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  • Un libro per chi non sa leggere

    Esistono innumerevoli club o circoli del libro in tutto il mondo. Tutti hanno i libri al centro della loro attenzione: promuovono la lettura, informano i lettori, distribuiscono libri a prezzi scontati, favoriscono incontri tra autori e lettori, insomma fanno di ogni libro un uomo. C’è un club speciale di cui voglio parlarvi, per la cui iscrizione si paga una certa somma, ma in cambio non si ricevono libri. Voi pagate una cifra, che potete decidere voi stessi, ma qualche altra persona riceve i libri.

  • Gomorra, Mamma RAI e il problema del Male

    Ricordo che quando venne appena pubblicato "Gomorra", il libro di Roberto Saviano, ne acquistai quattro copie di quelle prime cinquemila preventivate dall'editore: una la inviai negli States, le altre due per due amici, ed una la tenni per me.

  • Il tempo del bibliomane

    Questo libro parla della vita così come la viviamo ogni giorno, fisicamente parlando, a tutte le età, sotto ogni latitudine, chiunque siamo, giovani o vecchi, ricchi o poveri. Mi riferisco alla condizione fisica. Parla di come e perchè la meteorologia influenza la nostra salute. Perchè di influenza vera e propria si parla, un lento, costante, continuo "scorrere dentro, insinuarsi" del tempo nella nostra mente e nel corpo. Ed è proprio il caso di dire che la meteopatia diventa sempre più diffusa.

  • Svuotatelo velocemente: è un bidone

    Questo libro è, come si dice, un "bidone". Non gettatelo nella spazzatura, però, perchè è mia opinione che nessun libro debba finire tra i rifiuti. Anche i bidoni, infatti, devono durare nel tempo e a futura memoria. Un bidone, ho detto, perchè fa della lentezza un mito, opponendola alla velocità della vita.

  • Conoscete l'effetto "random"?

    Una parola inglese ibrida, nel senso che dà un brivido come quello della vita. In italiano alcuni dicono “randomizzare”. In effetti tutta la nostra vita è sotto l'effetto "random": si nasce per caso, molti vivono a caso, si finisce per caso. E' il caso di dire: sappiamo tanto e tutto, senza sapere niente. A Napoli si dice, per aiutarsi a vivere: "faccimmece fessi!" Proprio così, è l'effetto "random" che ci fa "fessi". Il titolo del libro di cui sto per parlare “Perchè proprio a me?” pone una domanda alla quale solo l’effetto “random” può rispondere. L’autrice, comunque, risponde raccontandoci abilmente come nè è uscita viva ed anche perchè. Ma il suo iniziale “perchè a me”, resta inevaso.

  • Manuale di autodifesa intellettuale

    “La prima cosa che dovete fare, è prendervi cura del vostro cervello. La seconda è tirarvi fuori dall'intero sistema di indottrinamento. Giungerà allora un momento in cui diventerà un riflesso naturale leggere la prima pagina del L.A. Times e riuscire a cogliere a colpo d'occhio le bugie e le distorsioni, un riflesso far rientrare tutto ciò entro una sorta di quadro razionale. Per arrivarci, dovete ancora riconoscere che lo Stato, le aziende, i media e così via vi considerano come nemici: il vostro compito è quindi imparare a difendervi. Se disponessimo di un autentico sistema educativo, esso includerebbe corsi di autodifesa intellettuale”. Questa breve citazione del più celebre linguista moderno, Noam Chomsky, apre l’introduzione a questo manuale utile all’esistenza della vita contemporanea. Ce ne sono anche altre come ad esempio questa di Poincarè: “Dubitare di tutto o credere a tutto sono due soluzioni altrettanto comode che, l'una come l'altra, ci dispensano dal riflettere”. Oppure ancora questa di Goya, famosa “Il sonno della ragione genera mostri”. Insomma un manuale di autodifesa per chi si ostina ancora a far funzionare il proprio cervello, e così intende continuare a fare ben sapendo che è destinato a soccombere.

  • Lettera a D.

    Un ragazzo di 14 anni, si e’ suicidato ieri a Ischia. I genitori del ragazzo, che vivono a Lacco Ameno, avevano allertato le forze dell’ordine per la sua scomparsa; poi la scoperta del corpo dell’adolescente, che si era impiccato a un ramo di un albero in appezzamento di terra poco lontano dalla sua abitazione. Secondo la madre la delusione di D. era legata a una fama di “secchione” e dal voler frequentare il liceo anche nei giorni di sciopero. Non era stato votato dai suoi compagni quando si e’ candidato a rappresentante di classe. La salma del ragazzo e’ stata trasportata a Napoli per l’esame autoptico disposto dal magistrato che vagliera’ anche le testimonianze di docenti e studenti del liceo.

  • Sempre di più. E sempre più vecchi.

    Sempre di più. E sempre più vecchi. Questo il profilo della popolazione italiana uscita dalle stime dell'istat, rese pubbliche oggi. La crescita totale della popolazione, data dalla somma delle componenti del saldo naturale (0,1 per mille) e del saldo migratorio (3,9 per mille), e' dunque stimata positiva anche per il 2006 e dipende quasi per intero dalla dinamica migratoria. Nel corso del 2006 la popolazione residente sul territorio nazionale cresce di oltre 235 mila unita', pari a 4,0 per mille abitanti, avvicinando molto la soglia dei 59 milioni di abitanti.

  • Il diritto di scegliere

    Questo post va nella categoria "biblioperchè" perchè nella domanda è intrinseca la risposta: perchè scegliere? Perchè sul diritto di scegliere poggia la libertà dell'Uomo. La tesi di fondo di questo libro è la seguente: per la maggior parte di noi, poter scegliere – e dover fare scelte – è diventato e continuerà a essere il fattore che più influenza al tempo stesso le nostre vite private e la nostra cultura prevalente. Anni fa mi colpì improvvisamente l'idea che essere "moderni" significhi essere in grado di scegliere. Gran parte di noi che viviamo nel mondo sviluppato, in particolar modo negli Stati Uniti, abbiamo a disposizione un ventaglio di scelte molto più ampio di quelle di cui potevano disporre i nostri predecessori appena cento anni prima, sia nelle decisioni prese giorno per giorno sia in quelle che riguardano l'indirizzo da dare alla propria vita. Ma in fondo va ricordato che tutto nasce da quel "libero arbitrio" che ci fa arbitri e giocatori di noi stessi sul campo della vita.

  • Lasciar morire un uomo?

    La richiesta avanzata da Piergiorgio Welby al presidente della Repubblica, nella lettera del 22 settembre scorso, di poter essere aiutato a morire in quanto riteneva le condizioni di malattia in cui si trovava per lui non più accettabili, ha scatenato un dibattito e ha prodotto decisioni istituzionali che hanno disvelato una situazione quantomeno confusa riguardo alle dimensioni etiche e giuridiche delle scelte di fine vita. La decisione di Welby di agire in collaborazione con un medico coraggioso e responsabile, Mario Riccio, per affermare il proprio diritto costituzionale di rifiutare il trattamento che lo teneva in vita, ha reso palesi le contraddizioni e le incertezze normative. Nonché i tentativi di inquinare ideologicamente il dibattito, magari camuffando l'operazione dietro argomentazioni coerenti su un piano logico-formale.