Le biblioteche del Deserto: Timbuctu e Tamegroute

Dopo l’intervento su Chinguetti vediamo gli altri luoghi di sogno, centri di cultura e sede delle grandi biblioteche del deserto.

Qualche tempo fa vi avevo raccontato delle biblioteche del deserto, dei progetti per salvarle e, in particolare, avevo parlato di Chinguetti, ora è la volta di Timbuctu e Tamegroute.

Timbuctu, città del Mali centrale, al limite meridionale del Sahara, non è facile da raggiungere. Via terra, in fuoristrada, si devono affrontare piste sconnesse, chilometri che si dilatano all’infinito. Poi, però, si prova un certo orgoglio a essere parte di chi è arrivato fin laggiù. Lo sa bene l’Ufficio del Turismo, che mette sul passaporto dei visitatori un timbro della città: testimonianza certa di esserci stati, sulle orme di tanti illustri predecessori. Da Ibn Battuta, esploratore marocchino che vi giunse nel 1353, a Leone l’Africano, geografo arabo, secondo il quale nel Cinquecento i libri rendevano più di ogni altra merce, fino all’esploratore francese René Caillé che, dopo mille peripezie, nel 1828 mise piede nella città e restò deluso. Timbuctu, città del sapere e del pensiero, affascinò nel corso dei secoli viaggiatori ed intellettuali. Come deluso, ancora oggi, è chi cerca una metropoli fastosa. Ma Timbuctu ammalia i sognatori. Con il silenzio enigmatico delle sue viuzze, l’atmosfera incantata delle sue case sperdute. Un fascino che filtra dagli antichi manoscritti. E’ un centro antichissimo e ricco di storia, che lo vede protagonista nei secoli di traffici commerciali, come quelli tra i beduini del deserto e i navigatori del Niger, e scambi culturali, come quelli – ignoti – che hanno dato vita ai famosi manoscritti del Sahara e del Sahel dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Nell’Institut Des Hautes Études et de Recherches Islamiques Ahmed Baba, dedicato all’omonimo studioso dell’Università di Sankorè, sono analizzati e custoditi oltre 18mila antichi manoscritti. L’Istituto di ricerca beneficia del sostegno dell’Unesco e del Kuwait, e al suo interno è possibile ammirare opere letterarie dal valore storico e filologico inestimabile: trattati di ottica, fisica, farmacopea, corani miniati in oro, un volume di diritto islamico del XIII secolo e un trattato di medicina in versi composto dal medico e filosofo Avicenna.

Un’altra antica biblioteca è a Tamegroute, piccolo villaggio del Marocco situato, secondo un cartello della zona, a cinquantadue giorni di cammello da Timbuctu. La Bibliothèque de la Zaouïa Naciriya fondata da Sidi Ahmed Naciri, con le sue 4000 opere, era nel XVII secolo una delle biblioteche più ricche dell’Africa del nord. Molti manoscritti, nel tempo, sono andati perduti, ma ancora oggi l’Istituto conserva documenti di notevole valore e interesse, come un’opera di Pitagora in arabo, antichi e pregiati esemplari del Corano scritti su pelle di gazzella, trattati scientifici e religiosi, testi teologici, filosofici e letterari.

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