alla formiche i … bit!

“Anche i bit nel loro piccolo si incazzano”. Si scopre così che anche i bit, come le formiche, si incazzano. Claudio Gasparini, infatti, scrive che “nell’informatica ci sono alcune leggi che non sono scritte ma sono il frutto di anni di esperienza e di notti insonni a tentare di riparare i disastri creati dai PC. Conoscere queste leggi facilita la vita e fa risparmiare gastriti e incazzature memorabili. Una delle prime leggi che devi conoscere è la seguente: la prima volta non funziona mai e sicuramente anche la seconda volta. Qualunque sia il tema della tua ricerca, se ha a che fare con l’informatica, la prima volta nulla andrà per il verso giusto. E di solito tutto procederà senza problemi fino alle ore 17 del venerdì. Allora tutto andrà male allo stesso tempo, ma con l’aria di andare bene. E tutti i piani di emergenza predisposti con la massima lungimiranza e cura, visto che allora serviranno, ovviamente non funzioneranno.” Ecco alcuni “incazzamenti”: La vita e’ una chat con se stessi e con qualcun altro, in genere anonimo. Il software è come il sesso: è meglio quando è gratis. Ho fatto l’amore con Control. Domani provo con Alt Gr. L’intelligenza è l’unica cosa che non si puo’ aumentare con il silicone. Altrimenti sarebbe Intelligenza Artificiale.

“I racconti del salame”. Lo sapevate che tutti sono in grado di inventare e raccontare. Anche il … salame! Le pagine di questo libro sono trattate con un apposito liquido anti-grasso che vi permetterà di sfogliarlo con le mani unte. Più che una raccolta di racconti è un buffet letterario, un antipasto culturale, un panino artistico. Un piccolo manipolo di italiani, ispirandosi a questo straordinario insaccato, che da sempre tiene unito il paese, ha scritto quest’opera immortale, tra Tolstoj e l’autobiografia di Albano Carrisi. Molti sentimenti dell’uomo si concentrano nel salame: l’amore, la passione, l’ambizione e il desiderio di superare i propri limiti. Il salame è un faro che illumina la via, ci guida verso il terzo millennio e fa felici tutti tranne forse il maiale. Il volume raccoglie le storie scritte dagli ascoltatori della trasmissione di Radio 2 “Il ruggito del coniglio” in occasione del premio letterario “I racconti del salame”. Ma, mi chiedo: se il salame tra le tante sue virtù ha anche quella di far scrivere racconti che poi vengono anche pubblicati, mi chiedo perchè mai si dice: “sei proprio un salame!”.

“Che cosa ho detto veramente a Zidane”. Berlino 9 luglio 2006: manca una manciata di minuti alla fine dei tempi supplementari della finale della Coppa del Mondo tra Italia e Francia, quando si consuma il Fattaccio. Con una testata che passerà alla Storia il capitano francese, Zinédine Zidane, incorna Marco Materazzi, il difensore contrale azzurro, e lo abbatte. Da quel momento in tutto il mondo la fantasia collettiva del pubblico si è scatenata per cercare di capire quello che è successo. Cosa ha detto veramente Materazzi a Zizou per provocare quella reazione? Cosa avrebbe voluto dirgli ancora? Quali sono gli inquietanti segreti che si nascondono dietro i suoi tatuaggi? Quali le vere motivazioni della sentenza della Fifa? Le risposte a questi scottanti quesiti, formulate a livello planetario e raccolte dentro e fuori Internet, ce le fornisce Materazzi stesso in questo libro esilarante ed esplosivo. In tutto sono raccolte 249 frasi che Materazzi avrebbe potuto dire al suo avversario prima di ricevere la testata punita con l’espulsione. Si va da “Ehi, ma dov’è esattamente lo sterno?” a “Zinedine, che mi combini? Non avete ancora perso… e già ti sei strappato i capelli!”, passando per ”’Adesso ti dico come va a finire Lost” o “Mi ha detto Simona Ventura di chiederti se vuoi fare la prossima edizione de L’isola dei famosi”, sino a “Da quando è morto Foucault, la filosofia francese fa schifo”, e così via.

“Come diventare gay in cinque settimane”. Perché mai si dovrebbe desiderare di diventare gay? Innanzi tutto perché non c’è un buon motivo per desiderare di essere etero, a parte una patologica assenza di fantasia. Poi perché essere eterosessuale è fuori moda. E infine perché bastano cinque settimane e un po’ di buona volontà per scoprire l’altra sponda che, nella maggior parte dei casi, non è poi così lontana. Se siete sicuri di non essere gay, se siete certi di non conoscerne, questo manuale metterà alla prova le vostre sicurezze e vi dischiuderà orizzonti sconosciuti. Seguendo le gesta di Bruce e di Diana. Dal cambio del guardaroba alla ricerca del partner, fino al momento della dichiarazione in famiglia, scoprirete con piacevole stupore che davvero un nuovo mondo è possibile. Claudia Mori ha scritto del libro questa recensione: “E’ lampante come la luce del sole: essere gay è di gran moda e guai a chi non lo crede o non ci prova! Ed invero, per i più reticenti..consiglio la lettura dettagliata di questo meraviglioso libro che vi svelerà usi e costumi per diventare in cinque settimane, gay o lesbiche doc o quasi. Diana e Bruce sono i due protagonisti che colgono l’ occasione di vivere questa trasformazione passo dopo passo. Alquanto capace l’ autrice che evidenzia con verità ed ironia i consigli, le raccomandazioni e i divieti posti ai due coraggiosi protagonisti durante il loro percorso di cambiamento. Il salto di qualità. In queste cinque settimane, i due si dedicheranno all’abbigliamento con particolare attenzione per Bruce all’abbinamento dei colori, perchè per un gay doc, il colore “blu” non esiste ma esistono almeno venti sfumature di “blu”, mentre Diane scoprirà che le lesbiche sono “socialmente ancora, tuttora, non collocate, come una rana che non sa su che ninfea saltare”. Seguirà poi l’attenzione all’attività professionale e all’arte della seduzione Gay e per chiudere in comitiva…si dedicheranno al coming-out, ovvero il rendere partecipi amici e faamiliari. Punto cruciale della totale e serena trasformazione! Quanti meravigliosi spunti offre la lettura: le sfumature del cambiamento che si riflettono sui gusti, i comportamenti, la seduzione, le relazioni sociali e private, l’ affetto sincero o ipocrita, l’ affermazione della propria nuova identità! Un’ escamotage per dire che “Essere gay non è una scelta.. non si può scegliere di diventare gay, come non si può desiderare di diventare etero”. L’ identità sessuale è un sentire interiore talmente forte da combattere e vincere sulla paura o sulla vergogna. Ricercare e risolvere nel profondo se stessi è un’ esigenza necessaria e importante per vivere sereni nell’ ambito privato e nell’ ambito sociale. A tal proposito, ringrazio il Cantautore Povia che con il suo brano “luca era gay” ha cantato al mondo la libertà mentale di essere ciò che veramente si è, al di là di ogni confusione provocata, di ogni stortura subita. Ringrazio Povia che ha cantato al mondo il trionfo dell’ amore.”

“Chi non la fa aspetti!”. L’autore che firma questo libro la dice lunga sul tema che si prefigge di esaminare: davvero esilarante. Si chiama Andrej Dekkorpo. La stitichezza è un problema che sempre più spesso affligge i Paesi a elevato sviluppo tecnologico, e che riguarda più del 20% della popolazione occidentale. Mangiamo troppo e male: e le sedute sulla tazza del water si fanno sempre più lunghe e improduttive. Questo libro affronta ­ tra il serio e il faceto ­ lo spinoso argomento, suggerendo diverse soluzioni per questo disturbo così diffuso e spesso sottovalutato: un utile vademecum da tenere sempre a portata di mano. E’ proprio il caso di dire che chi non la fa, è costretto ad aspettare. C’è gente che è costretta ad aspettare a tutte le ore, ed anche invano. Prova e riprova, siedi, ti spremi, leggi e preghi. Ti alzi, cammini ed imprechi. Mangi e rimangi, di tutto: kiwi, prugne, fresche e secche, verdura, pere. Bevi e ribevi, cammini e ricammini. Ti massaggi la pancia. Ti risiedi e fai pressione, niente da fare. Allora pensi che l’altezza del water non è giusta. I turchi hanno la soluzione perchè cercano di farla accoccolati, a vivo. E decidi di farti un cesso alla turca. La pressione degli sfinteri anali sicuramente provocherà lo svuotamento. Allora vai a trovare un posto nascosto in giardino, dietro al muro. Scavi un buco e ti accovacci cominciando a premere, per evacuare. Mentre stai in pressione si avvicina un cane. Si ferma, deposita e se ne va, alla faccia tua. Passa un gatto che, come si sa, opera in maniera diversa dal suo amico/nemico: scava, evacua e copre. Ed io continuo a restare qui, piegato in due, in attesa. Signori: questa è la stipsi. Ci hanno scritto su un libro esilarante. Ma credo che ci sia ben poco da ridere. Circa 20 milioni di persone in Italia soffrono di stitichezza!

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