La biblioteca storica dell’Istituto si è costituita per aggregazioni successive grazie a donazioni dei benefattori e dei direttori dell’Istituto. Questo spiega l’eterogeneità degli argomenti presenti e al contempo fornisce preziose indicazioni sugli interessi culturali di quanti hanno contribuito alla sua costituzione.
Tra le maggiori donazioni spicca la biblioteca di Pietro Stoppani, che riflette la sua personalità eclettica, interessata non solo a testi di carattere religioso ma anche a libri di geografia, scienza, astronomia, letteratura, storia, filosofia e pedagogia.
Attualmente nella biblioteca sono conservati circa tremila volumi, collocabili cronologicamente tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, mentre alcune edizioni di classici risalgono al diciottesimo secolo, come la pregevole collana delle opere complete di Pietro Metastasio del 1757 o la più antica edizione del testo sacro Officium beatae Virginis Mariae, pubblicato a Venezia nel 1715.
Collocate in pregevoli librerie della seconda metà dell’Ottocento, le opere appartengono a generi diversi e comprendendo testi religiosi, libri di letteratura, trattati di storia, scienza e architettura, mentre un consistente nucleo di volumi riguarda tematiche legate alla tiflologia.
La biblioteca conserva infine le pubblicazioni promosse dall’Istituto, di particolare rilevanza per la ricostruzione della storia e della vita dell’ente. Tra queste figurano le numerose pubblicazioni edite in occasione degli anniversari dell’Istituto e i periodici quali “Il Buon Cuore” e “Alba Serena”.
L’archivio storico dell’Istituto conta oggi circa novecento pezzi tra cartelle e registri, i cui estremi cronologici sono compresi indicativamente tra il 1830 e il 1970.
Ospitato nel palazzo di via Vivaio l’archivio vanta oggi di spazi appositamente adibiti alla conservazione e alla consultazione del prezioso materiale.
Una sala studio arredata con scaffalature e ampie scrivanie accoglie studiosi e quanti vogliono effettuare ricerche sui documenti conservati.
Il primo nucleo dell’archivio risale al 1892 quando, in vista del trasloco nella nuova sede di via Vivaio, venne deliberato il riordino dei documenti.
Il lavoro portò alla classificazione dell’esistente materiale cartaceo, alla stesura di un inventario e alla sistemazione dei documenti in 463 cartelle, belle scatole di legno cartonato, tuttora esistenti.
Grazie alla ricchezza del patrimonio cartaceo, oggetto recentemente di un attento lavoro di riordino e inventariazione, è stato possibile fare luce su diversi aspetti della storia dell’Istituto, dall’operato dei suoi direttori ai legami con altri istituti europei, dalle manifestazioni e dalle attività organizzate alle vicende inerenti il patrimonio.
Tra le carte ad esempio figurano gli atti di acquisto dello stabile di Porta Nuova e i documenti relativi ai lavori di edificazione del palazzo di via Vivaio, con le successive modifiche e ristrutturazioni corredate dalle planimetrie degli stabili.
Tra le sezioni più significative vi è certamente quella dei Benefattori, dove sono conservati i legati disposti dal benefattore, la loro accettazione, gli estratti dei testamenti, gli inventari delle eredità, i carteggi e in alcuni casi la documentazione relativa all’incarico assegnato al pittore per l’esecuzione del ritratto.
L’archivio storico costituisce così una preziosa fonte non solo per ricostruire le antiche vicende dell’ente, ma anche per documentare la storia dell’assistenza, della società e della beneficenza milanesi, nonché la storia dell’arte e la pratica del ritratto gratulatorio.
L’Archivio storico si divide in cinque sezioni, al cui interno i fascicoli sono ordinati in serie. Sono inoltre presenti due fondi aggregati.
L’archivio fotografico dell’Istituto si compone di oltre 2000 fotografie realizzate tra la fine dell’Ottocento e i giorni nostri. Si tratta di un patrimonio composito ed eterogeneo, ma di inestimabile valore sotto il profilo storico e documentaristico.
Tra il materiale conservato uno dei nuclei più significativi è costituito dalle fotografie che documentano la vita e la storia dell’Istituto. Le immagini ritraggono gli alunni durante lo svolgimento delle attività scolastiche, durante le lezioni di musica o nei laboratori dedicati ai lavori artigianali, le visite compiute dalle autorità politiche e religiose all’ente, oltre a significative immagini della sede di via Vivaio, che ne documentano ampliamenti e ristrutturazioni avvenute nel corso degli anni.
Un consistente nucleo di immagini è costituito dalle fotografie donate dai benefattori insieme ai lasciti testamentari. Sono per la maggior parte ritratti fotografici degli stessi benefattori, consegnati all’Istituto per la realizzazione del ritratto gratulatorio, ma vi sono anche fotografie di famiglia e di viaggio. Tra le fotografie più antiche si segnala la presenza di alcune stampe all’albumina nel tipico formato cartes de visite appartenute alla famiglia del fondatore Michele Barozzi.
Infine l’archivio conserva un cospicuo numero di fotografie realizzate nel corso delle diverse campagne fotografiche volte a documentare il patrimonio artistico dell’Istituto, dalla quadreria, alle opere d’arte diverse, alla sede di via Vivaio, ad alcuni monumenti sepolcrali presso il Cimitero Monumentale di Milano.
Il patrimonio fotografico è stato recentemente oggetto di un lavoro di riordino, inventariazione e catalogazione che ha reso fruibile il materiale, collocato in appositi contenitori di conservazione. Il nucleo di fotografie più antiche di cui è stata realizzata la catalogazione secondo il tracciato catalografico della Scheda F è inoltre visionabile su una postazione informatica messa a disposizione nella sala dell’archivio.
Non essendo presente un ordinamento originario a cui attenersi il materiale è stato organizzato per nuclei tematici, seguendo l’articolazione del titolario di classificazione dell’archivio cartaceo e in modo da rendere i due archivi comunicanti e omogenei.

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