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  • Io appartengo alla “generazione fortunata”

    Non sapevo di appartenere ad una generazione fortunata. Mi riferisco a quella dei nati tra 1935 e il 1955. Ora lo so grazie a questo libro appena uscito. Un libro dedicato a chi ha diversi “anta”, ma senza malinconie o tristezze, ben sapendo che i sogni finiscono sempre all’alba e che tutta la vita è fatta di tante albe che rinnovano l’esistenza. Come ben dice qualcuno, la vita è fatta di sogni e i sogni aiutano a vivere. Coloro che hanno avuto la fortuna di nascere in questo ventennio, allora, hanno avuto a disposizione opportunità storiche e private di costruirsi un’esistenza ricca di conquiste positive e radicali. “Progetti personali, sogni come ideali collettivi, sogni come ottimismo sulle sorti dell’umanità e sul contributo che noi, ciascuno di noi, avremmo potuto dare”, così si esprime l’autrice. E’ vero, c’entro anche io. Cinquantenni e sessantenni che abbiamo avuto il sogno di cambiare il mondo, partecipando attivamente alla vita democratica, dopo le dittature e gli orrori.