Sono un libraio di strada

Trent’anni in piazza Cavour: vita quotidiana di un venditore di volumi da bancarella.

Il chiosco è lì dal 1936, lo ha aperto suo padre. Allora abitavano proprio di fronte, in via Senato. Paolo Mera, 55 anni, è libraio di strada. La stufetta accesa nella piccola cabina riscaldata ricavata nel chioschetto che ha costruito da solo. Stipati nelle scansie di metallo, allineati, ammucchiati, un plotoncino di libri usati. Le onnipresenti monografie d’arte, i gialli Mondadori, saggi, pezzetti di enciclopedia. Ma il grosso non è qui, è in magazzino, nella sua cantina. Il signor Mera mostra il catalogo: qualche migliaio di titoli suddivisi per genere, con il computer. Prezzi per tutte le tasche. Quello del signor Mera è un commercio tranquillo: apertura tutti i giorni, mai la domenica e le feste. Intervallo per il pranzo dalle 12.30 alle 14.30, a casa dalla moglie. Vacanze in agosto, a Natale un paio di giorni.

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