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Il prestito gratuito

Elaborato dal Gruppo Biblioteche e Proprietà Intellettuale di FESABID (Associazione Spagnola di Archivistica, Biblioteconomia, Documentazione e Musei) insieme ad altri professionisti del settore, ecco il Manifesto in difesa del Prestito Gratuito nelle Biblioteche.

Considerato che:

Le biblioteche, musei, archivi, emeroteche, fonoteche e cineteche di enti pubblici e quelle che appartengono ad istituzioni di interesse della collettività di carattere culturale, scientifico o educativo senza scopo di lucro, o ad altre istituzioni educative riconosciute

1. GARANTISCONO ai cittadini e alle cittadine l’accesso libero e senza limiti allo studio, alla cultura e all’informazione.
2. ESERCITANO una funzione importante nello sviluppo e mantenimento di una società democratica che faciliti l’accesso ad un’ampia e vasta gamma di pensieri, idee e opinioni.
3. AIUTANO l’acquisizione e lo sviluppo delle abitudini di lettura, specialmente tra la popolazione infantile e giovanile.
4. REALIZZANO un lavoro indispensabile di appoggio alla ricerca che si realizza attraverso tutti i tipi di istituzioni, mettendo a disposizione degli/delle utenti le opere e le creazioni necessarie per il progresso del loro lavoro.
5. REALIZZANO un lavoro fondamentale nello sviluppo dei sistemi educativi fornendo gli strumenti necessari per acquisire conoscenze in tutti e in ciascuno dei diversi stadi della formazione.
6. FUNGONO da vetrina della produzione culturale esistente, comprendendo nel loro patrimonio, e mettendolo a disposizione del pubblico, le opere create da intellettuali, scienziati ed artisti. Questi ultimi beneficiano così dell’uso gratuito di un canale di pubblicità e diffusione delle loro idee.
7. ASSICURANO la diffusione, la conservazione, l’accessibilità delle opere di tutti i tipi, superando gli interessi commerciali dei singoli, i limiti nella distribuzione delle opere e le imposizioni del mercato.
8. OFFRONO servizi nel rispetto dei diritti d’autore, funzionando, inoltre, come canale per diffondere tra i/le propri/ie utenti una conoscenza della materia e indirizzandoli/e verso un uso rispettoso delle opere protette e dei servizi riservati.
9. MANCANO di finalità lucrative, economiche o commerciali, dirette o indirette, ricercando come unico beneficio lo sviluppo culturale, educativo e professionale di coloro ai quali forniscono detti servizi, e, quindi, perseguendo il miglioramento del livello educativo e della competitività della società nel suo complesso.
10. APPARTENGONO a tutti/e e a ciascuno/a dei/delle cittadini/e, visto che si finanziano con il denaro che tutti apportano attraverso le tasse.

Manifestiamo quindi la nostra convinzione sulla necessità di:

1. GARANTIRE il giusto equilibrio tra gli interessi degli autori, editori e della società in generale mediante il quadro legislativo in materia di diritto d’autore.
2. GARANTIRE gli interessi culturali della società, visto che questa progredisce e si sviluppa mediante la promozione della ricerca e l’accesso libero alle creazioni intellettuali. Questa e non altra rappresenta la base della legge che regola il diritto d’autore.
3. MANTENERE gli attuali limiti sul prestito in biblioteca, ed altri istituti, stabiliti dall’articolo 69 Legge del 22 aprile 1941 n. 633 e successive modifiche, come uno strumento efficace per una politica di promozione della Cultura e della lettura in Italia, che è in perfetta rispondenza con quanto stabilito dalla Direttiva 92/100/CEE sul prestito. La Direttiva non solo stabilisce nell’articolo 5 la possibilità che ogni Stato Membro determini la remunerazione per il prestito delle opere in funzione delle sue politiche di promozione culturale, ma concede anche la possibilità di esonerare determinate istituzioni dal pagamento di questa remunerazione.
4. INSITERE nel valore del servizio di prestito che le suddette istituzioni offrono, visto che sono un elemento che reca benefici anche ai titolari del diritto d’autore in quanto cittadini e creatori. I servizi di prestito sono uno strumento indispensabile per la creazione di nuovi lettori e, pertanto, di consumatori delle opere di tali soggetti.
5. SOTTOLINEARE l’importanza del servizio di prestito che offrono dette istituzioni, come strumenti indispensabili nell’appoggio alla educazione e ricerca.
6. INSISTERE nel dare rilievo all’importanza dell’investimento che gli enti pubblici realizzano nell’acquisizione di fondi per questi tipi di servizi, che rappresenta un beneficio diretto a favore degli autori e del settore editoriale in genere, essendo le biblioteche i clienti più grandi nell’acquisto di libri ed altre opere. Questo investimento rappresenta anche il riconoscimento esplicito della società all’importanza del contributo degli autori ed editori allo sviluppo culturale.
7. RICONOSCERE che per determinati tipi di opere, l’acquisizione realizzata da queste istituzioni è indispensabile per garantire la loro edizione e circolazione, visto il mercato ristretto di alcune opere.
8. EVITARE qualunque tipo di penalizzazione nei confronti dei servizi di prestito pubblico visto che andrebbe a discapito degli obiettivi che si perseguono, che altro non sono che beneficiare ed agevolare il progresso della società.

Per quanto ora esposto, manifestiamo il nostro parere CONTRARIO alla possibilità che il prestito pubblico realizzato dalle biblioteche ed altre istituzioni, che attualmente godono delle eccezioni previste nella legge sul diritto d’autore, possa essere assoggettato al pagamento di una remunerazione; inoltre sollecitiamo le Istituzioni Pubbliche, ed il Governo in primo luogo, a difendere il prestito nelle biblioteche, con le caratteristiche definite dall’attuale legislazione sul diritto d’autore.