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Un bibliotecario un po' particolare

Vittorio Merlo, bibliotecario, appassionato di musica: in Rete le sue ballate sono un successo.

Non ha mai studiato musica. Non la sa nemmeno scrivere. Però fin dai tempi dello scientifico si era messo in testa di fare il cantautore. Suonava la chitarra e la parole gli uscivano di getto. Le sue canzoni non erano niente male. Almeno così giuravano gli amici dei centri sociali. Poi tutto contento andava da fratello maggiore che aveva fatto tanto di conservatorio e lo pregava di buttarle giù sullo spartito al posto suo. Per la Siae, per tutelare i suoi diritti. Sono passati tanti anni e Vittorio fa il bibliotecario. Da un bel po’, dopo passaggi alla Sormani e alla Bocconi, lavora in Lussemburgo in un’istituzione europea. Libri a parte come è facile immaginare ha continuato però a scrivere canzoni. Un omaggio alla moglie, un divertimento per i 4 figli, una sfida a se stesso. Fino a un paio di anni fa. Quando Vittorio milanese di Brera, figlio di un medico di famiglia, l’impegno a sinistra come costante, scopre che su Internet c’è un sito americano dove chiunque può mettere le proprie canzoni per farle ascoltare al mondo. Ed è così che, grazie a un computer e a sofisticati strumenti, grazie all’immissione di una dozzina di pezzi e a un pizzico di coraggio, il bibliotecario zitto zitto diventa il cantautore italiano più scaricato dalla rete. Oltre centocinquantamila contatti e un posto fisso nella Top Ten di Mp3.com. Un successo clamoroso che ha lasciato di stucco lo stesso fratello maggiore Giuseppe, oggi corno francese nell’orchestra Rai di Torino. Ma anche un exploit inatteso che sta regalando qualche timore alla moglie Monika. Da giorni con una domanda che le frulla per la mente: “Ma adesso tutto questo cancan non ci rovinerà la vita?”. “Non credo proprio” risponde Vittorio, faccia e modi più da bibliotecario che da cantante,. “Ho 42 anni. Non sono più un ragazzino e ho un gran bel lavoro. Resto con i piedi per terra e sto a guardare. Certo che se dovesse arrivare il successo non mi tirerei indietro. Quello di fare il cantautore è sempre stato il mio sogno e penso che sarebbe bello campare con le mie canzoni”. Progetti forse prematuri. Visto che Vittorio, a tutt’oggi dalla sua attività canora ha incassato appena 12 milioni. Una piccola royalty pagata dai gestori del sito per lo scaricamento dei suoi brani. E visto anche tra i negozianti di dischi non ce n’è uno che conosca il suo nome. “Ovviamente non ho un agente e non ho una casa discografica” va avanti. “Faccio tutto da solo su Internet. E scaricamenti a parte, i miei dischi li puoi avere solo tramite Mp3.com, direttamente dalla California. E a un prezzo assolutamente accettabile”. Quello dei costi troppo elevati dei Cd è infatti uno dei cavalli di battaglia di Vittorio. “Credo che la pirateria si combatterebbe meglio abbassando i prezzi. E penso anche che i cantanti di grido potrebbero lasciare qualche motivo su Internet, in modo da poterlo scaricare. Sarebbe comunque promozionale”. E invece i big non lo fanno. E adesso per gli internauti non c’è più nemmeno l’estrema libertà di movimento degli albori dell’era Napster. E così Vittorio Merlo è il cantante più ascoltato e più scaricato.