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  • Natale in lingua napoletana

    Ho scelto alcune poesie in vernacolo napoletano per celebrare la festa della Natività cercando di entrare in quello che è il vero spirito della rappresentazione del presepe, il tutto però visto in chiave umana nella sostanza e linguistica nella forma.

  • L'autunno di Van Gogh

    Tutti conosciamo la pittura di quel genio particolare che fu Vincent Van Gogh. Anche lui, come molti artisti nella storia della pittura mondiale, si sono occupati di questa stagione della vita. Questo “Paesaggio d’autunno” è uno dei suoi primi lavori quando l’artista privilegiava lo stile impressionista usando un gran numero di dettagli e meno colori di quanti ne avrebbe poi usato in seguito.

  • Il mese delle farfalle

    Una semplice ma famosa parabola sulla natura della realtà, così come ogni essere umano la percepisce, è sufficiente in questo scorcio di estate davvero bollente per farci riflettere sulla evanescenza della condizione umana. L’occasione ce l’offre la celebrazione del “mese della farfalla” così come è stato lanciato dal Wwf. La farfalla è senza dubbio l’essere vivente più straordinario che esista al mondo. Badate bene, non ho detto “l’animale più straordinario”, e qui intendo spiegarvi il perchè.

  • Fotomanipolazioni estive in tema di libri

    Mi sono sempre chiesto quante parole può contenere una immagine, o meglio in quante parole una immagine può essere descritta per liberare il pensiero e dar vita alla creatività della fantasia. In fondo cosa sono i libri? Non altro che sequenza di pagine fatte di parole che cercano di “immaginare” e quindi “fotografare” nella mente del lettore una serie di eventi concatenati che creano storie e fanno un senso. E che cosa fa il Bibliomane, che ama, legge e colleziona i libri? Insegue la realtà che lo circonda e quella degli altri cercando immagini per fissarle nella sua mente e formare la sua biblioteca visiva immaginaria.

  • Gershwin e la sua "estate"

    Il tema dell’estate è stato sempre il tema più preferito da tutti gli artisti per celebrare la vita. Sia a parole che con il pennello, in versi o in musica, con la fotocamera o la danza, l’estate trionfa nella vita degli uomini. Chi non conosce il tema di “Summertime” del più famoso compositore americano del XX secolo George Gershwin? Anche se morì alla giovane età di 38 anni, egli ci ha lasciato in eredità una grande quantità di musica scritta in collaborazione con suo fratello Ira.

  • L'estate di Frankenstein

    Non sempre l’estate è la stagione della bellezza, dell’amore, dei fiori e dei colori. Può anche essere l’occasione per creare storie che sfidano il mistero della vita e fanno accapponare la pelle. Quella che cominciò a scrivere la scrittrice inglese Mary Godwin (che diventerà poi Mary Shelley) nell’estate del 1816, all’età di soli diciannove anni, rimane un capolavoro, un romanzo divenuto poi immortale perchè costruito su uno dei miti della letteratura. Esso affonda, infatti, le sue radici nelle segrete e insondabili gioie e paure dell’animo umano: la creazione della vita.

  • "Sogno di una notte di mezza estate"

    Puck è un folletto malizioso caratteristico del folklore inglese che ha ispirato molti personaggi letterari specialmente quello di Shakespeare nella sua straordinaria commedia "Sogno di una notte di mezza estate". La figura di Puck è strettamente associata al gioco degli inganni e il termine "puckish" sta ad indicare qualcuno che ha un carattere tanto luminoso quanto enigmatico.

  • La mente dei nuovi media

    Le nuove forme di comunicazione hanno sempre causato panico morale a cominciare dalla invenzione della stampa, sin dai tempi di Gutenberg, con la nascita dei giornali, dei libri tascabili, della televisione. Tutte novità annunciate e denunciate come minacce e attacchi al cervello dei consumatori e alla loro fibra morale. La medesima cosa accade oggi con la moderna tecnologia.

  • "Posso paragonarti a un giorno d'estate?"

    "Posso paragonarti a un giorno d'Estate? Tu sei più amabile e più tranquilla. Venti forti scuotono i teneri germogli di Maggio. E il corso dell'estate ha fin troppo presto una fine. Talvolta troppo caldo splende l'occhio del cielo, E spesso la sua pelle dorata s'oscura; E d'ogni cosa bella la bellezza talora declina, spogliata per caso o per il mutevole corso della natura. Ma la tua eterna estate non dovrà svanire, Nè perder la bellezza che possiedi, Nè dovrà la morte farsi vanto che tu vaghi nella sua ombra, Quando in eterni versi al tempo tu crescerai: Finchè uomini respiraranno o occhi potran vedere, Queste parole vivranno, e ti daranno vita."

  • Una storia della lettura

    Quella che racconta Alberto Manguel non è la storia della lettura, ma è, appunto, una storia della lettura: soggettiva e unica, e proprio per questo di tutti. Infatti, alla dissertazione letteraria, Manguel aggiunge annotazioni personali, passi autobiografici, aneddoti che dissacrano la letteratura in quanto scienza e che invece sanciscono la superiorità della lettura e, soprattutto, dei lettori. Così, dopo aver chiamato in causa autori come Plinio, Dante, Cervantes. Victor Hugo, Rabelais e Borges, Manguel parla della forma del libro, dei libri proibiti, del valore delle prime pagine, di cosa vuol dire leggere in pubblico e, al contrario, dentro la propria testa, e ancora, del potere del lettore, della sua capacità di trasformare e dare vita al libro, quanto e forse più dell'autore stesso, della follia dei librai e del fuoco sacro che divora ogni vero appassionato di storie.