Il Progetto Manuzio

Il progetto Manuzio trae nome dal noto editore Aldo Manuzio (Bassiano, Latina 1449 - Venezia 1515), considerato il principe dei tipografi del Rinascimento italiano, inventore del carattere corsivo (che per questo motivo è noto all'estero come italico) e capostipite di una illustre casata di stampatori. Il progetto Manuzio ha l'ambizione di concretizzare un nobile ideale: la cultura a disposizione di tutti. Capolavori della letteratura, manuali, tesi di laurea, riviste e altri documenti in formato elettronico disponibili sempre, in tutto il mondo, a costo zero e con accorgimenti tecnici tali da garantirne la fruibilità anche a non vedenti e altri portatori di handicap.

Scrittori, case editrici, mondo universitario, mondo dell’informazione. Le persone impegnate in prima persona nel far crescere la cultura italiana e nel promuoverne la conoscenza e lo studio, utilizzano sempre più spesso, nel loro lavoro quotidiano, l’ausilio di computer e strumenti informatici. Chi usa normalmente un computer per scrivere, sa che i testi che gli appaiono sul video sono conservati su dischetti, dischi rigidi e altri tipi di supporti magnetici o ottici come documenti in formato elettronico: in ultima analisi, si tratta di dati numerici che ‘viaggiano’ a grande velocità all’interno del computer, o fra il computer e la stampante. Non devono sfuggire le enormi possibilità che i nuovi strumenti di gestione e trasmissione dell’informazione offrono alla diffusione della cultura. Un file di testo contenente un’opera delle dimensioni della Divina Commedia occupa meno di un quarto dello spazio disponibile su un normale dischetto da computer, che costa al dettaglio poco più di mille lire; lo stesso file può viaggiare lungo le reti telematiche da un capo all’altro del mondo in pochi secondi, a costi assolutamente irrisori. Può essere facilmente e velocemente riprodotto, e la copia che si ottiene è in tutto analoga all’originale. Inoltre, permette operazioni che attraverso un libro tradizionale non sono possibili (ad esempio ricerche veloci di termini, o analisi lessicologiche e statistiche), e può essere facilmente stampato da chiunque sulla propria stampante.

Non stupirà dunque che sia iniziato negli ultimi anni, in tutto il mondo, il lavoro di trasferimento su supporto informatico di testi ed opere che costituiscono parte essenziale del patrimonio culturale dell’umanità: non per sostituire i libri, ma per affiancarli. Tempo fa avevo fatto una panoramica sui vari diversi progetti non istituzionali di questo tipo. Nel mondo di lingua inglese è operativo ormai da alcuni anni il Progetto Gutenberg, che mira all’acquisizione e alla diffusione libera e gratuita, attraverso l’uso delle tecnologie informatiche, dei classici della letteratura anglosassone (come anche delle principali fonti documentali scritte della storia inglese e americana). Progetti analoghi sono in corso ad esempio nei paesi scandinavi (progetto Runeberg), in Francia (progetti ARTFL e ABU), per le lingue classiche (progetto Libellus).

In Italia, gemellato con queste iniziative è il progetto Manuzio, nato nel 1993. Grazie al sostegno e all’impegno di lavoro offerto - a titolo del tutto gratuito e volontario - da numerose persone, il progetto ha potuto acquisire in poco tempo numerosi testi, fra i quali grandi classici quali La Divina Commedia, i Promessi sposi, i Malavoglia. I testi vengono acquisiti nel cosiddetto ‘formato ASCII’ (riconosciuto da praticamente tutti i computer). Una scheda informativa indica l’autore del riversamento, il sistema utilizzato, il livello di affidabilità del testo, e alcuni altri dati essenziali. Il progetto si pone come obiettivo quello di fornire testi completi e filologicamente corretti; fortunatamente, i testi elettronici possono essere rivisti e modificati con estrema facilità, e il livello di affidabilità filologica che si ottiene, grazie anche alle segnalazioni di eventuali errori o problemi da parte degli utilizzatori, è generalmente maggiore di quello di molte edizioni a stampa, e spesso paragonabile a quello delle migliori edizioni critiche. Le codifiche utilizzate per la ‘marcatura’ di caratteristiche del testo quali l’uso del corsivo, del neretto, ecc. corrispondono a standard fissati a livello internazionale.

L’acquisizione dei testi avviene o attraverso la loro ‘riscrittura’ al computer, o attraverso l’uso combinato di scanner e programmi di riconoscimento automatico di caratteri: in entrambi i casi, essa viene seguita da una fase di attenti controlli e correzioni (analogamente a quanto avviene con i testi a stampa al momento di correggere le bozze). Alternativamente, i testi possono essere acquisiti direttamente da case editrici o da privati che ne posseggano una copia già su supporto informatico e decidano di donarla al progetto. I testi disponibili sono poi inseriti all’interno della rete Internet, grazie allo spazio messo a disposizione dagli sponsor del progetto. A questo punto, i testi possono essere prelevati gratuitamente da chiunque abbia modo di connettersi alla rete. Naturalmente, il progetto Manuzio riguarda e può riguardare solo opere per le quali siano scaduti i vincoli di diritto d’autore, o delle quali i titolari legali di tali diritti decidano di consentire la libera diffusione attraverso gli strumenti informatici.

Attorno al progetto Manuzio, e col fine principale di promuoverne e sostenerne lo sviluppo, è nata l’associazione culturale senza fini di lucro Liber Liber, dalla quale proviene questo appello. Quello che chiediamo al mondo della cultura è innanzitutto di comprendere l’iniziativa, la sua importanza, le sue potenzialità. Già adesso, attraverso il progetto Manuzio, i dipartimenti di italianistica di numerose università possono disporre in maniera immediata e gratuita di testi essenziali per il loro lavoro didattico. Lo stesso vale per molti nostri connazionali residenti all’estero, che hanno a volte scarsissime possibilità di procurarsi testi in italiano, o per persone che iniziano, anche privatamente, lo studio della nostra lingua. E questi non sono che alcuni fra i casi possibili. Chiediamo poi, a chi può, di aiutarci. Naturalmente ci sono le tradizionali forme di aiuto ‘materiale’ - ad esempio una donazione a favore Liber Liber. Ma un aiuto altrettanto prezioso è quello di chi può fornire dei testi. Ecco perché rivolgiamo un appello particolare agli autori (nel caso di testi ancora soggetti a diritti) e alle case editrici.

Siamo consci del fatto che le edizioni di opere ‘classiche’, non più soggette a diritto d’autore, costituiscono una fonte di reddito preziosa e insostituibile per moltissime case editrici, e che l’idea di una diffusione totalmente libera di questi testi possa essere considerata come una sorta di pericolosa ‘concorrenza sleale’. Ma siamo sinceramente convinti che si tratti di una valutazione miope, sbagliata. Nella maggior parte dei casi, il testo elettronico non sostituisce e non può sostituire il libro - e spesso può trasformarsi in un incentivo all’acquisto del libro.

Chi penserebbe seriamente di leggere i Promessi sposi davanti allo schermo di un computer? È piuttosto chi ha il libro e vuole affiancare alla sua lettura una serie di altre operazioni e indagini sul testo, che troverà prezioso l’ausilio del testo elettronico. E chi passerebbe uno o due pomeriggi a stampare faticosamente sulla propria stampante, pagando carta e cartucce di inchiostro e ottenendo nella maggior parte dei casi un testo di formato scomodo e di scarsa qualità di stampa, un libro che potrebbe acquistare magari in edizione economica, accompagnato da introduzione critica e note esplicative, nella libreria sotto casa? E’ piuttosto chi non ha a disposizione la libreria sotto casa - ad esempio lo studente o il connazionale all’estero - che può essere disposto a sobbarcarsi una simile fatica pur di avere a disposizione un’opera che altrimenti non potrebbe facilmente procurarsi.

Certo, in molti casi il testo viene prelevato da chi vuole semplicemente ‘darci un’occhiata’, ed è attirato dalla possibilità di farlo senza difficoltà e senza spesa. Ma proprio in questi casi la libera disponibilità e circolazione dei testi elettronici si trasforma in uno strumento di promozione per il libro stampato - e, in ultima analisi, in un potente veicolo di diffusione culturale.

Vorremmo che chi sta leggendo queste righe riflettesse sull’importanza di poter trovare, nello strano spazio senza luoghi fatto di dati e numeri in movimento vorticoso nel quale dovrà imparare a muoversi il cittadino di domani, anche il patrimonio di testi scritti, di testi da leggere e meditare, che la nostra cultura ha prodotto nel tempo. Lavorare per diffondere e promuovere questo patrimonio non può non essere un obiettivo comune di chi opera nel settore della cultura.

Una riflessione analoga chiediamo agli autori e alle case editrici di opere ancora soggette a diritti d’autore. Permetterne la libera diffusione in formato elettronico vuol dire spesso raggiungere strati di pubblico che, per motivi diversi, non si accosterebbero altrimenti al testo.

Vogliamo ricordare che, nella scheda introduttiva che accompagna sempre il testo elettronico (è l’unica condizione che poniamo alla sua libera diffusione e distribuzione), ne è sempre indicata la provenienza. Se una casa editrice ci fornisce il testo utilizzato per una edizione a stampa, saranno riportati i dati completi di quell’edizione a stampa. Se il titolare legale dei diritti ci autorizza alla diffusione in formato elettronico di un testo ancora soggetto a diritto d’autore, ciò sarà adeguatamente messo in risalto, e sarà specificato che l’autorizzazione alla libera circolazione del testo riguarda solo il documento elettronico. Anche in questo caso, sarà presente il riferimento completo all’edizione a stampa.

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