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  • Elogio del bibliomane

    "I libri si fanno solo per legarsi agli uomini al di là del nostro breve respiro e difendersi così dall'inesorabile avversario di ogni vita: la caducità e l'oblio". Così si chiude questa "novella" di cinquantatré pagine appena, per offrire il ritratto di un personaggio a metà tra genialità, magia e surreale: Mendel dei libri è un breve racconto, quasi un monologo, stilisticamente non accattivante, che però contiene un profondo messaggio d’amore per le lettere, viste come strumento necessario per innalzarsi da una situazione di ferinità ad un livello più alto dell’esistenza.

  • 1001 libri da leggere prima di morire

    Se siete indecisi su quale libro leggere, Peter Boxall, docente di letteratura inglese all’università del Sussex, potrà esservi d’aiuto. 1001 libri da leggere prima di morire (Atlante 2007), è il titolo provocatorio di un libro che va consultato ogni volta che si ha un dubbio o una curiosità in materia di libri. Più di novecento pagine che ripercorrono secoli di scrittura e di storia. Tutti i testi selezionati e proposti formano una rassegna dei romanzi e degli scrittori che hanno lasciato il segno nella storia della letteratura. Si spazia da I Malavoglia ai Promessi Sposi, da Il Gattopardo a Uno nessuno e centomila. E ancora Addio alle armi, Alice ne paese delle meraviglie, La guerra dei mondi, e la lista, come è facile intuire dal titolo, è ancora molta lunga.

  • Che cos'è un libro. Una pillola?

    Molti anni fa una rivista americana pubblicò una vignetta umoristica in cui si vedevano due capre. Una divorava metri di pellicola cinematografica, e l'altra si sgranocchiava il volume da cui era stato tratto il film. E quest'ultima diceva: «È meglio il libro!» Quindi, in un paese come l'Italia che preferisce di gran lunga le immagini (televisive, cinematografiche, o di qualsiasi altro tipo), e trascura le parole stampate, io credo proprio di dover dedicare queste pagine a tutte le 'capre' italiane che non leggono mai un libro, e che non sanno cosa si perdono. Come diceva una mia saggia amica: «Piuttosto che diventare schiava del Librium, mi prendo un libro».