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Il paesaggio italiano

Il paesaggio di un territorio costituisce l'anima di un popolo. Nel caso dell'Italia le anime sono tante, quanti sono i paesi, le città, i campanili, le valli e le pianure di una penisola che per secoli è stata al centro del mondo conosciuto. Questo prezioso libro è non solo una raccolta di poesie italiane, presentate in testo a fronte in inglese dall'autore, è anche uno strumento di lavoro linguistico ed una possibilità diversa per esplorare ed osservare il paesaggio italiano con gli occhi di uno straniero. In questo caso uno scrittore inglese specialista in poesia comparata europea. Sono note le sue antologie dedicate alla realtà poetica della Francia, della Germania e di quella latina classica.
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La Lady inglese

Ricordo che ero a St. Albans quando la Penguin pubblicò l'edizione popolare di questo libro. Erano i "ruggenti anni sessanta". Eravamo tutti più giovani, tutti in Inghilterra a studiare l'inglese che emergeva giorno dopo giorno e rodeva spazi al francese, tutti in Carnaby street a vedere Mary Quant e le minigonne, a sentire alla Radio e in TV gli "scarafaggi" di Liverpool.
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La letteratura come esperienza

"Abitare nella possibilità" è il titolo dell'ultimo saggio del critico letterario padre Spadaro. Diviso in due parti, il volume si occupa sia degli scrittori che dei lettori . E non potrebbe essere altrimenti visto e considerato che tutti siamo coinvolti, direi anche chi non legge e non scrive, addirittura chi non sa né leggere né scrivere. E si capisce perché: ogni uomo è un libro, ogni libro è un uomo. Sin dalla sua nascita ogni essere umano è destinato a scrivere la “sua” storia, personale, unica, irrevocabile. Forse tutto è già stato scritto, ma c’è bisogno che il suo autore lo faccia praticamente, vivendo la sua vita, che sarà il libro della sua storia di letteratura.
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"La letteratura è la dimostrazione che la vita non basta”

"La letteratura è la dimostrazione che la vita non basta" lo disse Fernando Pessoa ed aveva ragione. La prova la dà questa enciclopedia. Apparsa in prima edizione nel 1972, aggiornata nel 1985 e nel 1997, l' Enciclopedia della Letteratura si presenta nel nuovo millennio con un ampio bagaglio di preziose novità. Con la collaborazione di specialisti e firme di prestigio, sono state aggiunte quasi 600 voci, tra lemmi e schede di approfondimento, e due appendici, ed è stato compiuto un aggiornamento sistematico dell'opera.
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Il classico di una vita
Tutti hanno un “classico” nella propria vita. E chissà perché tutto ciò che è memorabile, in un modo od un altro, è “classico”. E’ classica la risata dello stupido, lo scivolone del poeta che cade nella botola mentre guarda le stelle, è classico il bidone inteso come fregatura e come spazzatura, è classica la ritirata strategica, il politico che fa la dichiarazione scontata, il gol dell’ultimo minuto, il bestseller che vende un milione di copie ma è un libro stupido, la bugia dello studente che fa filone a scuola, la bufala del primo aprile, la fregatura del fondo in borsa, il risultato delle urne elettorali. Se ci pensate bene tutto può diventare un “classico”. Ne ricordo una io che riguarda il genio matematico. A Napoli c’era un famoso genio matematico che andava a passeggio portando al laccio una gallina: un classico del genio matematico! E classici sono, ovviamente, anche i libri.
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La letteratura come spazzatura?
"Una delle cose che la Letteratura fa, è descrivere il mondo. Il mondo è fatto di tante cose: tra queste, di rifiuti. Quindi ha senso un laboratorio di scrittura e narrazione dedicato ai rifiuti". Così scrive Giulio Mozzi nella prefazione da non buttare via alla raccolta “Spazzatura! Racconti del rifiuto e del riciclo” curata insieme a Mauro Pianesi e pubblicata dall’editore Fernandel Si tratta di 14 racconti, esito di un laboratorio di scrittura creativa tenuto da Mozzi in concomitanza con l'ultima edizione della manifestazione Umbrialibri, su invito proprio di Mauro Pianesi che è nell'organizzazione e con la pertnership di Genesu, azienda che gestisce i servizi di nettezza urbana a Perugia.
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La letteratura italiana: "Globalizzata e banale"
Nemmeno la sinistra, da sempre arbitra dei destini di scrittori e letterati, riesce a reclutare la classe intellettuale. La Francia boccia la letteratura italiana, i nostri scrittori sono molto banali.
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Dante in prosa
“Il fatto più straordinario della mia vita accadde nell’aprile dell’anno 1300, la settimana di Pasqua. Fra poco più di due mesi, avrei compiuto trentacinque anni. Avrei dovuto essere, quindi, nel pieno del mio vigore, fisico e intellettuale. E invece, stavo male, anzi, malissimo: mi sentivo sprofondare sempre più nel peccato, come se mi aggirassi smarrito in una foresta senza luce, incapace di ritrovare la via per uscirne. È difficile e penoso per me, ora, riuscire a descrivere quella selva, tanto tetra e intricata che ancora oggi, quando ci ripenso, mi sento afferrare da angoscia e paura.”(...)
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Uomini e animali, bestie e "bestiari"
Quando Adamo si svegliò dal sonno della Creazione e si guardò intorno scoprì che non era solo nella foresta della vita. Aveva come compagni di viaggio gli animali e le bestie che abbondavano ed erano molti e di diversa natura. Abitatori del terreno, naviganti del cielo e delle acque, tutti avevano bisogno di un nome. Ed egli li nominò chiamandoli secondo la loro natura e la loro funzione. Non usò né la lingua greca né quella latina, bensì la lingua ebraica che era la lingua parlata dagli uomini del Diluvio. In latino erano chiamati animali o esseri animati perché sono animati dalla vita e vengono mossi dal respiro. I quadrupedi sono così detti perché camminano su quattro piedi (quatuor pedibus). Anche se sono come il bestiame non sono sotto il controllo dell’uomo. I quadrupedi sono i daini, i cervi, gli asini, non sono selvaggi come i leoni, né sono domestici come quegli animali che aiutano gli uomini nei loro lavori. Ogni cosa che non ha un volto umano ed una lingua è chiamato bestiame
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Gli scrittori e “l’Età dell’Oro”
Scrivevo in un post precedente che questa faccenda degli aggettivi di “destra” e di “sinistra”, applicati alla vita, ci tormenta sin da quando veniamo al mondo, il mondo della politica, delle arti, della scienza, specialmente qui da noi in Italia. I due aggettivi si dichiarano e si contrappongono, si incontrano e si scontrano, si condannano e si assolvono, si ingannano e si evitano, non possono mai amarsi e odiarsi, intendersi e accettarsi, comprendersi e convivere. Sin dai tempi di Cristo, c’era chi sedeva alla sua destra e chi alla sua sinistra, chi continua ad essere un figuro “sinistro” che non potrà mai sfilare insieme ad un “figuro” di destra, del quale rifiuterà sempre di accettare le idee, i gusti, le letture, i giornali, le posizioni e quant’altro sotto il cielo nel grande universo delle idee. Anche nel campo della letteratura il dibattito è aperto e, a quanto sembra, di difficile soluzione. Ci ha provato di recente anche un’autorevole rivista letteraria inglese che qui propongo alla lettura, con una chiosa personale finale.
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