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Le meraviglie dell'inverno

Molto si potrebbe dire degli inconvenienti che provoca la venuta dell'inverno specialmente dalle nostre parti. L'Italia è un paese collocato al centro del Mediterraneo, dovrebbe avere un clima mite e temperato. Ma non sempre è così. Per la sua posizione è esposto sia alle correnti provenienti dal nord Europa che da quelle del continente africano. Il che comporta molto spesso elevate escursioni termiche non solo nei passaggi stagionali ma anche nell'arco di una giornata. La conformazione del nostro territorio, inoltre, con quella lunga spina dorsale che sono gli Appennini, fanno il resto.
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Elogio dell'Autunno

L'autunno è per definizione una stagione triste. Gli aggettivi e le espressioni usate per descriverlo in questo stato d'animo, caratterizzato dalla tristezza, sono infiniti: malinconico autunno, l'autunno della ragione, tristezze d'autunno, foglie morte d'autunno, tristi riti autunnali, l'autunno del nostro scontento, l'autunno del cuore, l'autunno della democrazia, l'autunno del pensiero, l'autunno della memoria, l'autunno dei morti e via tristeggiando.
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L'impero senza fine

Questo libro farà la felicità di un mio esimio collega guida di Supereva. Anche se non conosco Vittorio Todisco, mi pare che ci siano delle concordanze esistenziali e culturali tra noi. Per questa ragione gli dedico la recensione di questo libro che ho appena avuto modo di sfogliare durante il mio recente sogggiorno inglese. E' un libro che ha volume e spessore culturale sia per numero di pagine che di contenuto.
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Il nemico viene dal cielo: 20 Anni da Chernobyl

Ricordo quel giorno allorquando sembrò che il cielo fosse diventato il nemico numero uno dell'uomo e della sua umanità. Temevamo che la pioggia radioattiva potesse cadere con le sue scorie sulla nostra frutta, sulla verdura, sui nostri campi coltivati, sulle nostre acque, sul nostro mare. Temevamo il vento dell'est, che portasse le scorie avvelenandoci tutti, destinandoci ad una morte lenta ed inaspettata. Allora c'era ancora il Muro. Infinite e veementi furono le maledizioni inviate a quella parte del mondo dal quale quello stesso muro ci divideva ideologicamente e divideva il mondo in due. Tutte e due le parti, comunque, si ritrovavano sotto lo stesso cielo, un cielo dal quale proveniva il pericolo e sembravano dovere condividere lo stesso destino nucleare di una fine annunciata e prevista ma sfuggita dalle mani di politici e tecnici che avevano osato sfidare il cielo.
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2006-2026: Tre Mondi e Sedici Scenari
Sta per iniziare un nuovo anno. Vi propongo un gioco e vi invito ad immaginare quello che sarà il nostro pianeta tra venti anni, nell’anno 2026. Questo articolo vuole ipotizzare il futuro in tre Mondi e Sedici Scenari. I sedici temi che riguardano la vivibilità, la genetica e la sostenibilità con i quali viaggeremo tra realtà e fantasia. Quest’ultima, si sa, è sempre anticipatrice della prima, se non in tutto, almeno in parte. I tre mondi di cui parliamo sono: Mondo 1: quello che riguarda il mondo della tecnologia dei paesi tecnologicamente più avanzati. Mondo 2: una realtà che include la Cina, l’India, la Russia, il Brasile, l’Indonesia ed altri piccoli paesi. Il Mondo 3 è formato dai paesi più poveri, in gran parte paesi dell’Africa, e paesi come Haiti e Afganistan.
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Io appartengo alla “generazione fortunata”
Non sapevo di appartenere ad una generazione fortunata. Mi riferisco a quella dei nati tra 1935 e il 1955. Ora lo so grazie a questo libro appena uscito. Un libro dedicato a chi ha diversi “anta”, ma senza malinconie o tristezze, ben sapendo che i sogni finiscono sempre all’alba e che tutta la vita è fatta di tante albe che rinnovano l’esistenza. Come ben dice qualcuno, la vita è fatta di sogni e i sogni aiutano a vivere. Coloro che hanno avuto la fortuna di nascere in questo ventennio, allora, hanno avuto a disposizione opportunità storiche e private di costruirsi un’esistenza ricca di conquiste positive e radicali. “Progetti personali, sogni come ideali collettivi, sogni come ottimismo sulle sorti dell’umanità e sul contributo che noi, ciascuno di noi, avremmo potuto dare”, così si esprime l’autrice. E’ vero, c’entro anche io. Cinquantenni e sessantenni che abbiamo avuto il sogno di cambiare il mondo, partecipando attivamente alla vita democratica, dopo le dittature e gli orrori.
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Le inevitabili sorprese del "Mondo Nuovo"
«Nei prossimi 20 anni, grazie alla medicina rigenerativa, basata sulle cellule staminali, cureremo gran parte delle malattie, comprese quelle neurodegenerative, o le rallenteremo fino a renderle innocue per l’organismo. Ma soprattutto vivremo più a lungo, molto più di quello che si possa immaginare». Quanto a lungo? «Credo che i nostri figli vivranno anche un paio di secoli. Diventerà possibile frenare i processi di invecchiamento a livello cellulare, dei quali cominciamo già a conoscere i meccanismi, per rimanere giovani per un tempo lunghissimo. I primi esperimenti sono stati positivi».
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Il mondo duemila anni fa: "Expositio totius mundi"
Avere tra le mani un libretto del genere è come vivere e rivivivere indietro nel tempo, attraverso parole nuove perchè antiche, eppure diverse e moderne, perchè esprimono pensieri che ormai appartengono al tempo assoluto e a chi in quei tempi visse visitando quei luoghi che oggi ci sopravvivono ma che appartennero ad altri.
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“Se l’inverno è qui, può la primavera essere lontana?”

Così si chiedeva il poeta inglese Percy Bysshe Shelley nella sua famosa poesia “Ode al vento d’Occidente”. Possiamo ben sperare da un interrogativo del genere, tipico esempio di pensiero positivo, perché sappiamo che, per quanto duro, lungo e sofferto possa essere un inverno (e quello appena trascorso lo è stato davvero!), è comunque destinato a finire e a dare spazio alla primavera. Una speranza certa, quindi, che aiuta gli esseri umani a continuare a vivere. Possiamo di nuovo seminare per crescere e rigenerarci. Senza semina non c’è vita, e saremmo tutti inevitabilmente destinati a morire.
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E Palladio inventò la villa
Fu Palladio il vero inventore della villa moderna, colui che riuscì ad armonizzare esigenze funzionali, strutturali ed estetiche, tanto che i suoi modelli, da lui spiegati nel Trattato di architettura del 1570, sono stati imitati e riproposti per secoli nel Veneto. Dalle ville palladiane a quelle regie del Settecento, dai villini liberty fino alle recenti riletture di Carlo Scarpa, la mostra vicentina permette appunto di compiere un affascinante viaggio in questo passato grazie alle centinaia di opere d'arte esposte, provenienti da più di cinquanta musei di tutto il mondo: dipinti di Veronese, Tiziano, Guercino, Jacopo Bassano, disegni di Raffaello, Giulio Romano, Peruzzi, Canaletto, Tiepolo e Palladio, ma anche mosaici e affreschi romani, manoscritti medievali e rinascimentali, incisioni, mappe e libri rari, modelli architettonici originali o eseguiti appositamente per la mostra descrivono perfettamente la struttura e la filosofia della villa veneta. A Vicenza, una mostra sull'architettura neoclassica. Un fenomeno artistico esportato in tutto il mondo, capace di influenzare anche le dimore coloniche degli Stati Uniti e della stessa Casa Bianca.
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