Dove trovare la storia del giornalismo: Newseum a Washington

C’è un solo posto al mondo dove è possibile vedere una pagina originale di una Bibbia stampata nel 1455 da Johann Gutenberg accanto a una pagina con gli appunti manoscritti di Bob Woodward e Carl Bernstein durante l’inchiesta che portò allo scandalo Watergate: il Newseum.

La storia del giornalismo In questo edificio, che si affaccia su Pennsylvania Ave. a Washington, sono racchiusi cinque secoli di storia del giornalismo: dal 1455, con l’invenzione della stampa, a Google e ai social media di oggi.

Un omaggio a una professione che in America è sempre stata riconosciuta fondamentale per lo sviluppo della democrazia, per la lotta contro la corruzione e le ingiustizie. Un viaggio tra presente e passato che vale la pena percorrere per comprendere come è nata e si è sviluppata questa professione.

Ci sono voluti una cinquantina di anni prima che l’invenzione dei Gutenberg cominciasse a sfornare i primi “newsbook”, antenati di quelli che oggi chiamiamo “instant book”. Il viaggio prosegue attraverso 30.000 giornali storici scomparsi: dalle prime gazzette del 1600 alla nascita del giornalismo moderno nel 1830 con i “penny papers”. Una storia di successo che consacrò il suo campione in James Gordon Bennett il cui New York Herald raggiunse nel 1860 la più alta circolazione negli Usa: 770.000 copie al giorno.

I quotidiani hanno continuato a crescere ed espandersi fino al 1990 quando negli Usa raggiunsero la rispettabile quota di 1611. In quello stesso anno i giornali online erano 10. Ma dieci anni dopo la tendenza si era invertita: nel 2000 i quotidiani erano scesi a 1480 mentre i siti di news avevano fatto registrate un’impennata raggiungendo la rispettabile quota di 1200. Dal settembre 2003 il declino della circolazione della carta stampata è stato costante fino a raggiungere nel settembre 2008 un -4,5%.

La crisi degli ultimi anni ha dato un colpo di grazia a chi già non navigava in buone acque. Nel 2009 l’America ha perso alcune testate importanti e autorevoli: il Seattle Post Intelligencer ha mandato in stampa l’ultima copia nel marzo di quell’anno affidando l’informazione al sito web; a Denver il Rocky Mountain News ha chiuso a febbraio dopo una storia che durava da 150 anni; in aprile The Christian Science Monitor ha scelto la strada della presenza online per cercare di sopravvivere; la chiusura dopo 174 anni del The Ann Arbor News ha lasciato dal 23 luglio scorso la città del Michigan senza un proprio quotidiano.

Oltre ai giornali il Newseum colleziona anche di oggetti che hanno avuto in un modo o nell’altro a che fare con il giornalismo: dalla macchina fotografica di George Watson, primo fotografo full time per il Los Angeles Times nel 1917, alla penna e blocco con gli appunti di Michael Isikoff, il reporter di Newsweek che fece esplodere il sexgate che coinvolse il presidente Bill Clinton;dalla capanna dove viveva il terrorista Unabomber alla porta del Watergate; da una porzione originale del Muro di Berlino ai resti dell’antenna del World Trade Center recuperati dopo l’attacco dell’11/9.

L’ultima parte è dedicata alle tecnologie che hanno cambiato nei secoli il modo i fare la professione: dal telegrafo alla radio; dalla televisione a internet e ai social media. Da non perdere anche la ricca collezione di foto che hanno vinto il premio Pulitzer dal 1942 a oggi.

Da: Corriere.it del 24/10/2010

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