Il loro compito è mettere a disposizione di tutte le biblioteche e archivi un servizio altamente professionale e innovativo che prevede: la digitalizzazione del patrimonio documentario; il collocamento delle conseguenti immagini sui loro server internet, con relativa protezione delle stesse; la possibilità di consultare le immagini su internet utilizzando un sofisticato software di visualizzazione; la possibilità di effettuare ricerche all’interno dei patrimoni di singole o molteplici biblioteche; la ricerca, lo sviluppo di nuove tecnologie software per i beni culturali.
Tutto questo per dar modo a studiosi, ricercatori o semplici interessati di tutto il mondo, di poter leggere, analizzare quei codici, testi o fondi antichi, manoscritti, che sia per motivi di conservazione, a causa della loro rarità e preziosità, sia per ragioni geografiche sono di difficile o impossibile consultazione.
Il progetto Amanuense.it è nato dall’unione di esperienze maturate da due società che operano distintamente, da anni, nel settore della digitalizzazione di documenti prevalentemente cartacei per conto delle biblioteche, archivi ed enti pubblici in genere, e nel campo della progettazione e realizzazione di applicativi software, della comunicazione avanzata e della progettazione di sistemi per internet. Vista la crescente richiesta di questi servizi da parte delle biblioteche, è stato realizzato il progetto Amanuense.it per offrire un plus tecnologico e un servizio all’avanguardia, unico nel panorama mondiale che attualmente internet propone.
La Società è stata costituita nel dicembre 2000.
Il progetto Amanuense.it è stato accolto con grande interesse nel mondo dei beni culturali e di internet in genere, e due delle biblioteche più rappresentative d’Italia, la Biblioteca degli Uffizi e la Biblioteca Comunale Forteguerriana di Pistoia, hanno pubblicato attraverso Amanuense.it i loro primi fondi digitalizzati. Questa operazione è stata presentata ufficialmente alla stampa il 16 maggio 2001 presso la Biblioteca degli Uffizi.
In seguito istituzioni quali la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena e l’unione Femminile Nazionale hanno pubblicato altri fondi, portando la quantità di immagini su Amanuense.it ad oltre il milione.
Nell’ambito del progetto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali “Biblioteca Digitale Italiana”, Amanuense.it ha vinto la gara d’appalto per la realizzazione e successiva fornitura del software per l’organizzazione e fruizione in internet di cataloghi appartenenti alle biblioteche statali.
Online dal loro sito è possibile consultare alcuni dei più importanti fondi italiani: Gabinetto Vieusseux di Firenze, Costituito complessivamente da 23 volumi di grande formato che coprono gli anni dal 1920 al 1925; Un prezioso trattato sulla glittica che Pelli realizzò dopo anni di studio in questo particolare settore; Opera di Giuseppe Pelli Bencivenni, rappresenta un documento fondamentale per lo studio della museografia fiorentina del secondo Settecento; Unione Femminile Nazionale: La storia delle donne in Italia raccontata attraverso testi della rivista Unione Femminile dal 1901 al 1905; Il catalogo virtuale dei manoscritti e dei primi libri a stampa posseduti dalla Biblioteca degli Intronati di Siena; 1821 opuscoli prodotti da associazioni di categoria e società di mutuo soccorso, e documenti e materiali di altre categorie associative; 364 quaderni scolastici, che costituiscono una testimonianza di vita vissuta nella scuola elementare fascista alla fine degli anni Venti.
Amanuense.it
Amanuense.it è una società che opera nell'ambito delle nuove tecnologie web per i Beni Culturali, con l'obiettivo di permettere la consultazione di documenti, fondi, testi manoscritti, libri antichi e moderni attraverso la tecnologia di internet.
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Pubblicato il 11 novembre 2002 in: Biblioteche Virtuali
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Matita









Giuseppe
23 nov 2008 - 18:35 - #1Ciao «Matita» Raffaella,
durante una mia ricerca su internet al riguardo di un pro-gramma free per l’archiviazione libri da poter essere compilato con i volumi in mio possesso ed essere inserito in rete, per dare l’opportunità a chi non l’ha, di rintracciare eventuali libri, testi, riviste o CD-DVD, ormai non più in circolazione (senza scopo di lucro), ma mirati essenzialmente alla «ricerca e conoscenza del sapere» non quello fine a se stesso, ma quello da poter trasmettere a chiunque non ne abbia le possibilità.
Leggendo l’articolo di Amanuense.it mi è ritornato alla men-te quel famoso progetto, (non so se poi realizzato), della Bibliote-ca virtuale di Alessandria, ove chiunque avesse la possibilità di poter accedere alle «fonti del sapere» e contemporaneamente poter, nel suo piccolo, partecipare all’ampliamento di quel sape-re, con dei libri, che spesso, ricoperti dalla «polvere del tempo» non vengono utilizzati per quella che è la loro vera natura, esser ogni tanto «rispolverati» per risvegliare quello spirito di immagi-nazione ed inventiva che solo un buon libro, a differenza della sola immagine, può dare.
Quel che oggi l’istituzione Amanuense.it può fare in favore della diffusione ed utilizzazione del bene comune qual è la cultu-ra su Internet, sarebbe anche quella di poter, oltre che consigliare, dare quella possibilità a tanti che lo desiderano, di crearsi una piccola biblioteca familiare e poterla condividere in rete con coloro che per necessità di studio o di conoscenza, la possano consultarla, dando a tantissimi la possibilità di conoscere, oltre alla propria storia, quella di tanti piccoli paesi che soltanto con questo tipo di comunicazione, oggi possono far conoscere al mondo intero il proprio bagaglio culturale, con quelle piccole perle di saggezza che sono i libri a «tiratura li-mitata».
Spesso l’editoria, legata a dei canoni commerciali non sem-pre può inseguire quei valori di «paladina della cultura», ma una istituzione come i Beni Cultuali, penso abbia il dovere di poter diffondere con tutti i mezzi oggi a disposizione, questo tipo di istruzione che non sempre è rivolto agli addetti ai lavori, ma spesso è ricercato da coloro che nelle loro case non avevano la possibilità di possedere un libro, se non quello «in prestito» dell’Antologia triennale scolastica.
Non sono un «topo bibliotecario» anche se non mi sarebbe dispiaciuto esserlo, se non altro per avere il tempo di poter legge-re parte di quei libri legati alla cultura della mia terra che, per quanto «vecchia», tanto poco è stato scritto di lei.
Certamente un consiglio per la miglio archiviazione dei libri in mio possesso non sarebbe fuori luogo, spesso quando mi scon-tro con i termini: Genere; Serie; Posizione; Argomento; Inventa-rio; ISBN in campi limitatissimi non conoscendone il significato bibliotecario.
Continua a curare la passione per l’archeologia, ad una «cer-ta età» è quella che ci consente di conoscere a fondo le proprie radici, mentre la passione della lettura riempie appieno il vuoto che a volte ci riserva la vita.
Cordialmente
gp48@tiscali.it