Dopo l’Unita’ d’Italia, il nuovo Stato riunì tutti gli archivi dei regimi preunitari in un’unica amministrazione, dipendente dal Ministero dell’Interno. Gli archivi centrali delle città’ ex capitali divennero cosi’ archivi periferici del nuovo Stato, mentre a Roma venne istituito l’ Archivio del Regno per accogliere tutte le carte prodotte dagli organismi centrali dello Stato, concepito all’epoca come una sezione dell’Archivio di Stato di Roma.
Fin dalla sua istituzione quindi l’Archivio di Stato di Roma ha avuto anche la funzione di Archivio Centrale del nuovo Stato unitario, compito attualmente svolto da un istituto archivistico del tutto autonomo, l’Archivio centrale dello Stato. Infatti con la legge 340 del 13 aprile 1953 , l’Archivio del Regno fu riconfigurato come organismo assolutamente autonomo, denominato appunto Archivio Centrale dello Stato. Per la prima volta in Italia, fu creata una grande struttura archivistica a livello nazionale per la tutela, la valorizzazione e la fruizione delle fonti documentarie per la storia contemporanea del nostro Paese.
L’Archivio di Stato di Roma, di cui la Biblioteca è parte integrante, costituisce un corpus straordinario di storia istituzionale; l’Istituto nel suo insieme rappresenta, mediante la storia dei fondi documentari e librari che lo compongono, l’attività e la storia delle istituzioni che hanno concorso a formarlo. Lo studio delle istituzioni dello Stato pontificio non può prescindere dalla conoscenza dei fondi documentari e librari ivi conservati. L’Archivio di Stato di Roma e la sua biblioteca si sono formati nel medesimo contesto: nell’archivio fin dalla sua istituzione (r.d. 30 dic. 1871, n. 605) sono confluiti in vari momenti i fondi dell’amministrazione civile dello Stato preunitario, mentre nella sua biblioteca confluivano tutte quelle pubblicazioni di carattere prevalentemente legislativo e amministrativo provenienti dai medesimi uffici produttori della documentazione, che formarono in tal modo il suo primo nucleo. L’incremento successivo ha sempre tenuto conto dei compiti istituzionali di supporto alla ricerca, privilegiando gli acquisti dei titoli relativi alla storia e alle istituzioni dello Stato pontificio.
Il catalogo della Biblioteca, sia per alcuni fondi specifici, sia per i singoli testi, offre quindi agli studiosi di storia delle istituzioni (amministrative, giudiziarie, fiscali, ecc.) un gran numero di titoli fondamentali, che vanno dal XVI secolo ai nostri giorni.
Si tratta di pubblicazioni di interesse giuridico e amministrativo di carattere generale, come atti ufficiali, digesti, bibliografie ed enciclopedie giuridiche e trattati generali; inoltre le collane curate dall’Istituto storico italiano per il Medio evo, dall’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, dall’École française de Rome, la Rerum Italicarum scriptores, la Bibliotek des Deutschen Historischen Instituts in Rom, Regesta Pontificum Romanorum, e numerose altre di pari importanza che sarebbe troppo lungo elencare. Una particolare menzione meritano le collane curate dalla Direzione Generale degli archivi iniziate nel 1950 (Pubblicazioni degli archivi di Stato, Saggi, Strumenti, Quaderni della Rassegna degli archivi di Stato) e le altre pubblicazioni edite dai singoli istituti archivistici di tutta Italia, attenti e sensibili alle realtà locali.
La storia dell’Archivio di Stato di Roma ha delle caratteristiche particolari, se confrontata agli altri archivi delle capitali dei diversi stati preunitari.
Con l’annessione di Roma all’Italia, il 20 settembre 1870, e la fine del potere temporale dei papi, la documentazione archivistica degli uffici ed organismi dello Stato pontificio entra in possesso dello Stato italiano, ad eccezione di quella conservato presso i palazzi vaticani, dove, oltre all’Archivio Segreto, avevano sede importanti dicasteri, fra cui la Segreteria di Stato e alcune Congregazioni cardinalizie.
L’Archivio di Stato di Roma si è formato con la riunione dei fondi documentari fino ad allora conservati presso i vari uffici dello Stato pontificio salve le ricordate eccezioni. In linea di massima, l’Archivio di Stato di Roma conserva la documentazione degli organismi pontifici preposti all’Amministrazione temporale, mentre l’Archivio Segreto Vaticano conserva la documentazione degli uffici ed organismi preposti al governo della Chiesa.
Gradualmente i due importanti Istituti perfezionano la loro specializzazione anche attraverso scambi di materiale : il più importante è quello del 1918, quando l’Archivio Segreto Vaticano cede il grande fondo della S. Congregazione del Buon Governo, preposta alla vigilanza sulle amministrazioni locali dello Stato pontificio, in cambio di materiale documentario concernente decime ed altri affari di pertinenza strettamente ecclesiastica.
A partire dal 1936, dopo la costruzione della città universitaria, l’Archivio di Stato di Roma, che aveva vissuto un primo cinquantennio caratterizzato da varie e faticose peregrinazioni da un palazzo romano all’altro, trova una sede prestigiosa nel palazzo della Sapienza.
Nel 1953, a seguito dell’istituzione dell’Archivio centrale dello Stato come istituto autonomo, l’Archivio di Stato di Roma cede al nuovo istituto la documentazione prodotta dai dicasteri centrali dello Stato italiano.
www.archiviodistatoroma.beniculturali.it

Matita








