Alla sua morte, avvenuta nel 1956, le carte, i libri e il pianoforte del poeta vennero donati dalla vedova Maria Carloni Buzzi alla Sormani, che tuttora li conserva rendendoli disponibili a studiosi e cultori della sua vasta produzione letteraria. Nella serata di inaugurazione della mostra, che si svolgerà questa sera alle 20 e che si articola in due sezioni incentrate su tematiche distinte, il pianista Bruno Canino, in duo con il flautista Raffaele Trevisani, eseguirà brani tratti da autori della tradizione classica (amata e cantata dal poeta nelle sue liriche) sul pianoforte Pleyel appartenuto a Paolo Buzzi, restaurato per l’occasione.
Da domani sarà aperta al pubblico a Palazzo Sormani la mostra: “La mia Anima è musicale. Immagini sonore nell’opera di Paolo Buzzi futurista dalle raccolte della Biblioteca Centrale”, a cura di Giampaolo Pignatari.
La passione e la vocazione musicale del poeta e scrittore milanese Paolo Buzzi costituiscono il tema del percorso che si snoda attraverso l’esposizione di fotografie, manoscritti, contributi sulla stampa periodica e edizioni originali del fondo Paolo Buzzi. Vengono proposti gli scritti, spesso inediti, che presentano riferimenti alla tradizione musicale europea nella vasta produzione letteraria dello scrittore milanese e viene evidenziata la particolare natura visiva e sonora delle sue immagini poetiche.
Il Fondo Buzzi è conservato presso la Sezione Manoscritti della Biblioteca Centrale e comprende manoscritti e dattiloscritti delle opere di Paolo Buzzi, ritagli di stampa riferiti alla sua attività giornalistica, recensioni, appunti, documenti personali della famiglia e un carteggio di 1700 lettere di personalità del mondo della cultura della prima metà del ‘900. Alla Sormani, oltre al Fondo, sono conservati un busto in bronzo di Paolo Buzzi, opera dello scultore Enrico Pancera, e un pianoforte a coda. Il materiale documentale si riferisce al periodo 1927-1956.
Palazzo Sormani - spazio espositivo
corso di Porta Vittoria 6
dal 18 marzo al 20 giugno
ore 9.00-19.30
Ingresso libero

Matita








