Rodolfo Graziani nacque a Filettino (Frosinone) nel 1882 e fu una delle personalità di maggiore rilievo della storia politica italiana del Novecento. Dopo avere partecipato come ufficiale alla prima guerra mondiale (fu il più giovane colonnello), fu inviato nell’immediato dopoguerra in Libia per completare la conquista militare della colonia africana, fu quindi governatore della Somalia, viceré d’Etiopia e assunse, allo scoppio del secondo conflitto mondiale, il comando delle operazioni in Africa settentrionale. Dopo l’armistizio dell’8 settembre fu ministro della Difesa nella Repubblica Sociale Italiana. Costituitosi prigioniero di guerra degli Alleati (1945),
fu processato e condannato per collaborazionismo (1948-1950). Amnistiato poco dopo, partecipò alla vita politica attiva come presidente onorario del Movimento Sociale Italiano, dal quale uscì nel 1954. Morì a Roma l’anno successivo.
Il Fondo Rodolfo Graziani, conservato presso la Regione Lombardia, è costituito da tre settori: la Biblioteca, l’Archivio stampa e l’Archivio documentario.
La Biblioteca consta di circa mille volumi e opuscoli suddivisi nelle seguenti sezioni: oltre ai libri autografati vi sono volumi divisi per materia (fascismo e seconda guerra mondiale; dopoguerra, partiti politici, società e processo Graziani; Africa orientale; storia europea; prima guerra mondiale; militaria; storia d’Italia in generale; letteratura e filosofia). Concludono il settore Biblioteca una raccolta di carte geografiche e una ricca serie di giornali e riviste.
L’Archivio stampa è la raccolta, curata personalmente dal maresciallo per tutto l’arco della sua esistenza, di articoli, ritagli, fotografie, servizi apparsi sui giornali italiani ed esteri in relazione alle vicende pubbliche e alle cariche politiche che egli ricoprì per oltre un trentennio. Si tratta di una completa rassegna stampa attraverso la quale si ha la concreta visualizzazione dell’ascesa di Graziani nell’Italia fra le due guerre: da responsabile militare in Tripolitania a governatore della Somalia, da viceré d’Etiopia a Ministro della Difesa nella Repubblica Sociale Italiana. Particolarmente ricca è la raccolta di articoli apparsi nell’immediato dopoguerra circa la sua detenzione, lo svolgimento del processo e il periodo fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1955.
Oltre a questo materiale, l’archivio stampa presenta anche una serie di ritagli stampa annotati direttamente da Graziani, nonché la documentazione completa del processo, con note autografe del maresciallo. Quest’ultima parte dell’Archivio stampa è particolarmente interessante perché ricostruisce le fasi del controverso processo, con importante corredo di servizi giornalistici a esso relativi. In appendice a questa documentazione è da segnalare l’originale della petizione per la scarcerazione di Graziani, promossa in tutte le regioni d’Italia: sono raccolte in originale le decine di migliaia di firme, alcune provenienti anche dall’estero, che potrebbero costituire un’utile fonte per analizzare, anche a livello sociologico, il “mito” di Graziani nel secondo dopoguerra.
L’Archivio documentario comprende la corrispondenza, le fotografie e i manoscritti, nonché una serie di documenti amministrativi privati. La parte relativa alla corrispondenza, alle fotografie e ai manoscritti è certamente la più significativa dell’intero Fondo Graziani e offre allo studioso la possibilità di approfondire diversi aspetti della storia italiana recente. Questa parte è suddivisa in diverse sezioni: in questa sede ci limiteremo a segnalare le più significative.
Un fascicolo è dedicato alla Federazione Nazionale Combattenti Repubblicani, l’organizzazione che, nell’immediato dopoguerra, riunì tutti coloro che aderirono all’esercito della Rsi: vi si trovano lettere di personaggi importanti nel panorama dell’ultimo fascismo repubblicano, da Stanis Ruinas a Ferruccio Ferrini, nonché notizie sull’attività di questa associazione di ex combattenti. Coevo è, poi, il fascicolo che comprende le carte che testimoniano la presenza di Graziani nel Msi, nel suo spesso burrascoso rapporto con la destra politica italiana. La corrispondenza, tutta relativa al secondo dopoguerra, offre un altro particolare spaccato del mondo neofascista italiano: tra i più significativi corrispondenti si trovano Junio Valerio Borghese, il comandante della X Mas, Carlo Silvestri, il socialista che fu particolarmente vicino a Mussolini nei diciotto mesi del lago di Garda, Ermanno Amicucci ed Ezio Maria Gray, che in Rsi furono direttori rispettivamente del “Corriere della Sera” e della “Gazzetta del Popolo”, nonché l’editore Aldo Garzanti, che nel 1949 pubblicò il volume memorialistico del maresciallo, Ho difeso la Patria. Importantissima, poi, la corrispondenza relativa all’Africa italiana, costituita soprattutto di lettere inviate a Graziani nella sua qualità di viceré d’Etiopia. Ricordiamo, tra i personaggi più significativi storicamente Dino Grandi, Emilio De Bono, Achille Starace, i generali Enrico Caviglia, Thaon di Revel e Armando Diaz, lo scrittore Mario Pomilio, l’editore Arnoldo Mondadori. Si tratta di materiale ovviamente inedito, che ha tuttavia pochi riscontri nei fondi archivistici privati e pubblici: esso permette di approfondire e di meglio valutare le caratteristiche della politica coloniale italiana e, contemporaneamente, di affrontare, con un taglio antropologico e sociologico, l’immagine che la gente semplice (molti, tra questi, i bambini) avevano della presenza italiana in Africa. Molte lettere, infine, pervennero a Graziani da gruppi giovanili fascisti e anche questa documentazione può costituire un tassello nella interpretazione delle organizzazioni che offrivano ai ragazzi il primo momento di socializzazione politica.
Di particolare rilevanza, inoltre, la sezione dedicata agli scritti autografi. Oltre alla lettera inviata il 14 novembre 1940 a Badoglio, nella quale Graziani difendeva il proprio operato nella campagna africana, vi è da segnalare il dattiloscritto originale, con correzioni autografe, della Memoria breve, un testo di analisi della situazione bellica basato sulle valutazioni comparate di Hitler e di Mussolini. Di particolare rilevanza, poi, le varie memorie scritte tra il 1943 e il 1945: il corposo memoriale, di cui è conservato il testo originale dattiloscritto, del Memoriale difensivo sulla campagna in Africa Settentrionale 1940-1941 rimesso a Mussolini, avverso la Commissione Thaon di Revel, una memoria difensiva di circa quattrocento pagine, nella quale Graziani, nel giugno 1943, contestava le accuse rivoltegli sul comando delle operazioni in Libia; Dopo il 25 luglio 1943, relativo alla situazione politica e militare al momento della caduta del regime, dopo il voto contrario a Mussolini da parte del Gran consiglio; il testo dattiloscritto, con numerose correzioni autografe, del discorso pronunciato alla radio il 25 settembre 1943; la memoria dattiloscritta sull’azione militare svolta durante il periodo della Repubblica Sociale; le memorie intitolate Sulla costituzione dell’Esercito Repubblicano e le forze armate repubblicane nelle quali si sottolinea l’importanza dell’esercito apolitico e di leva rispetto a quello connotato politicamente e formato da volontari com’era nelle intenzioni del segretario del Pfr, Pavolini; le note redatte da Graziani dopo il colloquio con il cardinale di Milano Schuster, avvenuto il 23 aprile 1945. Un’altra parte, assai consistente, del materiale documentario è costituita dalle varie memorie difensive preparatorie della difesa processuale di Graziani, che comprendono anche le prime stesure dei volumi Ho difeso la Patria e Africa settentrionale 1940-1941. Infine vanno segnalati i documenti relativi al dopoguerra: dal Patto di Cassino (29 marzo 1952), che segnò il rientro di Graziani nella vita politica attiva, alla varia collaborazione giornalistica, soprattutto con il settimanale “Il Nazionale”, diretto da Ezio Maria Gray, al dattiloscritto originale con diversi interventi autografi del Testamento politico.
Questa notevole mole di materiale, complessivamente, offre allo studioso la possibilità di realizzare uno studio specifico sulla personalità, controversa ma certamente significativa, di Rodolfo Graziani, attraverso un ampio spettro di approcci, da quello strettamente militare a quello politico, da quello degli studi coloniali a quello della storia politica italiana del dopoguerra. A fronte delle numericamente scarse opere finora pubblicate sul personaggio, questo archivio permetterà di focalizzarlo meglio nel contesto sociopolitico dell’Italia del Novecento.
Il Fondo Susmel
L’Archivio di Duilio Susmel si qualifica come uno dei fondi di maggiore spessore e significato fra quelli relativi alla vicenda umana e politica di Mussolini, con particolare riferimento alle vicende della Repubblica Sociale Italiana. Susmel, noto al grande pubblico per l’imponente Opera omnia del capo del fascismo, nella quale ha raccolto in un trentennio di ricerche tutto quanto Mussolini ha scritto – dai documenti ufficiali dei vent’anni di governo, fino alla documentazione privata e all’attività giornalistica – ha lasciato una importantissima documentazione, soltanto in parte utilizzata per la stesura dei volumi di cui è autore: Mussolini l’uomo e l’opera, scritta in collaborazione con Giorgio Pini, Mussolini e Pio XI, edito nel 1975, Un uomo chiamato Mussolini, edito nel 1973, e La Repubblica di Salò, edita nel 1981.
L’Archivio si suddivide in due parti, la prima comprendente la sezione relativa alla Repubblica Sociale Italiana e la seconda relativa a Mussolini e alla storia del fascismo.
Repubblica Sociale Italiana
Questa prima parte si suddivide in tre categorie: i documenti originali, la pubblicazioni in facsimile e i materiali di lavoro: quest’ultima comprende anche le stampe, i manifesti e le pubblicazioni. Si tratta di materiali prevalentemente inediti, in numero di alcune migliaia, provenienti dai più importanti archivi pubblici e privati, italiani e stranieri.
I documenti originali comprendono materiali del Ministero della Cultura Popolare, Sede Nord, e in particolare si segnalano i bollettini originali dal 21 aprile al 1 settembre 1944 del Servizio di ascolto delle stazioni radiofonotelegrafiche estere; inoltre sono conservate le circolari diramate da uffici dell’esercito repubblicano dal 20 dicembre 1943 al 10 maggio 1944, vari documenti relativi alla Rsi (1944), nonché la relazione del capo dei Servizi Amministrativi della Federazione Fascista Repubblicana di Milano del 26 maggio 1944.
Più numerosi sono i documenti in facsimile, suddivisi in sei categorie principali.
I documenti giornalieri coprono l’intero arco storico della Repubblica Sociale, dal 12 settembre 1943 al 25 aprile 1945; sono compresi in questa categoria i ruolini delle udienze concesse da Mussolini dal settembre 1943 fino al febbraio 1945, l’intera corrispondenza, i discorsi e gli articoli di Mussolini durante tutto il periodo della Rsi, i verbali delle riunioni dei Consigli dei Ministri del governo repubblicano, le relazioni sulle operazioni contro i partigiani e i resoconti delle attività del movimento antifascista al Nord, numerosi rapporti di autorità di governo della Rsi, documenti di natura militare, informazioni riservate e confidenziali a Mussolini; inoltre appartengono sempre a questa categoria carte varie del Comitato di Liberazione Nazionale, del Comando angloamericano in Italia, del Partito Fascista repubblicano e della legione autonoma “Ettore Muti”.
La seconda categoria comprende le relazioni periodiche sulla situazione delle province, dall’ottobre 1943 all’aprile 1945, redatte da questori, capi delle Province, funzionari della Polizia repubblicana, comandanti locali della Guardia nazionale repubblicana, informatori vari.
La terza categoria comprende i notiziari politici interni, periodici e segreti, elaborati dal Servizio politico della Guardia nazionale repubblicana, dal 20 aprile 1944 al 12 marzo 1945. Si tratta di materiali di enorme interesse, fondamentali per potere verificare le situazioni locali durante la Repubblica Sociale e per approfondire l’azione delle organizzazioni partigiane nelle singole province.
La quarta categoria comprende circa ottanta fascicoli monografici. I più importanti riguardano alcuni episodi significativi quali le Repubbliche partigiane di Alba e dell’Ossola, il Ridotto alpino repubblicano della Valtellina, la costituzione di Roma “città aperta”, l’uccisione di Giovanni Gentile. Vi sono poi alcuni fascicoli relativi a protagonisti della Rsi o del movimento partigiano, come il comandante della X Mas Junio Valerio Borghese, il maresciallo Rodolfo Graziani, del quale è conservata una copia del diario, il giornalista Franco De Agazio, Pietro Koch, il generale antifascista Piero Operti, il direttore di “La Stampa” di Torino, Concetto Pettinato, l’ex presidente del Senato del Regno, Giacomo Suardo, l’attore Osvaldo Valenti. Ampia documentazione vi è inoltre sui movimenti di opposizione o di critica interni alla Repubblica Sociale: il Movimento dei giovani italiani repubblicani, che aveva i suoi centri a Pisa, Firenze e Trieste, nonché il più noto Raggruppamento nazionale repubblicano socialista costituito dal filosofo crociano Edmondo Cione. Inoltre altro materiale è da segnalare sulle Brigate nere, sull’Ispettorato speciale di polizia antipartigiana, sull’azione delle Brigate nere (sono conservati centocinquanta appunti di Mussolini sulla loro attività), sulle visite alle varie province da parte
del sottosegretario agli interni, Giorgio Pini.
La quinta categoria riguarda documenti provenienti da archivi tedeschi, mentre la sesta comprende vari documenti politici sulla situazione giornaliera delle province.
Concludono la documentazione sulla Repubblica sociale una interessantissima collezione di manifesti a stampa di propaganda italiana, quasi tutti relativi al periodo della Rsi, nonché i dattiloscritti originali con tutti i materiali di lavoro dell’opera Storia della Rsi.
Raccolta di documenti: fascismo e Benito Mussolini
Oltre alla poderosa documentazione su Mussolini, dalle opere, agli scritti giornalistici, dai comunicati ai messaggi, dai verbali ufficiali ai resoconti di udienze e tutto quanto ebbe come protagonista Mussolini, in parte già compreso nell’Opera omnia, l’Archivio Susmel conserva
in diciannove cartelle una grande raccolta di documenti sul fascismo, tutti in facsimile, in particolare su personalità o su eventi particolarmente significativi.
Tra questi si possono segnalare: per i personaggi, documentazione su Guido Buffarini Guidi, Giuseppe Bottai, Tullio Cianetti, Gabriele d’Annunzio, Emilio De Bono, Luigi Federzoni, Giovanni Gentile, Rodolfo Graziani, Alessandro Pavolini, Umberto II, Carlo Scorza; per gli eventi l’Aventino, il 25 luglio, la situazione degli ebrei di Roma, la guerra civile spagnola eccetera.
Rilevante è poi la serie degli autografi originali di Mussolini, di Giovanni Giuriati, di Pavolini, di Starace, di Bottai e di Badoglio.
L’Archivio Susmel, per i materiali che conserva e per l’importanza e per la specificità della documentazione in originale o in facsimile costituisce uno dei fondi unitari di maggiore interesse per lo studioso. L’opportunità, infatti, di potere consultare insieme, fisicamente riuniti, materiali provenienti da diversi archivi privati o pubblici è di enorme aiuto al ricercatore; inoltre ’unitarietà di fondo delle carte permette un’analisi complessiva degli avvenimenti italiani tra il 1943 e il 1945, con una contestualizzazione indispensabile attraverso i materiali provenienti da archivi stranieri. Non soltanto, quindi, il personaggio Mussolini emerge in tutta la sua complessità di uomo politico e di statista, ma il quadro complessivo della politica, della società e della vita quotidiana nei difficili mesi della guerra civile emerge con straordinaria nitidezza.
[ Giuseppe Parlato ]
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in: Personaggi
Ho difeso la Patria
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