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  • Alle Falde del Monte Saro

    Il 12° anniversario delle Frane di Sarno ha avuto quest'anno un duplice aspetto. Il ricordo di quella catastrofe naturale che si verificò sul contrafforte dell'appennino campano ha visto nella nostra città una celebrazione che è durata due giorni. Lo scenario è stato quello solito della frazione di Episcopio, luogo dove la falce di un destino crudele stroncò in una sola notte centinaia di vite umane. Questo ambiente naturale si colloca alle falde del sistema montuoso che porta il nome di Saro e che si estende per una decina di km da est a ovest in forma semicircolare formando una sorta di valle a palcoscenico naturale proprio di fronte al golfo di Castellammare ed al Vesuvio. Da Nola a Nocera l'occhio spazia su di un paesaggio tanto ineguagliabile quanto misterioso che vede al suo centro la città di Sarno distendersi armoniosamente alle sue falde.

  • 6. L'impassibile Vesevo

    Tutto taceva allo scorrere delle nubi portate in alto verso l’impassibile Vesevo. Lui non aveva voluto astenersi dalla contesa. Ora era stanco ed era rimasto a rantolare nel buio. L’aria era impregnata di acqua. L’umidità era calata con la sua spessa coltre di nubi sulla città ancora addormentata.

  • 5. Acqua

    Liquido trasparente, privo di colore e di sapore. Per la sua abbondanza sulla superficie terrestre fu considerata dagli antichi uno dei quattro elementi costitutivi dell’universo. Bene primario dell’uomo. La memoria delle origini. L’uomo venne dal mare. Tre quarti del globo sono ricoperti di acqua. Acqua di cielo, di mare, di terra. Questa è acqua di terra ...

  • Biografia di un vulcano

    Si può scrivere la biografia di un vulcano? Di un vulcano come il Vesuvio? Sembra di sì. L'ha scritta uno studioso ed esperto di origine inglese, già accademico dell'università di Dundee. Ovviamente il nostro Vesuvio è un vulcano che non ha bisogno di essere conosciuto nè tanto meno biografato. Nel corso di questi ultimi due millenni non si contano gli studi e gli studiosi che si sono sono occupati di lui. Così come non si contano i risvegli improvvisi e catastrofici che lo stesso "Vesevo" ha avuto.

  • 3. La valle

    La valle aveva caratteristiche naturali di sacralità e fertilità. Denominata più tardi “valle reale” avrebbe visto al suo centro nascere la città. Alcune testimonianze antropiche risalenti al quarto millennio prima di Cristo collocavano le sue origini ai piedi del gigante. Tra un momento avanzato del neolitico medio e quello del neolitico finale.

  • Il "Grand Tour" nel sud d'Italia

    Intenzione di questo articolo è quella di effettuare una rapida e sintetica ricognizione turistico‑letteraria di quello che fu il 'Grand Tour' nella seconda metà del '700, fatto da viaggiatori, uomini di cultura e avventurieri, nel meridione d'Italia e in particolare in Campania, lambendo spesso il territorio di Sarno, città di origine di questo bibliomane. E' una presenza che inizia fin dalla fine del '600 quando l'espressione 'Grand Tour' appare per la prima volta nel lessico inglese nel «Lassels Voyage of Italy: The Grand Tour of France and the Giro of Italy" nel 1670.

  • 1. Il testimone

    Il romanzo di Alvano, tra cronaca, metafore e memoria. Ricordare è anche ricreare, reinventare, ricostruire il passato, non per mera vanità ma per dare conto a se stessi di ciò che si è oggi guardando indietro, immaginando il futuro. Queste metafore fanno parte della memoria di Alvano, il testimone. Saranno, di volta in volta, lui, il suo alter ego, o l’io narrante, a guidare il lettore in un percorso che ha l’ambizione di andare di millennio in millennio. Una “storia” che nasce da una catastrofe naturale in una valle del sud d’Italia, si trasferisce ‘altrove’, seguendo i percorsi mentali del personaggio principale, per poi ritornare alle origini.

  • "I fuochi di Pompei"

    Pompei è senza dubbio il sito archeologico più famoso al mondo. Oltre due milioni di persone lo visitano ogni anno per la sua storia affascinante fatta di bellezza e di violenza così come la si conosce da più di duemila anni. Distrutta dal Vesuvio nell'anno 79 Pompei, con le sue rovine, dà una prova viva di ciò che fu la vita di una città al tempo di Roma. Le eruzioni del Vesuvio occupano solamente una parte della sua storia. In questo nuovo libro della emerita storica inglese Mary Beard ciò che resta emerge a nuova vita. La studiosa esplora il tipo di città che era Pompei, come si svolgeva la vita di ogni giorno. Dal sesso alla politica, dal cibo alla religione, dalla schiavitù all'istruzione, la scrittrice ci delinea un quadro quanto mai fedele facendoci sentire anche i cattivi odori del tempo, sia dei luoghi che dei suoi abitanti.