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Attenzione ai "Nuovi Mostri"

Ho comprato questo libro senza godere del tradizionale piccolo sconto che il mio libraio di fiducia al solito mi eroga, 13 euri e 60 centesimi secchi. L'ho comprato qui al mare e, in tutta onestà, devo ammettere di non sapere perchè l'ho comprato. Ma la cosa più grave è che non ho capito il senso del libro. Ne scorro l'indice degli argomenti, scelgo qualche "topic", mi immergo e poi mi perdo, sorvolo e mi inoltro nella ricca appendice. Ritorno alla "prefazione" che l'autore ha fatto di se stesso, ma non riesco a trovare un filo logico che mi guidi.
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Leggere fa male?

La penso anche io come l'autore dell'articolo che segue: leggere fa male. Avrei però una obiezione: non posso ritornare indietro e cancellare tutto ciò che credo di sapere. E non ricordo come fossi quando ero totalmente ignorante. Mi conviene allora di accontentarmi di essere così come sono oggi. Schopenauer esagera...
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Cinque chiavi per il futuro

Le persone stanno vivendo anni di grandi cambiamenti: l'accelerazione della globalizzazione, la crescente mole di informazioni, l'esplosione delle potenzialità della scienza e della tecnica. Questi cambiamenti richiedono nuove forme di apprendimento e nuovi modi di pensare: nella scuola, nel lavoro e nella vita pubblica. In questo libro, Howard Gardner spiega quali abilità cognitive premieranno negli anni a venire.
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Il libro maledetto: lo leggi e poi muori

Leggeresti un libro maledetto, se ne avessi uno? Se sentissi parlare di un libro simile e ne trovassi una copia in una libreria, spenderesti fino all'ultimo soldo per averlo? Se sentissi parlare di un libro maledetto, andresti alla sua ricerca, anche se nessuno crede che ne esistano ancora delle copie? Ripenso alla conversazione con Wolf ieri sera e mi chiedo se la vita è semplice come dire "c'è un libro". Ma poi mi vengono in mente certe storie e la loro logica, e mi domando se può esistere una cosa semplice come "c'è un libro". C'era una volta un libro. Questo sembra più sensato. Questo libro esiste. E dopo che succede? Il libro contiene una maledizione, tu lo leggi e poi muori. Ecco una buona storia.
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La strada dopo la fine

Ho letto questo libro tutto di un fiato. In termini pratici dirò di avere fatto il viaggio Napoli-Bologna senza accorgermene. Una prosa scarna, frasi brevi, niente incisi, parentesi, virgolette, capitoli ed altri segni di punteggiatura. La narrazione scorre a tutto tondo, senza corsivi, senza note solo uno scorrere rapido fatto di paragrafi brevi e spaziati. Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore. Un capolavoro. Buona la traduzione ma credo che vada letto in lingua originale.
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A che serve leggere?

Resta fra l'altro da chiarire «a cosa serve leggere?» Chi ce lo fa fare di imparare a leggere? La lettura non è un'attività fine a se stessa, ma è un mezzo per acquisire conoscenze e vivere molte esperienze attraverso la lingua, che è pertanto fondamentale. Apprendere e vivere avvengono in misura importante attraverso la vista e l'udito e, a parte il testo, gli occhi colgono anche immagini che riempiono la nostra esistenza e la nostra mente. Cos'è che rende differente, rispetto ad altri modi, l'accumulo di conoscenze ed esperienze per mezzo della lingua e della lettura?
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Perchè non bisogna leggere la letteratura
Questo post è l'introduzione alla recensione di un libro che pubblico integralmente in quanto la sua lettura mi ha spinto ad acquistare il libro, a condividerne il giudizio di fondo e darmi la possibilità di aggiungere qualche mia modesta considerazione da bibliomane che, come gli affezionati cinque (!?) lettori di questa guida sanno, risulta essere la somma di queste entità: lettore+scrittore+bibliofilo=bibliomane. Questo libro è il classico perfetto esempio del male che può fare la letteratura ad un povero cristo che nasce lettore, cerca di diventare scrittore, una volta deluso del tentativo, diventa bibliofilo e si illude di sopravvivere collezionando maniacalmente tutti i libri che egli pensa gli possano dare una cultura. Salvo poi scoprire, a seguito delle tante sbandate prese durante la lettura, che la bibliomania è un pianeta senza vie di uscita che porta inevitabilmente alla follia della quale non se ne può fare a meno ...
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Una religione ragionevole: il Cristianesimo

Dietro il successo dell’Occidente si cela il Cristianesimo. L’idea che il successo e il progresso dell’Occidente derivi dal superamento degli ostacoli posti dalla religione è una “assoluta sciocchezza”, afferma l’autore di un nuovo libro. Rodney Stark difende questa tesi nel suo lavoro “La vittoria della ragione: come il Cristianesimo ha portato alla libertà, al capitalismo e al successo dell’Occidente". Stark, professore di scienze sociali preso la Baylor University, sostiene che, a differenza di altre credenze che mettono in rilievo il mistero e l’intuito, la teologia cristiana privilegia la ragione. È questo fattore – e non la geografia, un sistema agricolo più produttivo o la Riforma protestante – che spiega l’ascesa dell’Occidente, secondo l’autore. Stark osserva che questa impostazione contrasta con quella di molti intellettuali occidentali del XX secolo, i quali sostengono che l’Occidente è emerso al di sopra di altre culture proprio nella misura in cui ha superato le barriere religiose. L’unico credito che essi danno alla religione si limita al riconoscimento del contributo del Protestantesimo, come se i precedenti 15 secoli di Cristianesimo fossero di scarsa rilevanza, afferma l’autore.
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"Leggere tutti"
Nasce 'Leggere Tutti', free press italiana interamente dedicata al mondo dei libri e della lettura. Edito da Agra e affidato alla direzione di Giuseppe Marchetti Tricamo, il mensile (prima tiratura prevista in 100.000 copie) sarà disponibile gratuitamente presso librerie, biblioteche, stazioni, mostre e musei
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Dalla parte dei lettori
Leggere è diventata un’abilità sempre più comune e diffusa in un mondo in cui la lettura è la base fondamentale della comunicazione. E le letture si possono presentare sotto molte forme: leggere un libro, infatti, non è come leggere un film, un programma radio, un giornale, un settimanale, una pagina web, una banca dati, un sms, un blog e via leggendo. Un tempo la pagina del libro era il solo luogo di lettura in cui il visitatore poteva costruirsi un’avventura, un percorso, un itinerario. Oggi non è più così e le pagine critiche della rivista “Letture” ce lo confermano dando uno sguardo all’indice del numero 617, anno 60, maggio 2005.
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