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  • La firma dell'autunno

    Ancora una poesia moderna dedicata all’autunno. Una stagione questa che trionfa in tutti i suoi colori, in particolare il giallo. Questa volta il poeta che ha scritto questa breve composizione, più in prosa che in versi a dire il vero, personalizza la figura di questa stagione e ne individua addirittura la “firma”. E dove poteva leggerla se non nel documento “scritto” della natura?

  • La stagione dell' "autunno rosso"

    Chi la chiama “rivoluzione d’ottobre”, chi “rivoluzione d’autunno”, chi “rivoluzione bolscevica”, chi “rivoluzione russa”, chi “vento d’ottobre”. Una cosa certa è che accadde poco meno di cento anni fa, nel mese di ottobre del 1917. Un secolo fa che sembra un millennio. Bisogna ricordare, inoltre, che in Russia a quel tempo si usava il calendario giuliano e quindi la rivoluzione avvenne nel mese di novembre e per questa ragione viene detta anche “Rivoluzione di novembre”.

  • "Diario Autunnale" di Giovanni Pascoli

    Il tema dell’autunno trova spazio in una serie di poesie di Giovanni Pascoli raccolte sotto il titolo “Diario autunnale”. Queste composizioni chiudono l'edizione dei “Canti di Castelvecchio”. Sono otto liriche pubblicate nel 1907 ed entrate nei Canti solo in appendice alla quinta edizione del 1910. I luoghi e le date alle singole poesie sono da collocarsi negli ultimi due mesi del 1907, nel periodo trascorso dal Poeta tra Bologna e San Mauro, da dove fece ritorno a Castelvecchio verso la metà di dicembre.

  • L'autunno di Shakespeare

    Tra i tanti post nei quali mi sono cimentato per celebrare la stagione dell’autunno non poteva mancare un richiamo al poeta dei poeti, il sommo William Shakespeare. Il tema dell’autunno viene da lui affrontato nel sonetto 73, che inizia con questo verso: “Quella stagione in me tu puoi vedere”. L’autunno è sinonimo di vecchiaia e per descriverli il poeta utilizza tre diverse metafore: un albero, un giorno, il fuoco. Ma non tutto è drammaticamente pessimistico. Il suo scopo è quello di mettere in evidenza la forza dell’amore.

  • Un Haiku per l'autunno

    Scrivevo in un post di qualche anno fa che ci sono piccolissime cose nella vita che possono affascinare. Una di queste è l’Haiku. Non è una poesia vera e propria, non è un aforisma, non è un detto o un proverbio. È solo un semplice gioiello poetico che raccoglie in 17 sillabe un’emozione. È un componimento dell’anima, dove tante parole non servono, agisce la delicata e quasi insostenibile leggerezza di una carezza.

  • La "caduta" dell'autunno

    E’ noto che la parola “autunno” viene tradotta in due modi in lingua inglese: “autumn” e “fall”. Il primo termine deriva dal latino “autumnus” - “auctumnus”, da “auctus” part. pass. di “augere” “aumentare-arricchire”. Il secondo dall’indoeuropeo “phol” cadere. Il primo è lessicalmente legato alla tradizione culturale delle Isole Britanniche, il secondo è in uso altrove, specialmente nella realtà americana e oltre. La differenza non è affatto banale. Due modi diversi e quasi opposti nella visione della realtà di una stagione, quale quella che stiamo vivendo: l’autunno. Il senso di “caduta” si rileva in maniera evidente nella poesia che propongo qui di seguito.

  • "Specialmente quando il vento d'Ottobre "

    Il giorno 5 novembre di oltre mezzo secolo fa, in pieno autunno, per l’esattezza nell’anno 1953, un giovane cammina tutto solo lungo una ventilata spiaggia nei pressi di New York. Indossa un cappotto scuro ed i suoi capelli sono scompigliati dal vento. Passeggia fumando nervosamente una sigaretta dopo l’altra. I gabbiani volano basso garrendo. Ma non sembrano turbare i suoi pensieri. Anzi, a quegli uccelli egli sembra affidare i suoi pensieri impetuosi. La stessa sera, quel giovane viene ricoverato al Roman Catholic Hospital in preda ad un attacco di delirium tremens.

  • Libri d'autunno

    Questo spazio virtuale, come si sa ormai da quasi sette anni, non si occupa di libri in modo tradizionale ma trasversale alla patologia che è la Bibliomania. L’eventuale visitatore ha quindi la possibilità di leggere testi, recensioni, notizie, avvenimenti, scoperte, visitare luoghi, siti, conoscere persone, libri antichi e moderni, nuovi o vecchi, cartacei o elettronici così come colpiscono la mente di chi è nato lettore, si crede scrittore, è diventato bibliofilo, è finito bibliomane. Di tanto in tanto però questo bibliomane ama affacciarsi in libreria e parlare di nuovi libri. Ecco che cosa ha trovato sugli scaffali in queste prime settimane di autunno.

  • Il "Canto d'autunno" di Baudelaire

    Ci sono poesie che anche a distanza di anni si leggono come se fossero state appena scritte. Vivono nel presente, pur appartenendo ad un altro tempo, ad altre sensibilità, ad un altro contesto. Il “canto d’autunno” di Charles Baudelaire è una di queste poesie. Una ballata che canta e lamenta la morte dell’umanità nell’uomo nei confronti dei suoi simili. Una prova questa che ancora una volta ci conferma come ogni vero, buon poeta debba essere sempre “realista” nella sua poesia.

  • La "Chimera" nel "Giardino Autunnale"

    Sempre per restare nel tema corrente di questo periodo, l’arrivo dell’autunno, la poesia che ho deciso di commentare in questo post è stata scritta da un poeta italiano di cui non rivelerò il nome se non alla fine dello stesso post. Anzi, a dire il vero, le poesie sono due. La prima, intitolata “Giardino Autunnale”, conduce alla seconda, “La Chimera”, e ad essa ritorna. Quest’ultima dà la chiave di comprensione alla prima. Entrambe formano il cosi detto “messaggio” del poeta ma, sopratutto, offrono la possibilità di comprendere la tormentata figura umana chi si nascondeva dietro quel nome e cognome.