Differentemente dal resto d’Europa e dall’America dove il vaudeville portava sulle scene di migliaia di teatri, performers destinati alla leggenda, l’Italia dei primi anni del secolo XX, non poteva contare su una stampa nazionale, tecnica o didattica, dedicata all’arte prestigiatoria. Lo Scolari studioso ed editore di fogli preziosi come il Vademecum del prestigiatore, al pari dello Scolari imprenditore proprietario di ben tre Case dell’arte magica (Palermo, Roma e quindi Milano) dava un impulso di scientificità e modernità indispensabili alla diffusione e allo sviluppo di questa arte. Tra il 1850 e il 1920 la pubblicistica dell’epoca dava alla luce in America e in Europa testate ed opere che riflettevano e decidevano in modo definitivo le tecniche di quelle illusioni di base ancora oggi imprescindibili. Scolari intuiva la portata del fenomeno e grazie al suo intenso e generoso lavoro faceva in modo che anche l’Italia non perdesse quel magico treno destinato a regalare sogni in anni difficilissimi (il primo conflitto mondiale, la crisi del ‘29).
I nomi dei protagonisti, evocativi e orfani di regolare anagrafe, celano frequentemente profili illuminati di uomini di scienza oltre che famosi performer spesso dotati anche in diverse arti, imprenditori avveduti. Un omaggio al paradosso che lo spirito positivista cavalca disinvoltamente, in questo caso fornendo le prime fondamentali istruzioni per il buon uso delle illusioni. Intanto, dietro le quinte, un bisogno tutto umano di occultare al meglio la precarietà dei bisogni alle soglie di un secolo che si sarebbe invece dimostrato nella cruda realtà, violento e disumano.
L’iniziativa è realizzata dalla Biblioteca Braidense con la collaborazione scientifica di Aurelio Paviato, illusionista e cultore della storia dell’arte illusionista e Carlo Faggi, studioso, scrittore, performer, direttore della scuola Vittorio Marazzi per la formazione delle nuove leve della magia, autore, tra l’altro, di “Stupire. Enciclopedia in lingua italiana sull’illusionismo”, tradotta in 8 lingue, pubblicata da Forbes & Hughes.
Il percorso espositivo è articolato in 4 sezioni (biografica, storica, documentazione delle opere periodiche e monografiche del fondo, quest’ultima curata da Aurelio Paviato), arricchite da reperti e testimonianze autografe d’epoca.
La mostra apre il 20 maggio e chiude il 6 giugno 2009
Orari: lunedì – venerdì: 9.30-17.30 (ultimo ingresso ore 17)
sabato 9.30–13.00

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