
L’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory conferma così l’impegno dell’Amministrazione comunale a non disperdere l’archivio di Primo Moroni custodito nel centro sociale Conchetta sgomberato giovedì scorso. Si tratta di un fondo librario e documentaristico dedicato alla storia del movimento operaio e delle lotte per i diritti civili nell’Italia del secondo dopoguerra.
“Una volta ascoltati i familiari – ha aggiunto Finazzer Flory -, cercheremo di trovare una soluzione affinché l’archivio non vada disperso, ma valorizzato quale patrimonio della nostra storia. Valuteremo anche quali spazi del Comune potranno risultare adatti a tale scopo”.
Questa però è la risposta inviata al blog de L’Espresso da Maysa Moroni, figlia di Primo Moroni
“Oggi abbiamo appreso dalla stampa che il sindaco Letizia Moratti avrebbe intenzione di occuparsi dei materiali dell’Archivio Primo Moroni e che vorrebbe addirittura spostarli in una non meglio identificata sede del Comune di Milano. Se questa giunta avesse avuto minimamente a cuore l’Archivio Primo Moroni non avrebbe mandato ingenti forze di polizia e militarizzato un intero quartiere per sgomberare il centro sociale Cox 18, cercando di bloccarne la più che trentennale attività e impedendo la libera fruizione sociale dei materiali dell’Archivio e della Calusca City Lights. Se a muoverla fosse stato qualcosa di diverso da una volontà di mostrare i muscoli la cui protervia è pari solo all’ignoranza e all’avidità già dimostrate in troppe altre occasioni, avrebbe invece rispettato la loro collocazione nel luogo in cui Primo aveva deciso dovessero stare. Ribadiamo quindi che per noi familiari la sede naturale dell’Archivio Primo Moroni è il centro sociale di via Conchetta 18 e che se questa amministrazione s’illude di fare diversamente incontrerà la nostra più ferma opposizione. Cox 18, l’Archivio Primo Moroni e Calusca City Lights sono affasciati e difesi da quella solidarietà attiva che si è espressa durante tutti questi giorni.”

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