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  • L'estate di Frankenstein

    Non sempre l’estate è la stagione della bellezza, dell’amore, dei fiori e dei colori. Può anche essere l’occasione per creare storie che sfidano il mistero della vita e fanno accapponare la pelle. Quella che cominciò a scrivere la scrittrice inglese Mary Godwin (che diventerà poi Mary Shelley) nell’estate del 1816, all’età di soli diciannove anni, rimane un capolavoro, un romanzo divenuto poi immortale perchè costruito su uno dei miti della letteratura. Esso affonda, infatti, le sue radici nelle segrete e insondabili gioie e paure dell’animo umano: la creazione della vita.

  • L'ode dell'immortalità

    Man mano che gli anni passano ci si rende conto di come la realtà evolve restando sempre eguale a se stessa mentre gli uomini cercano di aspirare all'immortalità. Una ricerca inutile perchè se cresciamo spiritualmente, fisicamente la natura ci tradisce e l'immortalità rimane un'illusione. Dovremmo riflettere sui giorni che ci scivolano addosso rimpiangendoli oppure essere contenti delle esperienze vissute? Questa famosa poesia che mi accingo a commentare sembra confermare il fatto che è possibile apprezzare la bellezza unica della fanciullezza riconoscendo il valore della crescita umana comprendendola attraverso l'essenza della natura.

  • Una poesia, due mentalità a confronto

    La poesia è sempre un fatto personale, soggettivo ed irrepetibile. Lo è ancora di più quando i sentimenti poetici vengono proposti in lingue diverse. Metterò a confronto una famosa poesia inglese "Elegy written in a country churchyard" del poeta romantico inglese Thomas Gray con la traduzione in italiano dell'illuminista italiano Melchiorre Cesarotti.

  • “Una iena col reggiseno”: Mary Wollstonecraft Godwin

    Per la giornata delle Donne. Da poco è uscito in Inghilterra una nuova biografia di Mary Wollstonecraft una scrittrice inglese del 18° secolo autrice di un famoso trattato sui diritti delle donne, moglie del filosofo William Godwin e madre di Mary Shelley, autrice della famosa storia di Frankenstein. Negli anni settanta il movimento femminista internazionale ebbe come slogan, tra i tanti, anche questo: “The personal is the political”. La vita di Mary fu, appunto, un fatto personale che diventò poi un fatto politico, uno slogan che ha il carattere di un “mantra”, un’energia, una vibrazione nel significato della parola indiana, una “politica” nel significato culturale occidentale.