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    Mai pubblicare un libro a pagamento. Se vale, il libro trova un editore. Certo, ci sono anche autori incompresi: Moravia pubblicò il primo libro a sue spese, se non sbaglio, e “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa fu inizialmente rifiutato. Ma si tratta di eccezioni. Se si pubblica un libro sacrificando il proprio denaro, vuol dire che nessun editore importante lo ha preso in considerazione. E il biglietto da visita per ottenere recensioni e attenzione è pessimo. Quindi: io, per fare un esempio pratico, io come tanti altri!, non so se Daniele sia un bravo o cattivo scrittore, ma non ho né tempo né voglia di accertarlo. Proprio perché, con tanti libri interessanti da leggere e rileggere, il primo approccio non è stimolante. Scrivi ancora, caro Daniele, non cedere all’ambizione.