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  • Il libro maledetto: lo leggi e poi muori

    Leggeresti un libro maledetto, se ne avessi uno? Se sentissi parlare di un libro simile e ne trovassi una copia in una libreria, spenderesti fino all'ultimo soldo per averlo? Se sentissi parlare di un libro maledetto, andresti alla sua ricerca, anche se nessuno crede che ne esistano ancora delle copie? Ripenso alla conversazione con Wolf ieri sera e mi chiedo se la vita è semplice come dire "c'è un libro". Ma poi mi vengono in mente certe storie e la loro logica, e mi domando se può esistere una cosa semplice come "c'è un libro". C'era una volta un libro. Questo sembra più sensato. Questo libro esiste. E dopo che succede? Il libro contiene una maledizione, tu lo leggi e poi muori. Ecco una buona storia.

  • La strada dopo la fine

    Ho letto questo libro tutto di un fiato. In termini pratici dirò di avere fatto il viaggio Napoli-Bologna senza accorgermene. Una prosa scarna, frasi brevi, niente incisi, parentesi, virgolette, capitoli ed altri segni di punteggiatura. La narrazione scorre a tutto tondo, senza corsivi, senza note solo uno scorrere rapido fatto di paragrafi brevi e spaziati. Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore. Un capolavoro. Buona la traduzione ma credo che vada letto in lingua originale.

  • A che serve leggere?

    Resta fra l'altro da chiarire «a cosa serve leggere?» Chi ce lo fa fare di imparare a leggere? La lettura non è un'attività fine a se stessa, ma è un mezzo per acquisire conoscenze e vivere molte esperienze attraverso la lingua, che è pertanto fondamentale. Apprendere e vivere avvengono in misura importante attraverso la vista e l'udito e, a parte il testo, gli occhi colgono anche immagini che riempiono la nostra esistenza e la nostra mente. Cos'è che rende differente, rispetto ad altri modi, l'accumulo di conoscenze ed esperienze per mezzo della lingua e della lettura?

  • Perchè non bisogna leggere la letteratura

    Questo post è l'introduzione alla recensione di un libro che pubblico integralmente in quanto la sua lettura mi ha spinto ad acquistare il libro, a condividerne il giudizio di fondo e darmi la possibilità di aggiungere qualche mia modesta considerazione da bibliomane che, come gli affezionati cinque (!?) lettori di questa guida sanno, risulta essere la somma di queste entità: lettore+scrittore+bibliofilo=bibliomane. Questo libro è il classico perfetto esempio del male che può fare la letteratura ad un povero cristo che nasce lettore, cerca di diventare scrittore, una volta deluso del tentativo, diventa bibliofilo e si illude di sopravvivere collezionando maniacalmente tutti i libri che egli pensa gli possano dare una cultura. Salvo poi scoprire, a seguito delle tante sbandate prese durante la lettura, che la bibliomania è un pianeta senza vie di uscita che porta inevitabilmente alla follia della quale non se ne può fare a meno ...

  • Una religione ragionevole: il Cristianesimo

    Dietro il successo dell’Occidente si cela il Cristianesimo. L’idea che il successo e il progresso dell’Occidente derivi dal superamento degli ostacoli posti dalla religione è una “assoluta sciocchezza”, afferma l’autore di un nuovo libro. Rodney Stark difende questa tesi nel suo lavoro “La vittoria della ragione: come il Cristianesimo ha portato alla libertà, al capitalismo e al successo dell’Occidente". Stark, professore di scienze sociali preso la Baylor University, sostiene che, a differenza di altre credenze che mettono in rilievo il mistero e l’intuito, la teologia cristiana privilegia la ragione. È questo fattore – e non la geografia, un sistema agricolo più produttivo o la Riforma protestante – che spiega l’ascesa dell’Occidente, secondo l’autore. Stark osserva che questa impostazione contrasta con quella di molti intellettuali occidentali del XX secolo, i quali sostengono che l’Occidente è emerso al di sopra di altre culture proprio nella misura in cui ha superato le barriere religiose. L’unico credito che essi danno alla religione si limita al riconoscimento del contributo del Protestantesimo, come se i precedenti 15 secoli di Cristianesimo fossero di scarsa rilevanza, afferma l’autore.

  • Dalla parte dei lettori

    Leggere è diventata un’abilità sempre più comune e diffusa in un mondo in cui la lettura è la base fondamentale della comunicazione. E le letture si possono presentare sotto molte forme: leggere un libro, infatti, non è come leggere un film, un programma radio, un giornale, un settimanale, una pagina web, una banca dati, un sms, un blog e via leggendo. Un tempo la pagina del libro era il solo luogo di lettura in cui il visitatore poteva costruirsi un’avventura, un percorso, un itinerario. Oggi non è più così e le pagine critiche della rivista “Letture” ce lo confermano dando uno sguardo all’indice del numero 617, anno 60, maggio 2005.

  • "Leggere tutti"

    Nasce 'Leggere Tutti', free press italiana interamente dedicata al mondo dei libri e della lettura. Edito da Agra e affidato alla direzione di Giuseppe Marchetti Tricamo, il mensile (prima tiratura prevista in 100.000 copie) sarà disponibile gratuitamente presso librerie, biblioteche, stazioni, mostre e musei

  • In italia si legge poco. Il rapporto 2004

    Gli italiani e i libri risparmio ed evasione Nel nostro paese si legge poco, si comprano soprattutto edizioni economiche. Saggistica e narrativa i generi più venduti. Il rapporto 2004.

  • Ecco che cosa significa una "stroncatura"

    Maleintenzionata critica a Piperno. Controstoria di uno scrittore piccolo piccolo che alcuni spudorati passano per un Proust “de noantri”. Ovvero, fenomenologia di un caso simil-Lecciso. Ho dovuto leggerlo tutto per venirne a capo, per capire cosa c’era sotto, non del romanzo, che è tutto davanti, ma del tripudio, dei salamelecchi, e anche del fatto che lui, lo scrittore, dichiarasse Gadda e Proust come suoi modelli e non, per esempio, Enzo Siciliano. E se ci avessero detto che era una specie di Safran Foer ma italiano avrei capito, avrei sorvolato. Ho dovuto leggerlo per reagire a questa idea depotenziata della scrittura, per verificare il pregiudizio, per decidere di scriverne senza parlarne e come, e per comprendere le intenzioni peggiori, che sono quelle dei critici italiani, del pifferaio D’Orrico e dei topolini che lo seguono squittendo e sdilinquendo (e si accoda anche il sublime elefantino Ferrara) perché, neppure è uscito il libro e “è già un caso”.

  • 38. Flaubert

    Lento a scrivere almeno quanto era veloce Balzac, Gustavo Flaubert impiegò non meno di sei anni a scrivere Madame Bovary, certamente il più grande romanzo della letteratura francese. Bovary è una donna romantica frustrata che riesce non a trovare appagamento nel suo matrimonio con un medico di campagna né tampoco nella relazione con un proprietario terriero e con un giovane praticante notaio.