Questo sito contribuisce alla audience di

Parliamo di sitografia

Il termine Sitografia è un neologismo della lingua italiana che rappresenta il corrispettivo nell'ambito dei siti internet di ciò che la bibliografia rappresenta nell'ambito dei libri. Secondo la definizione dell'Accademia della Crusca la sitografia è il repertorio sistematico di siti Internet, che contengono informazioni in riferimento a un particolare argomento, che solitamente affianca le tradizionali bibliografie relative esclusivamente a fonti cartacee.


Non è semplice individuare con esattezza cronologica le prime attestazioni d’uso del termine, resa ancora più incerta se consideriamo che spesso non è possibile datare con precisione i documenti rintracciabili in rete mediante i comuni motori di ricerca; Il termine tuttavia si sta imponendo velocemente soprattutto grazie all’impulso proveniente del mondo accademico; sono infatti gli stessi docenti relatori delle tesi di laurea a chiedere ai candidati la creazione di una sitografia come categoria autonoma, nell’ambito delle fonti di consultazione. Altro campo di grande diffusione è chiaramente l’editoria, sia cartacea che virtuale. Si tratta di un termine non ancora registrato nei principali repertori lessicografici, né cartacei né elettronici, che circola abbastanza diffusamente non solo in Internet, ma anche nell’editoria, soprattutto quella di carattere scientifico e specialistico (largamente diffuso anche nelle tesi di laurea, tanto che in numerosi siti di professori universitari si possono trovare istruzioni su come approntare, oltre che la tradizionale bibliografia, anche la sitografia). Il composto sitografia ha il pregio della trasparenza, visto che si forma attraverso l’aggiunta del suffisso –grafia (altamente produttivo in italiano e simile al corrispondente di altre lingue in particolare all’inglese –graphy), alla base sito, parola italiana ma fortemente assonante con l’inglese site; è inoltre immediato il parallelismo con bibliografia, parola simile per formazione e che rimanda allo stesso oggetto, con la differenza che sitografia indica un repertorio di siti invece che di libri.

Anche se possiamo rintracciare molti esempi di utilizzo di sitografia, è evidente la difficoltà di individuare un termine unico per indicare i repertori di siti Internet: accanto a sitografia, infatti, si sono affiancati in questi ultimi anni altri termini coniati per denominare più o meno lo stesso oggetto, come gli adattamenti dall’inglese webografia, webliografia, webbibliografia (anche nella variante webibliografia), linkografia, netografia e le voci dotte, formate su basi classiche, istografia (sul greco istos ‘tela, ragnatela’) e dittografia (sul greco diktuon ‘rete da pesca’). Questi ultimi due, oltre ad essere poco trasparenti, hanno il limite di poter essere confusi, nella lingua comune, con altri termini, uno della medicina per la vicinanza al termine biologico istologia, l’altro della filologia in cui la dittografia indica ‘l’erronea ripetizione di una lettera o di una parola nella trascrizione di un testo’. Rispetto a sitografia che rimanda ad una raccolta di siti, quindi a “luoghi” talvolta anche molto estesi all’interno dei quali cercare informazioni, linkografia ha forse il vantaggio di essere un termine più generico, nel senso che non vincola a segnalare l’indirizzo d’entrata al sito, ma punta direttamente alla pagina in cui è contenuta l’informazione che interessa.

Più difficile risulta l’individuazione delle prime attestazioni, resa ancora più incerta se consideriamo che spesso non è possibile datare con precisione i documenti rintracciabili in rete mediante i comuni motori di ricerca; tra l’altro, essendo la sitografia normalmente un elemento di apparato, possiamo trovare sitografie aggiunte in date successive, non esplicitate, rispetto alla pubblicazione in rete del documento. Fatte queste precisazioni, le più lontane attestazioni del termine presenti in rete sono contenute in testi di ambito scolastico e di ricerca redatti tra il 2000 e il 2001, ma con molta probabilità il termine circolava già prima.

Per quanto riguarda la frequenza d’uso dei diversi termini presi in considerazione, possiamo rilevare che il numero più alto di occorrenze indicizzate da Google riguarda il termine sitografia con 38.500 occorrenze contro le 8.360 di linkografia e le 5.730 di netografia; per le altre parole i dati sono poco rilevanti con qualche decina di occorrenze per webibliografia e nessuna per webgrafia e webliografia. Confrontando questi dati rilevati nel giugno 2005 con quelli di novembre 2004 si rileva una tendenza abbastanza netta verso la preferenza di sitografia (che passa da 21.900 occorrenze a 38.500) a scapito di tutti i composti formati sulla base web- che invece tendono a sparire (webgrafia passa da 3.080 occorrenze a zero) col dato tendenzialmente stabile per linkografia (da 5.760 nel novembre 2004 a 5.730 nel giugno 2005).

In Rete è possibile trovare già molte sitografie ragionate a seconda dell’argomento che vi interessa: storia, educazione, arte ecc…