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La biblioteca desiderata di Maurizio Costanzo

Un uomo di spettacolo, ma che scrive, ha scritto per radio e televisione...

Ho un debito personale con le biblioteche. Con una, in particolare, una biblioteca americana che molti anni fa aveva sede in Via Veneto. Si chiamava Usis, se la memoria non mi tradisce. Con quella biblioteca ho imparato a conoscere la letteratura americana dei Faulkner, degli Steinbeck, degli Hemingway, che altrimenti al liceo non mi avrebbero fatto conoscere. Non sono molto sicuro di questa affermazione dal momento che, probabilmente, in classe parlavano quando io marinavo la scuola. E quando marinavo la scuola mi rifugiavo in quella biblioteca di Via Veneto. Era un posto sicuro, protetto da indiscreti che avrebbero potuto riferire a mia madre. Trovandomi in biblioteca, non potevo che chiedere dei libri e cominciare a leggere. Sono felice di aver marinato la scuola e di aver conosciuto quegli autori. Comunque coltivo il sospetto, ma potrei dire che è una certezza, che in classe, le mattine di mia assenza, non si parlava di Hemingway.