Gestendo per molto tempo, in modo diretto, l’attività delle biblioteche, che ora è stata assunta da enti locali entrati in convenzione; dagli Insegnanti che il Ministero della P.I. assegna ogni anno alle carceri per la scolarizzazione elementare e media inferiore; da enti esterni che si interessano della vita in carcere dei detenuti (Sert, CRI, Associazioni di Volontariato, ecc.), ho verificato che si può parlare di multicultura/intercultura in biblioteca se si fanno attività di informazione coinvolgendo tutti quelli che operano e che vivono il carcere: detenuti, educatori, agenti di polizia penitenziaria, insegnanti, cappellani, magistrati, allo scopo di far loro condividere le opportunità e i problemi che ne derivano.
L’attivazione di laboratori di lettura e scrittura multiculturali ha agevolato la presenza in biblioteca, di detenuti di varie nazionalità e focalizzato l’interesse dei detenuti italiani su testi di autori di Paesi non anglosassoni ai quali sono abituati fin dalla frequenza scolastica.
La formazione di detenuti italiani e stranieri come operatori di biblioteca, ha permesso la catalogazione dei testi in lingua straniera presenti negli scaffali e la conseguente richiesta di prestito dei medesimi, agevolando l’accesso anche a coloro che non conoscono la lingua italiana.
La pubblicizzazione delle attività dei detenuti in biblioteca, fatta attraverso l’utilizzo di internet o con comunicati stampa a quotidiani e riviste, e la catalogazione dei testi che interessano stranieri, ha permesso una maggiore identità della biblioteca a scaffale multiculturale anche in carcere.
Le tre biblioteche romagnole di Ravenna, Rimini e Forlì hanno, negli anni, implementato i loro scaffali dei testi richiesti dai detenuti stranieri, in modo particolare con dizionari, grammatiche, testi di genere religioso, storico, narrativo e di periodici.
La situazione è oggi la seguente:
La Biblioteca di Rimini, avendo assegnato al servizio biblioteca detenuti stranieri e italiani formati all’uso di Sebina e alla conoscenza delle regole standard di catalogazione, con l’aiuto di un tutor esterno , ha traslitterato i testi in lingua araba, catalogati con l’ausilio di Sebina, permettendo agli ospiti, attraverso una regolare circolazione nelle celle dell’elenco delle nuove accessioni, una maggiore informazione e possibilità di lettura in lingua originale dei nuovi acquisti. I prestiti sono notevolmente aumentati e anche le notizie immesse in catalogo. L’intera struttura carceraria è stata catturata dal successo dell’iniziativa e collabora attivamente.
La Biblioteca di Forlì ha acquistato i testi e sta catalogando con l’uso del software Sebina, per ora, quelli in lingua italiana o inglese.
La Biblioteca di Ravenna, ospita incontri multiculturali con studiosi, mentre in catalogo ha pochi testi in lingua originale.
La Cooperativa “Il Mappamondo” provvedeva attraverso i Mediatori culturali che operavano fino a qualche tempo fa , alla fornitura dei testi necessari ai detenuti stranieri.
Per il futuro, se la convenzione in atto e i partner convenzionati (Regione E/R, Ministero di Giustizia, Provincia di Ravenna e di Forlì) lo consentiranno, mi piacerebbe attivare il servizio di BIBLIOBUS (progetto del Comune e Provincia di Ravenna, per collegare le biblioteche decentrate del Comune) ad effettuare una fermata presso il carcere, per la consegna di testi provenienti da altre biblioteche, ai detenuti italiani e stranieri, aumentando la possibilità delle richieste di documenti, anziché dal solo catalogo in carcere a quello ben più fornito della Rete Bibliotecaria Ravennate e, perché no, anche Romagnola, attivando il prestito interbibliotecario fra le Biblioteche in carcere: P-ILL (Prison Inter Library Loan) e fra le biblioteche esterne e quella del carcere: ILL; raccogliendo i desiderata dei detenuti italiani e stranieri, come utenti a tutti gli effetti, delle biblioteche pubbliche.
Il progetto è legato anche alle attività scolastiche che si svolgono all’interno degli Istituti e che vedono la presenza di detenuti soprattutto di origine straniera, e che hanno bisogno come tutte le Scuole di Formazione, del supporto di una Biblioteca didattica con scaffale multiculturale.
Occorre pensare anche ad un collegamento del Servizio Biblioteca o Centro Documentazione del carcere con sportelli, Associazioni di e per stranieri esistenti sul territorio , che garantiscono informazioni che possono servire anche ai detenuti stranieri e alle loro famiglie eventualmente residenti in Italia. Sempre di più infatti gli utenti stranieri come quelli italiani, in Biblioteca fuori e dentro il carcere, chiedono oltre a testi, informazioni e documenti e molti utilizzano la posta elettronica per ottenerli.

Matita








