La Biblioteca comunale di Mantova si distingue per il valore quantitativo e qualitativo del proprio fondo antico raro e di pregio ed e per questo unanimemente riconosciuta tra le principali biblioteche italiane di ente locale con funzioni anche di biblioteca di conservazione. Particolarmente notevoli sono le sezioni delle opere manoscritte (1.375 codici), dei manoscritti ebraici (161 del Fondo appartenente alla Biblioteca della Comunità ebraica, uno pertinente al fondo antico della Teresiana), degli incunaboli (1.281 volumi), dei carteggi (22) e dei documenti archivistici, delle opere cartografiche manoscritte e a stampa. Di seguito si citano solo i fondi di maggiore interesse artistico e storico.
Fondo Manoscritti
Creato con le acquisizioni delle biblioteche degli ordini religiosi soppressi in epoca giuseppina e francese tra il 1781 e il 1810, il fondo manoscritti si è via via accresciuto dei codici che appartenevano ai lasciti e alle donazioni disposte a favore del Comune durante tutto l’Ottocento e, in misura minore, il Novecento, fino a raggiungere l’attuale numero di 1.375. Tra i fondi monastici si citano, per importanza culturale, quello dei carmelitani, dei benedettini, degli agostiniani, dei domenicani e dei francescani. Di altre biblioteche conventuali acquisite (barnabiti, teatini, serviti, crociferi, filippini, olivetani, ecc.) manca a tutt’oggi una ricognizione dei manoscritti eventualmente a esse appartenute. Tra i principali lasciti testamentari o donazioni di eruditi, professionisti, personalità della cultura e della politica al Comune, si citano quelli di Giulio Cesare Negrisoli (1780), Gaspare Aborghi (1781), Saverio Bettinelli (1808), Ferdinando Negri (1864), Giuseppe Acerbi (1876), Ippolito Cavriani (l893), Ettore Bonzanini (tine secolo XIX), Enrico Paglia (l 895,1930), Ippolito Nievo (1913, 1929), Attilio Magri (1937), Ferruccio Ferretti (1938); il fondo fu in tal modo integrato da un cospicuo numero di manoscritti di particolare interesse storico, letterario e biografico.
Collezione di codici monastici
I codici di provenienza monastica sono prevalentemente miniati e di epoca compresa tra l’XI e il XVI secolo. Numerosi sono i testi di esegesi biblica, quelli agiografici, teologici e canonistici. Non mancano opere di omiletica e di carattere liturgico; le opere classiche e di diritto sono poche, come pure i testi di argomento medico e alchimistico. Tra i principali nuclei di codici acquisiti con la soppressione degli ordini religiosi vi è quello proveniente da S. Benedetto in Polirone. Per importanza testuale, paleografica, miniaturistica e documentaria rappresenta il più cospicuo fondo manoscritto. Vi giunse con la soppressione del convento di S. Benedetto avvenuta nel 1797 e consta di circa 385 codici, dei quali oltre 100 risalgono ai secoli XI-XII, tra cui si citano il Salterio davidico (ms 340), della fine dell’XI secolo, ricco di miniature realizzate da almeno due autori ispirati a modelli iconografici bizantini, la Collectio canonum di S. Anselmo da Lucca (ms 318), degli inizi del XII secolo, con le iniziali tracciate solo a matita. Dal convento del Carmine giunsero almeno 25 codici, tra i quali le Orationes di Pio II (ms 100) ; 9 dal convento dei domenicani di S. Luca, tra cui un manoscritto miscellaneo, con opere di Bessarione, e il Chronicon monasterii mantuani s. Andreae ab anno 1017 ad annum 1431 (ms 909) ; tre da quello dei francescani di S. Francesco, tra cui il De pretioso Christi sanguine libellus di Pietro Gavasseti da Novellara e l’Inventio sanguinis Jesu Christi di Geremia Cusastro, sec. XVI (ms 1281); 12 dalla biblioteca del Collegio dei gesuiti; più di 50 codici da S. Maria delle Grazie, tra cui il Liber de veritate catholicae fidei di S. Tommaso d’Aquino, sec. XV (ms 459) e le Orationes Philippicae di Cicerone, sec. XV (ms 624).
Collezioni della famiglia Gonzaga
è conservato in Biblioteca un numero assai esiguo di codici superstiti alla dispersione delle collezioni appartenute alla famiglia Gonzaga, che fu sancita dall’atto di alienazione del 1707. Di sicura provenienza gonzaghesca si ricordano i seguenti codici quattrocenteschi: il De Principe di Bartolomeo Sacchi, detto il Platina (ms l 3), l’Historia urbis Mantuae Gonzagaeque familiae di Paolo Attavanti (ms 112), le Elegie di Lodovico Andreasi (ms 1354) e il Triumphale opus di Antonio dei Conti di S. Martino (ms 1355).
Codici di interesse mantovano
Tra i codici di interesse mantovano, di diversa provenienza, si ricordano la cronaca trecentesca di Antonio Nerli intitolata Breve chronicon monasterii mantuani s. Andreae (ms 909); la Cronica di Mantova di Bonamente Ali- prandi (ms 9), che compendia in terzine la storia della città, dalle mitiche origini tebane tino al 1414; il Gonzagium monumentum di Giovanni Bonavoglia (ms 120), cinquecentesco poema in esametri; la settecentesca Istoria del Collegio di Mantova della Compagnia di Giesu di Giuseppe Gorzoni (ms 997); la quattrocentesca Cronaca di Andrea Schivenoglia (ms 1019); la Cronaca di Mantova d’anonimo autore dall’origine al 1485 (ms 1022); la Istoria di Mantova dal 1617 al 1651 di Giovanni Mambrino (ms 1034). Tra i codici biografici di personalità e famiglie mantovane si ricordano il Catalogo dei Mantovani che dal cadere del secolo XVIII fino al presente si distinsero nella scienza, nelle lettere, nelle arti con indicazioni delle opere loro edite ed inedite di Antonio Mainardi (ms 1006); di Gaetano Ferrari l’Elenco alfabetico degli uomini più illustri nelle scienze, arti (ms 1063) e di Marco Andrea Zucchi, Notizie di alcune famiglie mantovane del secolo XVII raccolte dall’arciprete M.A.Z. (ms 1102).
Fondo Incunaboli
Il fondo incunabuli della Biblioteca comprende 1.281 volumi e risulta prevalentemente costituito da testi di argomento religioso, teologico e filoso- fico, buona e la presenza di opere di letteratura classica e di opere giuridiche. La provenienza e attribuita in larga parta alle biblioteche monastiche soppres- se e, in misura minore, alle donazioni e ai lasciti. Le edizioni mantovane furo- no 24 e almeno 1 l, stando al censimento dell’IGI, rappresentano degli unicum nelle biblioteche italiane, tra cui ricordiamo I’Orologio di Pietro Adam (De Micheli), Butzbach, 1473 ca., e l’Adulescentia di Baptista Mantuanus (Gio- vanni Battista Spagnoli), Bertocchi, 1498. Si menzionano inoltre un esempla- re miniato, i Trionfi del Petrarca con commento di Bernardo Lapini (Venezia, Teodoro da Rijnsburg e Rinaldo da Nimega, 1478) e due esemplari illustrati da splendide xilogratie, il De re militari di Robertus Valturius (Verona, Gio- vanni di Nicolo, 1472) e 1’Aesopus moralisatus, con testo latino e traduzione in versi italiani di Accio Zucco (Verona, Alvise, 1479).
Gabinetto delle Stampe e dei Disegni
Trascurando il materiale iconografico (pure di ingenti proporzioni) contenuto in pubblicazioni il cui oggetto principale è stato considerato il testo scritto e che costituiscono un corpus non localizzato in un’area precisa delle collezioni librarie, il numero delle stampe recepite per la loro natura in sé di prodotto di arte grafica corrisponde a circa 450 pezzi. Essi rappresentano il nucleo del Gabinetto delle stampe della Biblioteca, di cui fanno parte numerose opere di cartografia relative al territorio mantovano e incisioni artistiche sui monumenti di città e dintorni. Si cita, tra le più famose incisioni di interesse non solo locale, la Urbis Mantuae descriptio di Gabriele Bertazzolo, stampata a Mantova nel 1628. Sono state, infine, acquisite in questi ultimi anni opere di grafica moderna, prodotte da editori mantovani, di autori contemporanei, tra i quali si ricordano Bruno Munari, Piero Dorazio, Tino Castellani, Giosetta Fioroni, e di autori mantovani, quali Ferruccio Bolognesi, Carlo Bondioli Bettinelli, Giuseppe Facciotto, Alessandro Dal Prato, riproduzioni di mappe, piante e carte geografiche del territorio mantovano.
Fondo Ebraico (clicca qui per notizie e dettagli sulla Comunità ebraica)
La Biblioteca della Comunità ebraica mantovana, fondata nel 1767, e in deposito presso la Biblioteca comunale dal l930. Essendosi mantenuta in larga parte integra nel luogo ove si è formata, essa offre una testimonianza pressoché unica in Italia della vita culturale della Comunità in seno alla quale ha avuto origine. Il fondo manoscritti comprende 161 codici, databili fra il XIV e il XVIII secolo, con numerosi esemplari miscellanei; per la maggior parte essi sono di origine italiana. Si distinguono per numero quelli di contenuto cabalistico, oltre la metà, seguono opere di esegesi biblica, commenti e trattati della Minonah e del Talmud, codici filosofici, di astronomia, di matematica. I volumi a stampa sono 1.549, di cui circa 500 sono editi nel secolo XVI e uno, la Torah di Moses Maimonides, è stato stampato a Soncino, da Gersom ben M. Soncino, nel 1490. Il fondo a stampa comprende bibbie rabbiniche, grammatiche, dizionari, testi filosofici e di letteratura giuridica, ma la cabalistica rimane anche in questa sezione l’argomento prevalente. Numerose edizioni uscite dalle stamperie ebraiche di Mantova e Sabbioneta documentano l’attività dei tipografi Toviyyah Foa di Sabbioneta, noto per l’originalità dei caratteri utilizzati, Ya’aqov ben Naftali da Gazzuolo e Me’ir ben Efrayim da Padova, nonché di rapporti con le famiglie di stampatori cristiani Ruffinelli e Filoponi. Del fondo e in corso la pubblicazione del catalogo a cura di Giulio Busi e Giuliano Tamani; mentre della sezione manoscritti e stata realizzata un’edizione completa facsimilare su CD-Rom.
Le edizioni del XVI secolo
Si contano in Biblioteca circa 8.500 volumi a stampa del XVI secolo, provenienti in larga parte dalle biblioteche monastiche, dai lasciti e dalle donazioni degli eruditi mantovani dell’Ottocento. Per la consultazione delle edizioni a stampa del Cinquecento la Biblioteca dispone di un catalogo a schede separato per autori e stampatori. L’attività tipografica a Mantova risulta ben documentata dalla presenza della maggior parte delle edizioni degli stampatori Venturino e Giacomo Ruffinelli, Filoterpse e Clidano Filoponi e le generazioni degli Osanna, Francesco, Aurelio e Lodovico. Tra le edizioni di interesse mantovano ricordiamo la Chronica di Mantua di Mario Equicola; di Teofilo Folengo l’edizione cipadense del Macaronicorum poema (Venezia, 1539 - ?; ristampa: Bozzolo, tip. Arti Grafiche Chiribella, 1993) e il Merlini Cocai poetae mantuani liber Macaronices libri XVII non ante impressi (Venezia, A. Paganini, 1517; ristampa: Brescia, Litografia Bagnolese, 1991); il Primo ed il Secondo libro dei Madrigali di Alessandro Striggio, Venezia, Gardano, 1579 e 1582; I grandi apparati di Andrea Arrivabene, Mantova, Giacomo Ruffinello, 1561.
Altri Fondi
Si riporta di seguito l’elenco di altri importanti fondi, variamente composti (opere a stampa, carteggi, documenti archivistici, collezioni archeologiche, naturalistiche, manoscritti autografi, ecc.) e confluiti nella Biblioteca a partire dalla sua fondazione: Gaspare Aborghi (Mantova 1646 - 1715), giureconsulto; Pietro Accordi ( Mantova 1805 – 1881), medico, letterato; Giuseppe Acerbi (Castelgoffredo, Mantova, 1773 - 1846), diplomatico, viaggiatore, archeologo; Roberto Ardigo (Casteldidone, Cremona, 1828 – Mantova, 1920), filosofo; Ettore Bonzanini (Revere 1837 – ?), ricercatore; Ippolito Cavriani (Mantova 1808 - 1893), politico, patriota; Carlo D’Arco (Mantova 1799 – l872), storico; Pietro Ferrato (Padova 18l5 - Mantova 1880), ispettore scolastico e archivista; Globi; Giulio Cesare Negrisoli (Mantova ? - 1761), rettore del Monte di pieta; Dircea Bersani (Porto Mantovano, Mantova, 1865 – Mantova 1952), maestra elementare; Saverio Bettinelli (Mantova 1718 – 1808), gesuita, letterato; Enzo Boccola (Mantova 1893 – 1978), architetto, insegnante di disegno, poeta dialettale; Luigi Boldrini (Mantova 1827- Castel d’Ario, Mantova, 1894), patriota, filosofo; Circolo culturale di Asola; Francesco Campogalliani (Ostellato, Ferrara, 1870 – Mantova 1931), burattinaio, poeta e commediografo; Ettore Campogalliani (Monselice, Padova, 1903 - Mantova 1992), musicista; Clinio Cottafavi (S. Martino in Rio, Reggio Emilia, 1863 - Mantova 1937), funzionario dell’Intendenza di Finanza, direttore di Palazzo Ducale; Ida Maria Farinazzo (Bigarello, Mantova 1893 – Mantova 1969), casalinga; Vittorio Ferrari (Quistello, Mantova, 186I-Mantova, 1942), direttore didattico; Ferruccio Ferretti (Mantova 1868 - 1915), poeta dialettale; Gino Maffei (Mantova, 1890 - 1938), avvocato, deputato, scrittore; Attilio Magri (Roncoferraro, Mantova, 1830 - Mantova 1898), agronomo; Lily Englantine Marshall (Duns, Gran Bretagna, 1867- Londra, Gran Bretagna, 1931), plologa e scrittrice; Eugenio Mase Dari (Mantova 1864 - 196I), economista; Maria Melato (Reggio Emilia l885 – Forte dei Marmi, Lucca, 1950), attrice; Ferdinando Negri (Guastalla, Reggio Emilia, 1792 - Mantova 1863), letterato, professore, bibliotecario; Ippolito Nievo (Padova 1831 – mar Tirreno 186I), patriota, scrittore; Enrico Paglia (Mantova 1834 – 1889), archeologo, naturalista, agronomo; Mario Pilo (Pallanza, Novara, 1859 - Mantova 1920), filosofo, critico d’arte; Attilio Portioli (Borgoforte, Mantova, l830 – Mantova 1891), storico, numismatico; Giovanni Predaval (Verona 1787 - Mantova 1855), avvocato, giureconsulto; Alessandro Ghirardini (Mantova 1797 – 1878), magistrato; Adolfo Viterbi (Mantova 1873 - presso l’ansa di S. Osvaldo basso Piave 1917), docente universitario, capitano del Genio; lascito Ettore Mariani (Ettore Mariani - Mantova, 1907 - Nervi, Genova, 1996) musicista; Fondo Cesare Subelli (Cesare Subelli - Bozzolo, Mantova, 1878-1955) avvocato e amministratore locale; Fondo Gaetano e Clorinda Gigi; Fondo Dacirio Ghidorzi Ghizzi; Fondo Circolo Cittadino e Società del Gabinetto di lettura.

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