OPAC e siti bibliotecari nel resto del mondo

Come detto, gli OPAC disponibili su Internet sono diverse migliaia, ed è impossibile rendere conto di queste risorse in modo sistematico. Ci limiteremo pertanto ad esaminare alcuni di essi, in genere realizzati dalle grandi biblioteche nazionali.

La nostra rassegna non può che iniziare della più grande e importante biblioteca del mondo, la Library of Congress. Si tratta della biblioteca nazionale degli Stati Uniti fondata nel 1800 con lo scopo di acquisire tutti i libri e i documenti necessari ai rappresentanti del Congresso, e divenuta poi sede del deposito legale delle pubblicazioni edite negli Stati Uniti. Ma la collezione della biblioteca, nel corso di questi duecento anni è cresciuta ben al di là della sua missione statutaria. Nei suoi edifici di Washington sono conservati oltre cento milioni di documenti e pubblicazioni in 450 lingue (tra cui oltre nove milioni di libri), oltre ad una sterminata mediateca; per alcune lingue le collezioni sono persino più complete di quelle delle biblioteche nazionali di riferimento. Oggi la Library of Congress non è solo una biblioteca, ma un vero e proprio centro di produzione culturale e di ricerca scientifica, anche e soprattutto nel campo delle nuove tecnologie: la catalogazione digitale, lo sviluppo di protocolli e standard come USMARC (variante americana di UNIMARC), Z39.50, SGML, la digitalizzazione del patrimonio culturale sono solo alcuni dei temi intorno ai quali sono creati centri di ricerca e avviati progetti sperimentali. Il sito Web della LC, dunque, è una vera e propria miniera di informazioni e documentazione sia per gli addetti ai lavori, sia per l’utenza generale.
Ma ovviamente il vero cuore dei servizi on-line realizzati da questa grande istituzione è costituito dal suo OPAC, accessibile sia in modalità terminale remoto, sia in modalità Web. Il sistema è costituito complessivamente da una serie di archivi, ciascuno contenente notizie relative ad una particolare tipologia di documenti.
L’accesso in modalità terminale al Library of Congress Information Service (LOCIS) può essere effettuato sia mediante telnet (all’indirizzo telnet://locis.loc.gov) sia mediante tn3270 (all’indirizzo tn3270://locis.loc.gov). Una volta connessi, è possibile selezionare gli archivi su cui si desidera effettuare la ricerca, per poi passare all’interrogazione vera e propria. La sintassi di ricerca è alquanto complessa, e prima di avventurarsi nell’uso di LOCIS è bene dare una occhiata alla documentazione, naturalmente disponibile sul sito web della biblioteca. Tuttavia la difficoltà di utilizzo è ben ripagata dalla potenza e dalle caratteristiche di questo OPAC.
Per quanto riguarda l’accesso in modalità Web, la LC offre due diversi sistemi di consultazione dei suoi cataloghi (all’indirizzo http://www.loc.gov/catalog), entrambi molto articolati e dotati di opzioni assai sofisticate. Il primo si basa su un gateway Z39.50, e si articola a sua volta in due sezioni. La ricerca per scorrimento degli indici, limitata ad una parte degli archivi, permette di scorrere l’indice in base ad una delle tradizionali chiavi di ordinamento. La ricerca per parola, invece, consente di utilizzare fino a tre chiavi di ricerca a scelta tra tutti i campi della scheda catalografica, collegate da operatori booleani. In ogni campo inoltre possono essere inseriti più termini che si possono considerare come termini singoli o come interi sintagmi. L’ouput della ricerca, infine può essere visualizzato come scheda breve, come scheda completa e come record in formato MARC.
Il secondo sistema di accesso Web della LC si chiama Experimental Search Service (ESS). Come il nome suggerisce si tratta di un servizio sperimentale, ma le sue possibilità sono decisamente ricchissime. La ricerca infatti, oltre a fornire tutte le opzioni che abbiamo già visto, consente di limitare l’interrogazione in base alla lingua, al genere letterario, nonché di cercare automaticamente tutte le possibili varianti del termine indicato. Una volta effettuata la ricerca, poi, è possibile organizzare l’output per soggetti, o per data, e persino richiedere i soggetti associati ai volumi individuati, per trovare altri titoli concernenti il tema in essi trattato. Si tratta insomma di uno strumento molto potente e flessibile, che richiede tuttavia una certa esperienza.
Il sito Web della Library of Congress, come si è accennato, fornisce oltre al catalogo anche un’ingente mole di informazioni e documenti. In particolare segnaliamo il progetto Thomas, che dà accesso ai testi delle leggi in esame alla Camera e al Senato degli Stati Uniti e agli atti delle discussioni parlamentari. Altrettanto interessante è il progetto American Memory, una biblioteca digitale che contiene documenti, testi a stampa e manoscritti digitalizzati, registrazioni sonore, fotografie e filmati relativi alla storia americana, dotato di un suo sistema di ricerca.
Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, va detto che le biblioteche di tutte le più importanti università sono collegate ad Internet, e offrono servizi OPAC, di norma raggiungibili mediante espliciti link segnalati sulle home page delle rispettive sedi universitarie. La maggior parte di questi OPAC raccoglie in un catalogo collettivo tutti i singoli cataloghi dei molti istituti bibliotecari presenti in ciascun campus, ed è dotata sia di interfacce telnet sia di accessi basati sul Web.
A puro titolo esemplificativo ricordiamo qui la biblioteca della prestigiosa Harvard University, la più grande biblioteca universitaria del mondo (possiede circa 12 milioni di volumi) e la più antica degli Stati Uniti (fu fondata infatti nel 1638) il cui OPAC, battezzato HOLLIS, è raggiungibile dal sito http://hplus.harvard.edu. Le biblioteche del Massachusetts Institute of Technology, il cui OPAC collettivo Barton è raggiungibile dal sito http://libraries.mit.edu. La biblioteca della Dartmouth University, raggiungibile all’indirizzo http://www.dartmouth.edu/~library. Le biblioteche della Yale University, il cui OPAC ORBIS è su Web all’indirizzo http://webpaclibrary.yale.edu.
In alcuni casi sono stati realizzati anche dei cataloghi interbibliotecari unificati. Tra questi molti importante sia per la consistenza degli archivi sia per le istituzioni che raccoglie è Melvyl. Si tratta di un progetto che riunisce in un catalogo collettivo gli archivi catalografici della California State Library e di tutte le biblioteche universitarie della California (tra cui UCLA, Berkeley e Stanford), oltre a una serie di banche dati bibliografiche. L’OPAC di Melvyl è accessibile sia tramite telnet (telnet://melvyl.ucop.edu), sia attraverso una interfaccia Web, il cui indirizzo è http://www.dla.ucop.edu.
Arrivando alle risorse bibliotecarie europee, ricordiamo innanzitutto la prestigiosa British Library. Il fondo della BL è veramente enorme, e ammonta a oltre 150 milioni di documenti in tutte le lingue. A fronte di tanto materiale, raccolto nel corso di 250 anni di storia, non esiste un catalogo unico. Ogni collezione infatti ha un suo catalogo, spesso di formato e struttura particolare. Per questa ragione la BL ha potuto realizzare dei servizi on-line solo in anni molto recenti. Tra questi ricordiamo il British Automated Information Service (BLAISE, http://blaiseweb.bl.uk), che fornisce a pagamento l’accesso a 22 archivi contenenti circa 18,5 milioni di notizie bibliografiche. Opac97, invece, è il servizio gratuito di accesso on-line ai principali cataloghi della BL, basato su una semplice ma efficace interfaccia Web.
Un’altra grande risorsa bibliotecaria anglosassone è il catalogo unico delle biblioteche dell’Università di Oxford. Il sistema informativo bibliotecario di Oxford, denominato OLIS (Oxford University Libraries System), raccoglie i cataloghi informatizzati di oltre cento tra biblioteche generali, di college e di facoltà. Tra le varie biblioteche di questa prestigiosa università ricordiamo la Bodleian Library, una delle maggiori biblioteche del mondo per le scienze umane, il cui catalogo elettronico è, però, limitato alle accessioni posteriori al 1988. La consultazione degli OPAC può essere effettuata sia tramite telnet (l’indirizzo diretto è telnet://library.ox.ac.uk) sia tramite GeoWeb, un gateway Z39.50 recentemente allestito, il cui indirizzo è http://www.lib.ox.ac.uk:8000.
Anche la monumentale Bibliothèque Nationale di Parigi fornisce accesso al suo catalogo tramite Internet. L’OPAC della BNF, battezzato OPALE, uno dei più ‘antichi’ della rete, fino alla metà del 1999 era accessibile esclusivamente tramite una sessione telnet, all’indirizzo telnet://opale02.bnf.fr/. Dal maggio del ‘99 è stata finalmente attivata l’interfaccia Web, battezzata OPALE-PLUS, che consente di interrogare un archivio contenente circa 7 milioni di notizie bibliografiche relative ai documenti conservati nella biblioteca. L’accesso a OPALE-PLUS è collocato nel sito Web della biblioteca, il cui indirizzo è http://www.bnf.fr. Oltre al catalogo, il sito offre una serie di informazioni e di servizi, tra cui l’accesso (basato su telnet) ad OPALINE, il catalogo delle collezioni speciali, e la banca dati multimediale Gallica, sui cui torneremo nel paragrafo dedicato alle biblioteche digitali.
Chiudiamo con un una risorsa bibliotecaria di area tedesca, il Karlsruher Virtueller Katalog (http://www.ubka.uni-karlsruhe.de/kvk.html), un meta-OPAC basato sul protocollo Z39.50 che consente di consultare i cataloghi di alcune fra le maggiori biblioteche tedesche e anglosassoni.

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