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“Il compagno segreto” ovvero “Un posto per chi legge”
E’ uscito l’ultimo numero di “Il compagno segreto” ovvero “Un posto per chi legge”,“lunario mensile di feste letterarie”, dedicato agli “scrittori medici”. I numeri precedenti si sono occupati di: Conrad, Stendhal, Kafka, Daponte & Mozart, Manganelli, John Donne, Brodskij, Leopardi. Ma che cosa e’ questa rivista? Facile a dirsi ma difficile a spiegare per chi non e’ abituato ad immaginare nuovi orizzonti di lettura, fatti di scrittori antichi o moderni, di contenuti nuovi o vecchi, ma sopratutto da diverse visioni del modo di “leggere la letteratura”. Un’esperienza ed un'avventura culturale davvero interessante ed originale. Onore a chi l’ha partorita e il piacere ai lettori bibliomani di questo sito. Ecco la presentazione del primo numero uscito il 3 dicembre del 2002.
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Sara e il Mago di Oz
Sara ha sedici anni, frequenta con profitto il primo liceo del "Marco Polo" di Venezia: in classe studia greco, latino, letteratura italiana. Inoltre tedesco e francese. Il pomeriggio si dedica al teatro, alla lettura, al nuoto. Onnivora, legge i giornali, ama Ignazio Silone e Nick Hornby. Miss Sara M. Sollors è bilingue e ha tradotto, nel giro di una estate, "Il Mago di Oz". E' la prima adolescente a riuscirci. Di padre tedesco trapiantato negli USA e docente di letteratura anericana alla Harvard University, di madre piacentina in forza al Cà Foscari (anche lei per la Cattedra di Letteratura Americana) oltre che curatrice della collana di classici americani per Marsilio. Insomma una vera e propria "figlia d'arte" come si suol dire. Lei si sente una privilegiata ed in effetti lo è. Ma è anche brava. E se si legge il libro lo si capisce subito, anche se non è possibile che gli "altri" non ci abbiano messo lo zampino.
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Io e l’altro. Racconti fantastici sul Doppio
Hoffmann, Bulwer-lytton, Hawthorne, Andersen, Poe, Gogol, Gautier, Tarchetti, James, Maupassant, Stevenson, Zena, Conrad, Wells, Pirandello, Quiroga, Bontempelli, Papini, Woolf, Kafka, Savinio, Borges, Ocampo, Cortazar. Cosa hanno in comune tutti questi nomi di scrittori? Il tema del "doppio", un tema che, in un modo o l'altro tocca tutti noi, scrittori e non.
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Il vero "Grande Fratello" di George Orwell
Il condensato di un classico della letteratura mondiale: "1984" di George Orwell. Orwell, Echelon, tutti noi. Mentre sugli schermi televisivi imperversa il "Grande Fratello", è quanto mai utile conoscere l'opera di un uomo che, fin dal 1949, intuì e definì un fenomeno sociale che è divenuto di scottante attualità, ma anche pericolosamente ignorato dall'opinione pubblica. Ad un popolo immerso in una cultura un po' "guardona", in cui padri e figli, il passato ed il futuro, si ritrovano uniti in forme molteplici e diverse di voyeurismo catodico omologante - che rassicura chi vive nell'illusione di avere il controllo su ciò di cui fruisce - e che fa strame della propria intelligenza guardando per ore programmi come "l'Isola dei Famosi" o "il Grande Fratello", le ombre lunghe proiettate dal celebre romanzo "1984", di un autore scomodo come George Orwell, possano fornire una chiave di lettura singolare della storia e dell'avvenire.
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Il Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi
Chi ha avuto tra le mani, nel corso degli anni, il Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi , e molte volte lo ha consultato, si accorge un giorno di conoscere più voci di quante abbia lette. Avviene con quest’opera quello che accade ad altri libri per chi ha una grande biblioteca: molti sono quelli che non ha mai letto, eppure la volta che un libro sicuramente non-letto capita tra le mani e lo si sfoglia si ha l’impressione di conoscerne già il contenuto, come se lo si fosse frequentato a lungo. Le soluzioni di questo mistero sono di solito tre.
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Il viaggio sentimentale di Didimo
Con tutta onestà è difficile sostenere con certezza che Immanuel Kant abbia avuto notizia o, addirittura, abbia avuto conoscenza diretta di A Sentimental Journey through France and Italy dell’irlandese Laurence Sterne – prete anglicano – opera incompiuta a causa della sua morte, nel 1768 a Londra, proprio mentre attendeva alla sua pubblicazione, che presumibilmente avrebbe avuto lo stesso destino editoriale del più famoso Tristram Shandy, di essere, cioè, pubblicata progressivamente al suo stato di scrittura, ovvero a puntate.
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I Top Ten della Feltrinelli
In occasione dei cinquant’anni della Giangiacomo Feltrinelli editore, la casa editrice amministrata oggi da Carlo Feltrinelli ha deciso di ristampare nel corso del 2005 dieci libri cult con la stessa copertina scelta al momento della prima pubblicazione in Italia. Ecco autori e titoli: Malcolm Lowry, Sotto il vulcano ; Max Frisch, Homo faber ; Boris Pasternak, Il Dottor Zivago ; Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo ; Ernesto Che Guevara, Diario in Bolivia ; Charles Bukowski, Storie di ordinaria follia ; Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini ; Marguerite Duras, L’amante (all’elenco mancano gli ultimi due volumi della «top ten» che la casa editrice sta decidendo in questi giorni).
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Leopardi e lo "tsunami"
Nel "Dialogo della natura e dell'islandese" Giacomo Leopardi, già nel lontano 1820, aveva compreso che l'unico modo per ovviare allo strapotere della natura è quello di chinare il capo come la Ginestra sul Vesuvio e accettare la condizione di tutti i limiti e le potenzialità umane nell'ottica della fratellanza universale. La Natura viene vista come "Madre Matrigna" e quando un esploratore islandese cerca per tutto il mondo un luogo ideale nel quale poter vivere con relativa tranquillità, arriva all'Equatore, dove trova una donna col volto a mezzo "tra il bello e il terribile", che gli spiega di essere assolutamente indifferente a tutto ciò di cui l'uomo è vittima, perché interessata soltanto al perpetuarsi meccanicistico della vita sulla terra.
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La biblioteca ideale
Il criterio che ci ha guidati è stato: pensare e indicare i Quattrocento Libri che un Insegnante, l'Insegnante dei nostri figli, sarebbe bello avesse letto. E che invece magari non ha letto. E che, se non ha letto, non è certo per colpa della Società o del Provveditorato Improvvido, né del Ministro Incapace o del Governo Ladro ma più probabilmente di se stesso, della sua interiore, personale mancanza di Desiderio, di Amore, di Senso di sé. Per scelta, non abbiamo elencato classici che sono stati studiati almeno "per dovere" a scuola o all'università. Abbiamo invece inserito alcuni libri che, oggettivamente, si sono imposti come tali. Certamente, abbiamo tralasciato molti fra poeti, pensatori e scrittori: saremmo arrivati a una lista inospitabile in questo spazio.
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Viaggio tra i misteri e le leggende di Napoli
Il napoletano che volesse visitare il laboratorio del dottor Frankenstein, senza sottoporsi a lunghi viaggi in Svizzera o in Transilvania, potrebbe farlo in tutta tranquillità imboccando via Armanni, strada parallela a vico Limoncello. Qui sorge il Museo di Anatomia, la più ricca raccolta di mostruosità umane cittadina. Fondato nel 1540 da Marco Aurelio Severino (quindi ampliato nel Settecento da Domenico Cotugno) il museo nacque in un momento in cui «l'Anatomia era in pieno sviluppo e gli anatomisti per la penuria di cadaveri, avvertirono la necessità di preparare e conservare pezzi anatomici prevalentemente a scopi didattici». Non a caso, infatti, il museo è «racchiuso» tra la sala mortuaria e l'ospedale Incurabili. In origine si trattava di un gabinetto di storia naturale, poi la collezione fu arricchita dalle donazioni di privati, perché nel secolo XVIII era di moda tenere in casa (mostrandoli ad amici, in serate particolari) reperti umani. Anzi, a quei tempi non era per niente eccezionale conservare tra le pareti domestiche il corpo della persona cara. I genitori di Madame de Staël erano stati «custoditi» in una grande vasca; Madame Necker aveva ordinato che, una volta passata a miglior vita, le sue spoglie fossero mantenute «nell'alcol come un feto»; Martin van Butchell tenne in casa il corpo della moglie imbalsamata, finché la seconda moglie (mi pare di poter dire: con ragione) non si stancò dello spettacolo.
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