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Gli effetti della nuova legge sul copyright

Le fotocopie e il diritto d'autore

Uno studente universitario con pochi soldi in tasca: è questo l’identikit del fotocopiatore a tempo pieno che nel 1999 ha contribuito a produrre 10,3 milioni di volumi pirata, molti dei quali clonati da titoli recentissimi. La moltiplicazione dei libri di testo avviene perlopiù, nei copycenter che ormai assediano gli atenei del Paese ma sono assai attive anche le fotocopiatrici delle aziende private e degli uffici pubblici. Solo nel ’99, secondo i dati forniti dall’Associazione Italiana Editori (Aie), il mancato fatturato a prezzo di copertina ammonta a 571 miliardi di lire e coinvolge anche autori, distributori, librai. Il fenomeno della riproduzione illegale incide soprattutto sull’editoria di qualità che comprende libri di testo e di ricerca, saggistica, volumi dedicati ai professionisti. Gli editori italiani dunque parlano di fenomeni importanti, ancorché inevitabilmente sottodimensionati, che lungo gli anni Novanta hanno pesantemente condizionato i risultati economici dell’intero settore. Per l’Aie, queste sono cifre ancor più difficilmente sopportabili se si considera che comprendono quelle che derivano da prodotti su supporto digitale e in particolare CD-ROM a contenuto editoriale: un fenomeno in forte crescita nelle famiglie e nelle scuole, dovuto alla diffusione sul mercato di masterizzatori a basso costo. L’Aie infine fa anche il punto sulla nuova disciplina sul diritto d’autore varata a luglio: “Relativamente alla sola fotocopia si stabilisce il diritto a una remunerazione…ma è evidente che il controllo contro possibili abusi e per la corresponsione della retribuzione sarà possibile ottenerla soprattutto nei luoghi pubblici e presso i copycenter in cui l’attività è fatta a fini di lucro”.