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  • La stanza dei libri strani

    Sono sempre convinto che l’espressione “ogni uomo è un libro” corrisponde ad una verità che se non è assoluta, ci manca poco dall’esserlo. E’ inteso che la frase può benissimo essere rivoltata e quindi ogni libro diventa un uomo. Uomini e libri si confrontano nel momento in cui essi entrano nel mondo.

  • La scrittura e la lettura sociale

    Qualcuno ha scritto che gli uomini leggono per non restare soli. C’è chi invece sostiene che leggere è un’azione egoistica perchè la lettura isola in un mondo artificiale. Comunque sia, oggi leggere è diventato un fatto sociale. E non solo la lettura ma anche la scrittura.

  • "In principio era il Verbo ..."

    "In principio era il verbo ..." Tutti lo sappiamo. Ma quello che non sappiamo, e nessuno è mai riuscito ad appurare, è quante e quali fossero le parole che anticiparono la comparsa dell'uomo su questa terra. Lo so che il Verbo era presso Dio, in quanto Dio era il Verbo. Ma le cose restano non chiare.

  • Un Haiku per l'autunno

    Scrivevo in un post di qualche anno fa che ci sono piccolissime cose nella vita che possono affascinare. Una di queste è l’Haiku. Non è una poesia vera e propria, non è un aforisma, non è un detto o un proverbio. È solo un semplice gioiello poetico che raccoglie in 17 sillabe un’emozione. È un componimento dell’anima, dove tante parole non servono, agisce la delicata e quasi insostenibile leggerezza di una carezza.

  • Albano, primo martire cristiano in Britannia

    Era entrato nella cattedrale dedicata ad Albano seguendo come di istinto un percorso che sembrava conoscere bene. Dal centro della città, al semaforo, giù lungo quella stradina acciottolata, a destra. Si era fermato per un attimo sotto la volta di ingresso. Aveva dato uno sguardo in direzione del parco senza poter vedere nulla né del lago né delle mura romane. Aveva varcato il portone d’ingresso quasi furtivamente, sfuggendo alla densa e fitta nebbia che era calata improvvisa in quel primo pomeriggio di dicembre...

  • I favolosi anni sessanta

    Erano gli anni del cosiddetto boom economico, i favolosi anni sessanta. Con quel nome sono passati alla storia. Favolosi, cioè da favola. Incredibili, irreali, inventati, artificiali, irrepetibili. Sarà poi vero? La parola d’ordine era: muoversi, andare, partire verso il nord, verso quei posti dove il benessere economico stava per cambiare la vita di molti cittadini. Alvano, invece, ritornava. Ma era consapevole che sarebbe partito presto di nuovo. Restare o partire. L’eterno dilemma di chi si sente tirato prima da una parte e poi dall’altra. Un continuo conflitto, prima con sé stessi e poi con gli altri.

  • Fotomanipolazioni estive in tema di libri

    Mi sono sempre chiesto quante parole può contenere una immagine, o meglio in quante parole una immagine può essere descritta per liberare il pensiero e dar vita alla creatività della fantasia. In fondo cosa sono i libri? Non altro che sequenza di pagine fatte di parole che cercano di “immaginare” e quindi “fotografare” nella mente del lettore una serie di eventi concatenati che creano storie e fanno un senso. E che cosa fa il Bibliomane, che ama, legge e colleziona i libri? Insegue la realtà che lo circonda e quella degli altri cercando immagini per fissarle nella sua mente e formare la sua biblioteca visiva immaginaria.

  • Il ginnasio di Alvano

    L’unico ricordo positivo che aveva degli anni del ginnasio, nelle sue perdute memorie di scuola, era lo studio della lingua francese. Ogni volta che c’era l’ora di francese Alvano era felice. Lei entrava in classe col suo passo cavallino, sui tacchi a spillo, alta, formosa, sempre ricercata nel vestire. Alvano la seguiva con lo sguardo, era come se la conoscesse da sempre. Si fermava a mezza strada tra la porta e la cattedra. Si guardava intorno per un attimo, poggiando a terra la punta dell’ombrello. Dopo di aver fatto cenno agli alunni di sedere, saliva sulla pedana.

  • La biblioteca del padre (II)

    Cominciava, però, ad insinuarsi nella sua mente l’idea della scoperta, il desiderio di affacciarsi da solo alla finestra del mondo. Un mondo che fino ad allora per lui era fatto di tanti pezzi, a volte piccoli, a volte grandi. Di piombo o di legno. Tondi o corsivi. Maiuscoli o minuscoli. Le lettere dell’alfabeto erano, infatti, i pezzi intorno ai quali Alvano stava cominciando a costruire la sua visione della realtà. Nell’altra stanza della stamperia, c’era la composizione. Grandi casse con piccoli riquadri contenenti lettere di ogni tipo. Dovevano essere prese una ad una, messe l’una dietro l’altra, riga dopo riga, fino a formare una ‘forma’ che era poi la pagina.

  • Recensire la scrittura

    E' facile dimenticare quanto sia importante leggere, parlare e scrivere di libri. Parlarne o sparlarne, recensire o stroncare è un'arte che non tutti conoscono o sanno usare con discrezione. Si legge, si parla e si scrive di un libro a cuor leggero, come magari si parla e si gusta o ci si disgusta di una pizza. E invece bisogna sempre pensare che leggere e scrivere di libri presuppone una abilità non sempre facile a trovarsi. Ma per sapere fare questo è importante conoscere bene di cosa si legge, si parla o si scrive: il libro.