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  • L'estate senza fine di Shakespeare

    Il tema dell’estate viene affrontato da Wlliam Shakespeare nel sonetto numero 5 della sua raccolta in una maniera quanto mai drammatica e realistica, legando il filo della continuità esistenziale a quello del ciclo naturale della vita e della riproduzione. Una visione forse troppo pessimistica e brutale, non per questo però meno realistica e veritiera.

  • L'estate di William Blake

    Questa poesia dedicata all’estate è una poesia abbastanza difficile da interpretare. Essa rientra nella logica narrativa di un poeta che con il suo fascino, ancora tutto moderno, non si sa come definire, se folle o visionario. Dal titolo si capisce che è dedicata all’estate mediante la tecnica della personificazione. Questa ardente stagione viene infatti immaginata come un cavaliere che cavalca furiosi destrieri dalle narici di fuoco.

  • "Posso paragonarti a un giorno d'estate?"

    "Posso paragonarti a un giorno d'Estate? Tu sei più amabile e più tranquilla. Venti forti scuotono i teneri germogli di Maggio. E il corso dell'estate ha fin troppo presto una fine. Talvolta troppo caldo splende l'occhio del cielo, E spesso la sua pelle dorata s'oscura; E d'ogni cosa bella la bellezza talora declina, spogliata per caso o per il mutevole corso della natura. Ma la tua eterna estate non dovrà svanire, Nè perder la bellezza che possiedi, Nè dovrà la morte farsi vanto che tu vaghi nella sua ombra, Quando in eterni versi al tempo tu crescerai: Finchè uomini respiraranno o occhi potran vedere, Queste parole vivranno, e ti daranno vita."

  • L'ode dell'immortalità

    Man mano che gli anni passano ci si rende conto di come la realtà evolve restando sempre eguale a se stessa mentre gli uomini cercano di aspirare all'immortalità. Una ricerca inutile perchè se cresciamo spiritualmente, fisicamente la natura ci tradisce e l'immortalità rimane un'illusione. Dovremmo riflettere sui giorni che ci scivolano addosso rimpiangendoli oppure essere contenti delle esperienze vissute? Questa famosa poesia che mi accingo a commentare sembra confermare il fatto che è possibile apprezzare la bellezza unica della fanciullezza riconoscendo il valore della crescita umana comprendendola attraverso l'essenza della natura.

  • Un vecchio in una notte d'inverno

    Un vecchio solo nella sua casa nel bel mezzo dell'inverno. Non ricorda, a causa della sua età, perchè è in quella casa, non sa nemmeno chi è. Ma si sente vivo di fronte all'inverno crudele che infuria fuori. Ad un certo punto ha come una improvvisa paura di qualcosa che proviene dalla cantina sotto i suoi piedi e dal buio della notte fuori. Batte forte i piedi a terra, come per scacciare l'ignoto. Poi cade in un profondo sonno davanti al fuoco dopo di avere avvertito lo schioppettio della legna.

  • L'autunno di John Keats

    Tra qualche giorno finisce la primavera e comincia l'autunno, la stagione di transizione per eccellenza. Tutta la vita potrebbe essere considerata un "transito", un passaggio nella realtà della vita. Un viaggio che inizia da qualche parte lontano e finisce in un altrove che tutti andremo a conoscere.

  • Lord Byron: poeta e puttaniere

    Quando si innamora un poeta le conseguenze possono essere drammatiche. Se il poeta poi è un inglese le cose sono destinate a complicarsi. Nel caso di Lord Byron le connessioni sono davvero infinite ed inimmaginabili: il soggetto conduce strani affari con aristocratiche gentildonne del tempo; mantiene relazioni con attrici e attricette, serve e servette; ammiratrici plagiate; prostitute d'accatto; una relazione incestuosa con la sorellastra; un matrimonio breve e disastroso. E questo per dire solamente del rapporto con le donne. E' un miracolo che un libertino del genere trovasse anche il tempo per scrivere poesia. E che poesia! Parlo di Lord Byron, uno dei più grandi poeti romantici inglesi.

  • "A World, A Heaven, The Eternity" in una poesia di William Blake

    I primi quattro versi di questa poesia inglese, "Auguries of Innocence", scritta da William Blake sono, a mio parere, i versi più belli che siano mai stati scritti in tutte le lingue. Versi che trascendono il pensiero, sia laico che religioso, e conducono direttamente al cuore della condizione umana. Blake riassume in semplici, infantili parole la visione del mondo di un bambino quando, in riva al mare, prende la sabbia e fa scivolare i granelli tra le sue dita. Granello dopo granello esamina il suo mondo e lo fa scorrere fermandosi a guardare nella sua innocenza senza tempo.

  • La bellezza della primavera

    La bellezza, in quanto essenza, non appartiene al mondo fisico, ragion per cui non la si può afferrare e ancor meno possedere; non appena ci si avvicina per sfiorarla, essa sfugge. La bellezza è un mondo fatto esclusivamente per gli occhi; non è destinata né alla bocca né alle mani. Ama essere guardata, ma non sopporta di essere toccata.

  • Come ti amo nel giorno di San Valentino

    Per la celebrazione del giorno di San Valentino ecco una famosa poesia della poetessa inglese Elizabeth Barrett Browning. Il sonetto fu scritto nel 1845 mentre lei veniva corteggiata dal poeta Robert Browning. Porta il numero XLIII e fa parte della raccolta intitolata Sonnets From the Portuguese. Elizabeth Barrett Browning nacque a Durham in Inghilterra nel 1806. Prima figlia di genitori benestanti proprietari di una piantagione in Giamaica. Non frequentò alcuna scuola e venne educata in casa. Da giovane studiò l'ebraico per poter leggere in lingua originale la Bibbia, e il greco per studiare il teatro e la filosofia greca. Cominciò a scrivere poesie sin dall'età di 12 anni, anche se non pubblicò nulla per i successivi venti anni.