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Biblioteca Angelica di Roma

La Biblioteca Angelica, fondata nel 1604 dal vescovo agostiniano Angelo Rocca, fu la prima biblioteca europea aperta al pubblico. Il fondo antico è stimato in 180.000 volumi manoscritti e a stampa relativi prevalentemente al pensiero agostiniano e alla storia della riforma e controriforma. Fine istituzionale della Biblioteca è la tutela, la valorizzazione e l'incremento di questo patrimonio. Dal 1940 è sede dell'Accademia letteraria dell' Arcadia.

Biblioteche a Roma La biblioteca prende nome dal vescovo agostiniano Angelo Rocca (1546-1620), scrittore erudito e appassionato collezionista di edizioni pregiate, responsabile della Tipografia Vaticana durante il pontificato di Sisto V, che negli ultimi anni del XVI secolo affidò la sua raccolta libraria (20.000 volumi circa) ai frati del convento di Sant’Agostino di Roma.
Nel corso dei secoli precedenti la biblioteca si era arricchita di preziosi manoscritti, dono di nobili romani, ovvero trascritti o posseduti dai frati stessi, che alla loro morte, li avevano lasciati in eredità al convento. Angelo Rocca diede alla nuova biblioteca una sede idonea, proprie rendite, un suo regolamento e volle che fosse aperta a tutti, senza limiti di stato e di censo. L’assoluta novità dell’istituzione voluta dal Rocca destò l’interesse di un pubblico sempre crescente e la fama della biblioteca si diffuse ben presto tra gli studiosi.
Nel 1661 Lukas Holste (1596-1661), custode della Biblioteca Vaticana, lasciò ai frati agostiniani la sua preziosa collezione di volumi a stampa (circa 3.000). Nella prima metà del Settecento, il convento romano e la sua biblioteca fecero da sfondo alle controversie religiose dell’epoca: in Angelica sono presenti edizioni di testi proibiti ancora oggi fondamentali per gli studi e le ricerche sul periodo della Riforma e della Controriforma. Su questi presupposti, nel 1762, fu acquistata la ricchissima biblioteca del cardinale Domenico Passionei (1682-1761), che raddoppiò il patrimonio dell’Angelica e soprattutto lo arricchì dei testi che quel cardinale, legato agli ambienti giansenisti romani, aveva ricercato e acquistato nei viaggi svolti come inviato pontificio nei paesi dell’Europa protestante. In quegli stessi anni i frati incaricarono della ristrutturazione del convento l’architetto Luigi Vanvitelli, che terminò la realizzazione dell’attuale salone nel 1765. La biblioteca, chiusa per lavori sin dal 1748, fu riaperta al pubblico solo nel 1786, quando fu terminata la stesura del catalogo delle opere a stampa.
Dal 1940 conserva in deposito circa 10.000 volumi di proprietà dell’Accademia letteraria dell’Arcadia che vi ha sede. Dal 1975 dipende dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La Biblioteca Angelica possiede circa 200.000 volumi, di cui più di 100.000, editi dal XV al XVIII secolo, costituiscono il Fondo Antico della biblioteca. I settori più ricchi, che vengono ancora oggi incrementati, comprendono le opere sul pensiero di S.Agostino e sull’attività dell’Ordine agostiniano, la storia della Riforma e Controriforma con particolare attenzione all’Italia, nonchè i testi delle controversie religiose dell’epoca.
Vi sono conservate inoltre raccolte su Dante, Petrarca e Boccaccio, testi di letteratura italiana e sul teatro dal XV al XVIII secolo, opere su Roma, edizioni rare, elzeviriane.
La Biblioteca possiede inoltre circa 600 pubblicazioni periodiche, italiane e straniere, relative alle medesime discipline. Strumenti bibliografici e manuali di filologia e linguistica vengono acquistati per la valorizzazione e lo studio delle raccolte. Il Fondo Manoscritto è costituito da circa 24.000 documenti sciolti e 2.700 volumi latini, greci ed orientali, di cui alcuni appartenenti al Convento di S.Agostino, altri pervenuti con l’acquisto della biblioteca del Cardinale Passionei ed altri ancora lasciati in custodia all”Angelica nel 1849 dai frati di S.Maria del Popolo.
Tra i cimeli più preziosi per antichità e valore artistico sono da ricordare un manoscritto del IX secolo contenente il Liber Memorialis dell’Abbazia di Remiremont, un antifonario graduale dell’IX secolo, un codice della Divina Commedia finemente miniato del sec.XIV, un delizioso libro d’ore con pregevoli miniature di mano fiamminga del XIV secolo e il famoso De Balneis Puteolanis del XIII secolo con mirabili miniature di scuola siciliana.
La Biblioteca possiede più di 1.100 incunaboli: degni di particolare menzione il De Oratore, il primo libro stampato in Italia a Subiaco nel 1465, il De Civitate Dei, anch’esso sublacense, e un esemplare della prima edizione della Divina Commedia, stampato a Foligno nel 1472. Le edizioni del secolo XVI sono circa 18.000 e quasi tutte di gran pregio. Da segnalare tra le altre la prima edizione dell’Orlando Furioso (Ferrara 1521), e il Trattato della scienza d’armi di C.Agrippa, edito a Roma nel 1553. Per quanto riguarda i disegni, le stampe e le carte geografiche, essi sono circa 10.000, oltre a quelle inserite nei volumi del Fondo antico (circa 30.000). Di particolare interesse una curiosa collezione di disegni di vedute di città dell’Italia meridionale della fine del XVI secolo, nonchè numerosi atlanti e 85 carte nautiche manoscritte del XVIII secolo di provenienza olandese. La collezione di opere edite da G.B.Bodoni comprende 519 esemplari, la maggior parte dei quali pervenuti nel 1919. Tra gli acquisti del ‘900 sono da segnalare il fondo della famiglia Massimo e il fondo degli statuti. Il Fondo Periodici antichi: comprende una collezione di 140 gazzette letterarie europee, soprattutto francesi e olandesi in lingua francese, edite nei secoli XVII – XVIII.

Fondo Moderno. Dal 1873, il patrimonio bibliografico della Biblioteca Angelica ha continuato ad essere incrementato a cura dei vari ministeri, prima del Regno, poi repubblicani.
I bibliotecari che si sono succeduti alla direzione della Biblioteca hanno avuto cura di fornire agli studiosi, che già conoscevano gli argomenti dei nostri fondi, tutto ciò che mano a mano veniva pubblicato in materia, aggiungendo nuovi strumenti di ricerca ed approfondimento.
In quasi un secolo e mezzo, così, il patrimonio è aumentato di circa altri 100.000 volumi che coprono tutta la produzione italiana e mondiale, siano essi periodici specializzati in italianistica o storia della Chiesa, per arrivare ai più moderni ausilii bibliografici su supporti cartacei, elettronici. Nell’ultimo secolo sono poi pervenuti alla Biblioteca, assieme agli autografi in dialetto romanesco di Luigi Zanazzo , importanti carteggi, tra cui spiccano per il rilevante interesse culturale quelli di Domenico Gnoli e di Felice Barnabei. Tra le ultime acquisizioni è da segnalare il fondo di letteratura italiana del Novecento, collezione privata del critico letterario Arnaldo Bocelli.

La Biblioteca Angelica è in prima linea in una serie di progetti molto importanti, vediamoli nel dettaglio.

SAL. VA. RE Progetto Sperimentale di Valorizzazione e Restauro del Salone Vanvitelliano della Biblioteca Angelica
Il Progetto, finalizzato alla conservazione del Fondo Antico a stampa conservato nel Salone Vanvitelliano, è finanziato con i proventi dell’otto per mille dell’IRPEF.
Il Progetto si suddivide in due momenti distinti, ma propedeutici: il primo consiste in un censimento dello stato di conservazione dei volumi del Salone, il secondo nella progettazione di interventi finalizzati alla conservazione.
Archivio digitale dei manoscritti miniati
Il progetto si propone di creare un archivio digitale dei manoscritti miniati della Biblioteca Angelica, con l’intento di preservare e al tempo stesso rendere accessibile, anche in rete, la raccolta dei manoscritti miniati tramite la digitalizzazione integrale dei testi.
Ancora in fase iniziale è attualmente consultabile su una postazione dedicata, è prevista la messa in rete.
MANUS - Catalogazione informatica dei manoscritti
La Biblioteca Angelica utilizza MANUS nella Sezione Manoscritti per la catalogazione corrente di manoscritti e di carteggi e sta inoltre procedendo alla catalogazione retrospettiva dei manoscritti in alfabeto latino.
Nell’ambito del Servizio Bibliotecario Nazionale MANUS, software applicativo prodotto dall’Istituto per il Catalogo Unico, costituisce la base dati del censimento nazionale dei manoscritti in alfabeto latino conservati nelle biblioteche italiane.
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Biblioteca Digitale Italiana
La Biblioteca Digitale Italiana è il programma promosso nel giugno 2001 dalla Direzione generale per i beni librari per la digitalizzazione dei documenti.
L’iniziativa ministeriale ha avviato, in prima istanza, un programma di scansione per immagini dei cataloghi storici , anche manoscritti, sia a volumi che a schede, posseduti dalle biblioteche pubbliche italiane.
In tale contesto la Biblioteca Angelica ha messo in rete i trentaquattro volumi relativi al catalogo manoscritto per autori del Fondo Antico.
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Rinascimento Virtuale
Il Progetto europeo prevede il censimento, lo studio, la ripresa digitale multispettrale, l’elaborazione software delle immagini e la realizzazione di una banca dati multimediale relativa ai manoscritti palinsesti greci.
La Biblioteca Angelica, dotata dell’apparecchiatura MONDO NUOVO che permette l’ispezione multispettrale digitale e la memorizzazione su supporto CD-ROM dei documenti, sta procedendo al censimento dei propri manoscritti greci palinsesti.
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Progetto Incipit
Indicizzazione per autori e titoli dei manoscritti angelicani in lingua latina, creata su software MANUS, curata dalla Cooperativa Incipit sotto la direzione della Dott. Casetti.
EDIT 16
Dal 1982 la Biblioteca partecipa al progetto di Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI secolo, promosso dall’ICCU. Il censimento è in corso d’opera. Attualmente la base - dati contiene circa 50.000 notizie bibliografiche, delle quali circa 24.000 contengono le localizzazioni delle biblioteche partecipanti: per l’Angelica la sigla è RM01.

Per accedere ai cataloghi online, cliccate su questo link.