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Ultimi interventi

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  • Ma la Bibbia non è il Corano

    Il problema dell'insegnamento della religione è molto diverso da religione a religione. Per il cristianesimo, che ha prodotto la civiltà moderna e che possedeva fin dall'origine il concetto che il fatto rivelato era esprimibile in forma razionale, l'idea dell'insegnamento laico della religione va in qualche modo da sé. La religione non è solo un corpo dogmatico, è anche una spiegazione del mondo; e lo stesso evento rivelato può essere espresso in modo storico e critico perché non è solo un dono divino, ma anche un'azione umana. Questo doppio elemento è nel cristianesimo legato alla stessa figura centrale di Gesù, per i cristiani vero Dio e vero uomo. Perciò è dunque possibile che l'esposizione del cristianesimo non sia un fatto di esclusiva competenza della Chiesa che avviene nelle sedi a ciò deputate, ma può essere affidato anche a istituzioni pubbliche.

  • L'Urlo: perchè?

    Il quadro di Eduard Munch che riproduce l'urlo mi ha sempre affascinato per la sua mobilità, il suo realismo, la sua imprevedibilità. La mobilità sta tutta nelle sue forme senza forme. Se lo guardi in momenti diversi e in sequenza, scoprirai che non è mai lo stesso. Si dilata, si allunga e si distende all'infinito in maniera sempre contrastante. Il suo realismo è tanto reale e soggettivo che diventa chiaramente ossessivo nella sua ripetitività modulare e cadenzata, quasi lo tocchi con mano perchè lo senti nella tua mente. Senza dubbio è imprevedibile perchè non sai da dove viene, come nasce e si sviluppa, ma sopratutto non sai come finirà, fin dove quell'urlo sarà in grado di arrivare e a chi. Senza nemmeno chiedersi poi il perchè di tanto urlo: follia, rabbia, dolore, invocazione, epifània di un accadimento senza una identità precisa? Interrogativi che devono restare senza risposte perchè la domanda già la contiene e la mantiene nella sua perfetta drammaticità.

  • Un popolo di creduloni?

    Se tutti conveniamo che la vita è un gran mistero, nel senso che sappiamo ben poco da dove veniamo e dove andiamo, mi sembra umano cercare di capire la nostra presenza qui su questa terra, penetrando nei meandri del labirinto della vita e della morte, leggendo il nostro futuro in termini di destino e di avvenire. E' ciò che dalla notte dei tempi, tutti gli uomini hanno fatto in tutte le lingue e in tutti i modi senza però venirne a capo granchè, a dire il vero. Eppure dalle nostre parti, nel nostro Paese, intendo, un Paese moderno, occidentale e avanzato come si suol dire, abbondano ancora quelli che altrove vengono chiamati "stregoni". Intendiamoci, non vogliamo offendere nessuno, tutti sono liberi di leggere la mano o i numeri o il cielo o gli astri per leggere il futuro. L'importante è che nessuno si prenda troppo sul serio per quello che questi "esperti", altrimenti detti "stregoni", fanno e dicono, e noi creduloni volontari o no, ascoltiamo e ... paghiamo. Ecco una precisa e dcumentata inchiesta in merito.

  • La moda e le mode

    Le diverse strategie che coinvolgono creativi, stilisti, psicologi ed esperti di marketing. Ma a volte le idee arrivano dalla strada. Il ruolo della tv. La semplicità oggi è il solo modo per farsi notare. Perché Monica porta i tacchi altissimi a rischio di slogatura e l’ombelico al vento, che sottozero garantisce il raffreddore? E come mai Andrea indossa i pantaloni a paracadute con il cavallo sotto al ginocchio? Per quale motivo lei ha sulla nuca una cresta colorata e lui esibisce ciuffi di capelli lucidi di lacca? Dove sta scritto che per camminare lui debba sollevare due carri armati e lei sia costretta alla tortura delle punte che le serrano i piedi in una morsa? E come si spiega che entrambi abbiano scelto lo stesso zaino scolastico con il marchio di un canale televisivo dedicato alla musica? Questione di moda. E allora che cos’è la moda? E chi la stabilisce?

  • Obbligo di leggere, obbligo di scrivere

    Chi ha la presunzione di scrivere deve anche avere l'obbligo di leggere. Non è la stessa cosa il contrario. Chi legge, cioè, può anche astenersi dallo scrivere. Ne consegue, pertanto, che è sempre bene leggere se si vuole scrivere e sopratutto essere letti. Insomma la lettura e la scrittura sono meccanismi connessi e interdipendenti.

  • Una crociera che vi consiglio di non fare!

    Una crociera che vi consiglio di non fare. Un uomo e una donna si accingono a entrare in un ascensore. Sono giovani: lei attraente, lui interessante. Entrambi hanno in mano quella che sembra essere una rivista ma che poi si rivelerà essere il catalogo di una famosa società di navigazione che organizza crociere per il mondo. Una società che, a mio modesto parere, ha commissionato il più stupido e volgare spot commerciale che sia stato mai girato e che da qualche settimana gira su tutte le televisioni italiane.

  • Foglie non fogli: scrittori per le foreste

    Le foglie degli alberi sono come le pagine dei libri. Le pagine dei libri sono come le foglie degli alberi. L’idea della natura e l’idea della scrittura si incontrano sui sentieri del mondo, percorrendo le pagine dei libri. Il mondo della comunicazione, del pensiero, della scoperta, della ricerca, tutti i pensieri del mondo sul foglio di un libro, tutta la natura del mondo sulla foglia di un albero. Un pensiero che si rinnova ogni qualvolta che si gira la pagina di un libro. Una natura che si rinnova ogni qualvolta una foglia cade da un albero. Ma per fare i fogli dei libri non dobbiamo abbattere gli alberi perché altrimenti sia le foglie che i fogli sono destinati a scomparire dalla faccia della terra. Questo è il senso dell’operazione lanciata da “Greenpeace” e da tanti scrittori in difesa della natura, per una editoria che non distrugga gli alberi e che faccia rifiorire sempre le foglie affinché possiamo continuare a girare le pagine dei libri e conservare i pensieri di chi legge e di chi scrive.

  • Il perché della nostra vita

    Perché viviamo? Ha senso porsi questa domanda oggi, in una società che ha celebrato la fine di tutte le ideologie, tranne quella del consumo e che vive nel presente, dell’immediato, ponendosi solo fini a breve termine, come la redditività o la competitività? Nell’epoca della globalizzazione siamo incapaci di rispondere a domande come: a che cosa serve la conoscenza? E lo sviluppo economico? A cosa il potere? Troppo spesso questo silenzio lascia spazio a risposte selvagge che nessuno riesce a controllare né tanto meno il povero bibliomane che affoga nel mare magnum della sua sete di sapere e scopre che più sa e più sa di non sapere.

  • L'11 settembre in una poesia di Orazio

    Seamus Heaney, lo scrittore irlandese premio Nobel per la letteratura nel 1995, ha scritto che in un'ode di Orazio di circa 2000 anni fa, c'è una possibile risposta sulla morte "che giunge dal cielo" e che distrusse le torri gemelle a New York e cambiò il corso della storia del mondo moderno. Il suo scritto è pubblicato in un libro che vedrà la luce in occasione dell'anniversario dell'11 settembre.

  • “Ground Zero”

    Arrivammo a “ground zero” prendendo un enorme cab giallo guidato da un giovane tassista nero che sembrava parlasse a se stesso ed invece colloquiava attraverso l’auricolare con qualcuno chissà dove. Parlava di donne, di cibo, di abitudini non condivise, di soldi che doveva avere. Di tanto in tanto si voltava e ci diceva dove eravamo: i ponti, i grattacieli, il palazzo delle Nazioni Unite, il traffico. Tutto detto in una lingua che non era inglese, né americana, né africana o creola, ma che aveva sapore e significato anche per chi, come mia cugina, di inglese non ne sapeva nulla. Bastava usare la fantasia. Quando arrivammo in zona, accostò e disse: “This was the spot”, questo era il posto.