La Biblioteca Italiana Telematica

È nata ufficialmente la Biblioteca italiana telematica progetto estremamente interessante presentato alla stampa e al pubblico giovedì 2 marzo alle ore 15,30 a Roma nella sede della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) a conclusione della omonima ricerca biennale cofinanziata dal MURST nel 1997.Ecco un'intervista a Amedeo Quondam, (direttore del Dipartimento di Italianistica e Spettacolo della Facoltà di Lettere de La Sapienza, nonché uno degli ideatori e fondatori del progetto CiBit, e attualmente uno dei suoi responsabili).

Com’è nata, e per merito di chi, l’idea di questa biblioteca telematica? Il centro interuniversitario è nato per iniziativa di un gruppo di docenti delle università di Roma e di Pisa, per sviluppare on-line l’esperienza acquisita nel trattamento di serie testuali con il motore di ricerca DBT, che già avevano prodotto diversi cd-rom della tradizione italiana. A quale utenza è indirizzata? La Biblioteca Italiana Telematica si rivolge a una platea estremamente differenziata: studiosi e studenti di italiano in Italia e nel mondo, pubblico colto, biblioteche, scuole. In pratica, chiunque sia interessato - per i motivi più vari - ai testi della tradizione culturale italiana trova nella Biblioteca Italiana Telematica un importante punto di riferimento. La caratteristica principale della Biblioteca Italiana Telematica, cioè il suo presentare sia i testi, sia il catalogo, sia gli strumenti di interrogazione, permette vari tipi e livelli di fruizione da parte di utenti molto diversi. Chi è semplicemente interessato alla lettura di testi di difficile reperibilità può individuarli ed eventualmente scaricarli, leggendoli nel modo che trova più comodo: direttamente durante il collegamento in rete oppure scaricandoli sul proprio computer o stampandoli per uso personale. Chi è interessato a ricerche semplici all’interno di un testo (per esempio la ricerca di una parola o di una frase) può eseguire queste operazioni attraverso comandi intuitivi. Chi invece è interessato a eseguire analisi più complesse può contare su strumenti che sono allo stesso tempo potenti e di facile impiego.L’interrogazione può essere condotta sia su singoli testi, sia su tutto l’insieme dei testi della Biblioteca Italiana Telematica (senza limiti di numero), sia su sottoinsiemi di questi testi, selezionati a piacere o attraverso “collezioni” preimpostate. In questo modo ogni utente ha la possibilità di individuare e approfondire, in modi molto mirati, solo le informazioni che gli interessano.La Biblioteca Italiana Telematica è così in grado di soddisfare le richieste di un ventaglio molto ampio di possibili utenti, per esempio:- l’insegnante o lo studente di scuola media superiore che desidera disporre di un certo testo letterario, o sondare l’intera biblioteca seguendo un percorso tematico individuato da certe parole-chiave;- la persona colta interessata alla letteratura e cultura italiana: il tipo di utente che ha determinato il successo di iniziative editoriali di divulgazione di testi letterari su CD-ROM;- la persona che, per qualunque motivazione, desideri entrare in contatto con la cultura italiana in zone del mondo in cui è difficile o impossibile trovare una distribuzione costante e affidabile di libri italiani;- lo studioso di linguistica italiana che vuol conoscere la frequenza di determinate forme di passato remoto nella lingua volgare del Quattrocento;- lo studioso di idee politiche che vuol ricercare nei testi l’origine dell’idea di “ragion di stato”, o simili. Avete riscontri di “visibilità” anche dall’estero? Dato il carattere sperimentale che ha caratterizzato il lavoro di questi due anni, riscontri fino ad oggi ci sono stati sul progetto più che sulla visibilità: l’Università di Stoccolma ha per esempio deciso di partecipare attivamente al progetto, e altre università straniere si mantengono costantemente aggiornate sugli sviluppi. Solo negli ultimi mesi si è cominciato a mettere a punto una più organica strategia per definire rapporti diretti con le istituzioni che operano nel mondo a sostegno della lingua e della cultura italiana.Il progetto è stato anche presentato in diverse occasioni internazionali (al convegno Bibliothèques virtuelles: états des lieux organizzato dalla Bibliothèque nationale de France e dalla New York Public Library, Parigi, 3-4 giugno 1998; al convegno Digital Libraries organizzato a Bologna il 17-18 giugno 1999 dall’Associazione Italiana Biblioteche e dalla British Library). La presentazione del 2 marzo 2000 è in questo senso un importante passo per far conoscere anche al grande pubblico il progetto CiBit. Il sito è strutturato, in pratica, in alcune sezioni di ricerca. Con quali criteri fondamentali? I criteri di strutturazione del sito sono rivolti alla diretta disponibilità di serie ampie di testi (con possibilità di lettura, interrogazione, scaricamento); ma di serie organiche, rivolte alla documentazione di ricerca. In questo senso si muove la seconda fase del lavoro di CiBit, orientata a sperimentare soluzioni avanzate di filologia testuali su testi a tradizione complessa (Vita nova, Cortegiano, Grazie, eccetera). CiBit non può in alcun modo surrogare i compiti di documentazione on line che sono propri delle istituzioni (come in Francia la BNF ora con Gallica): sinora ha supplito con soluzioni di assoluta avanguardia, ma le sue ragioni sono eminentemente rivolte alla ricerca. Com’è composta la redazione? La redazione è articolata nei circa 20 centri di produzione delle unità dislocate presso le Università che fanno parte del Centro. Vi partecipano professori, ricercatori, dottori di ricerca e laureati in grado di unire le competenze umanistiche a quelle tecnico-informatiche. Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nel corso del lavoro? Il trasferimento on-line della cospicua esperienza di trattamento e gestione dei testi. Con quali criteri sono state selezionate le fonti dei testi? Sono state scelte le più importanti edizioni di riferimento che esistono nelle biblioteche; ma in alcuni casi si è preferito, e in altri dovuto, utilizzare direttamente le edizioni antiche, e talvolta fonti manoscritte. Gli sviluppi futuri? In attesa che ci sia un concreto interesse delle pubbliche istituzioni per la Biblioteca telematica (cioè per trasferire su supporto digitale porzioni cospicue del patrimonio culturale scritto), CiBit continuerà a implementare, secondo i programmi delle sue unità di ricerca, il quadro complessivo della Biblioteca (ricca già di circa 1000 testi), e al tempo stesso sperimenterà soluzioni di avanguardia per i testi a tradizione complessa. Il punto decisivo è un altro: CiBit, in questi due primi anni di attività, ha messo a punto in termini ottimali le procedure standard per il trasferimento digitale dei testi della Biblioteca italiana, e ha definito il costo unitario per carattere di questo trasferimento (comprensivo di tutte le codifiche standard): la realizzazione della Biblioteca pubblica telematica è solo una questione di investimenti, dunque, cioè di risorse adeguate per produrre quote “pesanti” di testi.

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