Quello del personale, infatti, è un problema che affligge tutte le biblioteche nazionali. L’invecchiamento del personale e la mancanza di concorsi fanno sì che ad aumentare siano solo le posizioni apicali mentre scarseggiano i custodi. In Italia l’ultimo concorso per funzionari risale al 1983 e ben pochi posti riguardavano le biblioteche.
Alla Biblioteca Nazionale di Roma da gennaio i libri si possono prendere in prestito solo la mattina. Fino alla scorso anno i volumi si potevano richiedere fino alla 17,30, mentre ora solo fino alle 14,30. Tutto a causa dei tagli ai fondi, quindi meno personale addetto alla distribuzione. Lo stesso anche a Napoli, terza biblioteca d’Italia per patrimonio librario: il personale che ogni anno va in pensione non viene rimpiazzato. Alla Braidense di Milano il problema non riguarda solo la gestione del prestito, ma anche la catalogazione degli oltre 10 mila libri che approdano agli scaffali della biblioteca ogni anno.
La unica nota positiva riguarda la Biblioteca di Firenze dove, in extremis, sono arrivati i 200 mila euro che servono a scongiurare le chiusure pomeridiane e la riduzione dei servizi. Gli allarmi si sono succeduti ogni mese dallo scorso novembre perchè scadevano i sette contratti, tutti precari, che garantivano i servizi pomeridiani.
La ricetta per affrontare la modernità e le nuove esigenze degli studenti e degli studiosi è la digitalizzazione, ma anche questa procede tra mille difficoltà. A novembre è nata Europeana: più di due milioni tra libri, documenti consultabili online in 21 lingue. Ma la consultazione è tutto tranne che agevole e veloce. Al via la digitalizzazione della Biblioteca Laurenziana, cioè di tremila manoscritti del fondo Plutei, rari codici e autografi dal valore infinito. I responsabili assicurano che manchi veramente poco.
I dati di crescita del numero di utenti delle biblioteche così come dei numeri dei giovani lettori dovrebbe spingere chi di dovere a porre maggiore attenzione al problema.

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